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Ingiro per l'Irlanda. Da Dublino a Belfast passando per le Giant's Causeway |
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Scritto da Giuliana Rocca
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 Irlanda del Nord (foto Rocca). Terra di montagne, laghi e parchi, dove le insenature della costa incontrano i colori di un cielo dai toni onirici. Le sabbie chiare del’Atlantico fanno da cornice a paesaggi unici in cui pascoli indisturbati distolgono lo sguardo umano dalle interminabili distese verdi. Sebbene tutta Irlanda conti solo quattro milioni di abitanti, quando ci si imbatte nei suoi travolgenti spazi naturali, l’Isola celtica sembra piu’ grande di quanto si penserebbe. Quando si parla delle “six Counties”, ci si riferisce alle sei Contee dello Ulster che fanno parte del Regno Unito dal 1921, anno della divisione dell’Isola. Le restanti tre contee su nove, invece, appartengono alla Repubblica d’Irlanda. La citta’ piu’ grande nella provincia dello Ulster e’ Belfast, che conta oltre un milione e mezzo di abitanti. Zainetti riempiti dell’essenziale, un’idea degli ostelli disponibili, mappa alla mano e tanto entusiasmo sono gli ingredienti necessari per iniziare l’avventura. Rincorrendo gli orizzonti che dalle valli dell’Antrim si perdono tra cielo e mare, e seguendo i sentieri che dalla costa Causeway muovono piu’ verso l’interno, piccole cittadine si ergono su villaggi di pescatori. Nel Northern Ireland i segni di un passato turbolento risuonano  Giant's Causeway (foto Rocca). ancora oggi. L’ingresso di un’auto targata Baile Atha Cliat in una citta’ i cui abitanti non amano definirsi “irlandesi”, puo’ creare reazioni sorprendenti. Un inconsueto senso di appartenenza riesce allora a coinvolge anche un gruppo di amici, italiani e non, decisi a staccarsi per qualche giorno dalla frenetica, ma dopo tutto familiare Dublino. Cio’ che caratterizza le small towns del Nord e’ la presenza costante di bandiere inglesi che sventolano imperanti sulle main streets. E la sterlina fa sentire il suo peso specie nelle stazioni di rifornimento di gasolio. In quei momenti si riesce pure a rimpiangere i prezzi della se pur cara Dublin City...strano, ma vero! Giungendo in citta’ come Derry, poi - chiamata dagli inglesi Londonderry - questa percezione si fa piu’ forte: enormi murales con su scritto “free Derry” e segnaletiche stradali in cui London e’ stato accuratamente oscurato con spray, esprimono un astio antico e non ancora del tutto placato. Nella zona del Fermanagh Lakeland e’ facile, specie durante il periodo estivo, imbattersi in Festival locali dove musicisti di strada intonano antiche melodie e gli abitanti si riuniscono per pic-nic occasionali. L’aria fresca e pulita si apprezza  Costa del Nord Irlanda (foto Rocca). ancora di piu’ se si ha la fortuna di trovare il sole. Ma si sa, “il cielo d'Irlanda e' una donna che cambia spesso d'umore”, come canta la Mannoia, ed e’ facile veder svanire all’improvviso i raggi solari dietro scure nuvole. Dopo un po’, tuttavia, il vento spazza via il grigiore e in cielo cominciano a mescolarsi tinte di rosa, violaceo ed arancio, che – specie al tramonto – creano effetti cromatici davvero suggestivi ed in contrasto con il verde circostante. Il giro si fa ancora piu’ interessante arrivando al Giant’s Causeway, in cui la maestosita’ delle peculiari Stones si combina con i miti e le legende della baia dei Giganti. La citta’ di Armagh, nota come la “citta’ di santi ed eruditi”, e’ considerata il centro della cristianita’ irlandese. Si narra, infatti, che San Patrizio stesso vi fondo’ una chiesa nel V sec. a.C., ma l’attuale edificio e’ essenziamente il risultato delle riscostruzioni avvenute nel XII e nel IX sec., in seguito alle frequenti distruzioni subite durante le turbolenti vicende storiche della regione. Tre giorni di svago e cultura in questi luoghi, sole permettendo, sono davvero un toccasana per ricaricare le energie dopo una settimana di lavoro nella piovosa estate dublinese. Alla fine del tour, con gli occhi sazi di paesaggi a perdita d’occhio e con le scarpe un po’ insabbiate per le lunghe passeggiate in riva ad un mare - troppo freddo anche solo per pensare di indossare il costume - viene una gran voglia di rientrare tra le strade affollate di una citta’ variegata e multiculturale. La via di ritorno per Dublino e’ quella di un posto che tutto sommato richiama ogni volta verso di se’ con accoglienza.
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Ultimo aggiornamento ( mercoledì 25 luglio 2007 )
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