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Attenti alla ristorazione italiana in Irlanda |
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Scritto da Giorgio Flavi
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 Cappesante al profumo di bosco con gamberetti ai tre sughi I ristoranti italiani in Irlanda sono tanti: «attenti alle improvvisazioni». Molti non sono originali. Hanno l'insegna «italiano». Di Italiano non hanno proprio nulla, nemmeno l'ombra. Spesso hanno personale albanese o rumeno. Tanti altri sono in Irlanda da generazioni e la sanno lunga. Conoscono usi costumi e tradizioni irlandesi. Inoltre tra gli italiani ci sono tanti «furbetti». Gente improvvisata. Senza cultura o formazione che pretende di imporsi sul mercato. La realta' ristorativa in Irlanda presenta diversi esempi di «cattiva cucina». Che tende a deformare il marchio del «Made in Italy».
I ristoratori insieme alle loro attivita' commerciali sono i veri ambasciatori d'Italia. La ristorazione italiana in Irlanda necessita di prodotti, vini e ricette originali. Un concetto piu' volte sottolineato da Giuseppe Dell'Osso presidente dell'Accademia Italiana della cucina in occasione di una recente visita a Dublino. Nel corso degli anni la cucina italiana si è così affermata come uno degli strumenti di penetrazione culturale e commerciale più efficaci che il nostro paese ha a disposizione. Grazie ad essa infatti, si è accresciuto l'interesse e quindi la domanda per tutto ciò che fosse "made in Italy", dai prodotti alimentari, alla moda, al design, all'alta tecnologia. La gastronomia, espressione più immediata della "cultura" di un popolo, che l'insuperata maestria dei nostri connazionali ha saputo elevare ad opera d'arte, è stato il grimaldello che ha aperto la porta all'affermazione dello stile di vita italiano nel mondo. Il centro di Dublino e di numerose citta' irlandesi pullulano di ristoranti italiani. Un segnale forte che deve continuare. |
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Ultimo aggiornamento ( sabato 24 febbraio 2007 )
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