Home Turismo Dublino che passione!
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Scritto da Stefano Tosi
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 Dublino e' una citta' che respira musica. Arrivo a Dublino il 5 luglio con un volo diretto dall’aeroporto di Malta Luqa. Ho prenotato una camera singola alla DCU (Dublin City University). Il campus è eccezionale: campi da calcio, da rugby e da basket. Una farmacia, un ristorante, un pub, una discoteca, un supermercato. Tutto sta all’interno di questa pulitissima cittadella circondata dal verde. La reception si distingue subito per la sua disponibilità e gentilezza. Sono tutti ragazzi giovani, sono tutti ottimi comunicatori. La mia camera è essenziale, spaziosa e pulita. Un bagno grande, un letto a una piazza e mezzo, un desk per studenti. La mensa offre un abbondante continental breakfast: bacon, eggs, hash brown. Scopro una palestra attrezzatissima e una piscina. Decido di fare sport tutti i giorni. Non me ne pento. Perdo un paio di chili di troppo. Mi immergo nell’atmosfera irlandese in men che non si dica. A Dublino gli autobus sono sempre in orario. Per un italiano è quasi fantascienza. Invicta in spalla, mi tuffo in Grafton Street. Qui suono il clarinetto tre-quattro ore al giorno. Faccio il busker per la prima volta nella mia vita. E funziona anche, perché mi lanciano spesso monetine da uno o due euro. Capiscono che ho studiato musica per parecchi anni. Capiscono che ho fatto il conservatorio, insomma. Sono tutti esperti di musica. C’è chi riconosce un Bach, chi trasale con un Verdi o un Mozart. La cosa che mi colpisce di più sono queste mamme con i loro bambini piccoli piccoli. Si fermano, danno una monetina al bambino, il bambino me la lancia. Poi mi sorridono e mi dicono: “Thank you very much”. Oppure mi fanno i complimenti. Oppure si fermano a fare due chiacchere. E allora penso che non ho mai incontrato un così grande rispetto per l’arte. Un amore infinito per la musica e per il canto. E’ qualcosa che nasce dall’anima di questo popolo. E qualcosa che mi stringe il cuore. Mi invitano anche a suonare al World Culture Festival. Che esperienza fantastica! E poi… E poi in Italia mi viene in mente che l’educazione artistica e musicale non esistono. In Italia mi viene in mente che i vicini si incazzano neri se suoni. E poi mi sovviene l’immagine deformata di una Napoli sommersa dalla spazzatura. E stono di brutto come una stecca. Del resto l’Irlanda è un paese civile. Del resto in Irlanda non convivono con la mafia. Del resto in Irlanda non sono così preoccupati del look. Del resto qui sono nati U2, Sinead O’Connor, Enya, Bob Geldof. Qui ciò che conta è l’efficienza. La semplicità non è un difetto, anzi. La bellezza dell’arte è un valore importante. Temple Bar colpisce per l’energia artistica che sprigiona. Musei, pubs, gallerie d’arte, l’Irish Film Institute. E’ una fonte di ispirazione infinita. E gli artisti di strada colorano le strade con le loro melodie, con i loro gesti. Ho ancora sul palato il gusto amaro della Guinness. Le mie conversazioni con italiani, lituani, polacchi. Gli italiani se ne stanno appollaiati quasi tutti nel loro quartiere. E’ un’ idea di Wallace, un imprenditore irlandese. Molti italiani si trovano bene. Hanno lasciato l’Italia, giunti ormai alla fatidica domanda: e adesso? C’è che fa il cameriere, chi fa call-centre, chi si è già inserito con un buon lavoro. Sono tutti tranquilli e rilassati. Guadagnano bene, in media almeno il doppio dell’Italia. E poi non è vero che l’Irlanda è così cara. Dipende dal tuo stile di vita. E di solito gli italiani non bevono Guinness come se fosse acqua. Conosco Paolo che ha un negozio di alimentari conosciuto da tutti: La Bottega di Paolo. Un ragazzo molto simpatico. Conosco il signor Cavallo, un architetto che ormai vive a Dublino da anni. Una persona davvero gentile. Grazie all’incontro con Francesco Dominoni, managing editor di www.irlandiani.com e persona molto disponibile, ho l’occasione di scrivere questo pezzo su Dublino e sulla mia breve ma intensa esperienza. E allora italiani ricordate! Se passate da Dublino il cielo d’Irlanda si muove con voi, come suggerisce la voce vellutata della Mannoia.
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