Home arrow Turismo arrow "Strangers to citizens": quando gli irlandesi se ne andavano per il mondo
"Strangers to citizens": quando gli irlandesi se ne andavano per il mondo PDF Stampa E-mail
Scritto da Silvia Baldini   
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La locandina dell'esposizione
Una mostra molto interessante è stata allestita nel centro di Dublino, in Kildare Street numero 3: è l’esposizione “Strangers to Citizens: the Irish in Europe”, aperta nel Dicembre del 2007 e ancora oggi visitabile. Sono qui illustrate tutte le tappe della grande migrazione irlandese nel resto del continente europeo a partire dal XVI secolo; un processo che non si è più fermato nell’arco di duecento anni. Soldati, studenti, sacerdoti, mercanti e molti altri, furono migliaia gli irlandesi che si mossero dalla terra natale per andare ad insediarsi in Italia, Spagna, Francia, Olanda, Belgio, persino in Russia, oltre che in altri paesi europei. Ovunque formarono comunità che riuscirono sempre ad integrarsi bene nel panorama sociale e culturale di riferimento. L’allestimento della mostra è stato curato dalla National Library of Ireland, che ha scelto immagini provenienti dai maggiori musei europei, dalle più importanti gallerie e da molti archivi nazionali di vari paesi ed ha assemblato infine il tutto in un unicum davvero eccezionale. Molti i tesori esposti,tra i quali sicuramente il più importante è il manoscritto originale di “The Flight of the Earls”, di Tadgh O’ Cianain. L’Ufficio della Biblioteca Nazionale che si occupa della conservazione dei documenti utili alla ricostruzione della memoria genealogica di molte famiglie irlandesi possiede inoltre una collezione enorme, preziosa testimonianza della vita di tutte quelle che emigrarono in Europa nel XVII e XVIII secolo; il visitatore può ammirare alla mostra una selezione dei documenti più importanti e rappresentativi della collezione, così come anche alcuni dei più antichi ed importanti manoscritti in lingua gaelica ritrovati in territorio irlandese e appartenenti alla collezione della Biblioteca. La ragione dell’ondata migratoria partita all’alba del XVII secolo e mai interrottasi nell’arco di due secoli è da ricercarsi in molteplici fattori; sicuramente, però, alla base di tutto ci fu l‘esigenza di cercare luoghi e condizioni di vita migliori, in cui poter costruire un futuro diverso. Soprattutto in Spagna, in Francia e in Germania, così come nelle colonie di questi paesi, le comunità di irlandesi che vi arrivarono riuscirono ad integrarsi perfettamente, cambiando presto il loro status sociale: da stranieri divennero mano a mano cittadini, completamente inseriti nel sistema del nuovo paese. La mostra spiega bene tutte le tappe della migrazione irlandese verso nuove mete e aiuta a comprendere che il fenomeno è da considerarsi assolutamente naturale, in auge da secoli e probabilmente destinato a non arrestarsi mai: naturale, infatti, è il bisogno di cercare migliori condizioni di vita laddove non se ne riescano ad avere di soddisfacenti. Non è un caso, dunque, se ancora oggi il mondo contemporaneo vive, in maniera certo molto differente e per molteplici e complesse ragioni, lo stesso fenomeno; per chi volesse iniziare a capirlo e meglio studiarlo, una visita alla mostra potrà certo rivelarsi molto utile.




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Ultimo aggiornamento ( lunedì 24 agosto 2009 )
 
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