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Andar per moto in Irlanda - Parte 1: Sul sellino posteriore PDF Stampa E-mail
Scritto da Martina Andreoni   

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Andar per moto in Irlanda: Viviana in una tipica giornata irlandese.
Viviana è in Irlanda da sei anni, ma la passione per la moto è esplosa in tempi recenti in lei e nel suo ragazzo.
In sella alla loro BMW 1150 hanno battuto l'isola di Smeraldo sia per brevi vacanze che in viaggi più impegnativi, con itinerari che li hanno visti raggiungere il Donegal, Cork e Galway.
Viviana non guida la moto, lasciando onore e oneri al suo ragazzo: com'è allora l'Irlanda vista come passeggera?
"Dalla mia posizione è possibile godersi la bellezza del panorama circostante," racconta Viviana. "Vedere paesaggi che chi guida, concentrato sulla strada e sull'itinerario, magari non nota nemmeno".
Le strade d'Irlanda offrono quindi vedute mozzafiato e ben si prestano a coloro che vogliono intraprendere un viaggio a contatto con la natura, in sella alla propria due ruote, in quanto ben tenute e percorribili in tranquillità da moto di grandi cilindrata.  Il vero problema del motociclista nell'Isola di Smeraldo è, senza ombra di dubbio, la pioggia. "Prima o poi te la devi aspettare," scherza Viviana, "ma con un buon equipaggiamento si riesce perlomeno a limitare l'effetto delle intemperie."
L'equipaggiamento è fondamentale per chi vuole cimentarsi in un viaggio in moto: giacche e pantaloni anti vento e anti pioggia sono indispensabili in un paese che vanta una media di circa 59 millimetri di pioggia l'anno.
L' equipaggiamento  indispensabile occupa però molto dello spazio destinato ai bagagli, già limitato dalla natura del mezzo (una moto dispone di solito di due borse laterali e una posteriore), dunque fare i bagagli in maniera efficiente e intelligente diventa importantissimo per il motociclista:
"Questo è il problema maggiore della donna passeggero," dice Viviana. "Devi abituarti a portare con te poche cose dato lo spazio ristretto."
Ritornando alle strade d'Irlanda, la scelta di quali percorrere diventa importantissimo per il fattore "noia". Se infatti chi guida ha lo stress della strada, del fare attenzione e del guidare in sè, per il passeggero non è così e quindi è più facile che sopraggiungano noia e stanchezza: è molto più bello e meno noioso la scelta di strade più piccole e più interne che magari allungano il percorso ma innalzano l'attenzione a chi viaggia dietro al pilota piuttosto che le lunghe, monotone autostrade (comunque poco diffuse in Irlanda).
Immersi nella natura, i motociclisti godono di quell'affascinante isolamento che solo il mezzo a due ruote riesce a trasmettere, e per Viviana il viaggio in moto si trasforma quindi in un momento per prendersi il proprio tempo: l'interazione tra chi guida e chi è trasportato è nulla durante il tragitto (nonostante sia lei che il suo compagno siano dotati di interfono nei caschi, ma che usano pochissimo), e il viaggio in moto diventa solitudine, ma anche la bellezza di confrontarsi al momento in cui la moto è messa sul cavalletto, parlando sia di ciò che si è visto e si è pensato.





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Ultimo aggiornamento ( venerdì 03 luglio 2009 )
 
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