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Italiani in Irlanda: alla scoperta di una tradizione letteraria sorella. |
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Scritto da Silvia Baldini
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 Italiani in Irlanda: alla scoperta di una tradizione letteraria sorella. Che cosa può esserci di più bello, per gli amanti della cultura, dell’andare a curiosare tra le tradizioni altrui, alla scoperta di differenze e affinità? Così a Dublino, cuore pulsante della fantastica terra d’Irlanda, gli italiani, eredi di un ricchissimo patrimonio culturale quale quello nazionale, hanno la possibilità di fare un’inaspettata conoscenza: quella della grande tradizione letteraria ed artistica della nazione irlandese, forse ancora troppo poco apprezzata nel mondo, fatta eccezione per i grandi nomi di Swift, Joyce, W.B.Yeats e G. Bernard Shaw. C’è infatti un luogo particolare dove questo speciale “incontro” con i più grandi uomini di cultura irlandesi di tutti i tempi è possibile: è il Dublin Writers Museum, situato nella centrale Parnell Square, al numero 18, pensato e voluto dai Dublinesi come spazio dedicato appositamente alla collezione della memoria di tutta la storia artistica e letteraria della nazione. Appena entrati, sembra quasi di percepire la presenza viva accanto a sé delle importanti figure qui presentate. Tutto inizia nella sala dell’antica letteratura celtica, dove è possibile fare la conoscenza di uomini oscuri, i bardi dei lontani secoli antecedenti la venuta di Cristo, esperti narratori e conoscitori di una metrica rigida e accurata, all’apprendimento della quale venivano istruiti per lunghi anni; non a caso, echi di questa antica capacità di usare mirabilmente la parola si ritrovano in Joyce, nei memorabili lavori dell’Ulisse e di Finnegans Wake. Poi lo spettatore è guidato al cospetto della imponente figura di Swift, di cui sono conservate le più antiche edizioni dei Viaggi di Gulliver. Da notare anche la curiosa presenza della sedia su cui sedette Handel, giunto a Dublino nel 1742 per la prima della sua opera Il Messia. Più avanti, grande è la sorpresa quando si scopre che alcune tra  Italiani in Irlanda: alla scoperta di una tradizione letteraria sorella. le più importanti figure della letteratura irlandese tra Settecento e Ottocento non furono, in realtà, ottimi studenti: da ricordare l’appellativo di “capretto irlandese”, attribuito al drammaturgo Goldsmith mentre frequentava il Trinity College. Ma la parte più interessante è ancora di là da venire: avvicinandosi alla fine dell’Ottocento, ecco apparire le figura di Bram Stoker, che con il suo Dracula conquistò l’Europa intera. Di lui sono conservate una lettera autografa e la prima edizione del suo famosissimo testo. Poi è la volta di Shaw, scrittore dalla forte vena satirica, caratteristica tipica del popolo irlandese. Si viene a scoprire che in vecchiaia affermò di non essere mai riuscito a contenersi dal ridere degli inglesi; di lui rimane il disco su cui incise, su ordine della BBC, un vero e proprio corso di inglese rivolto a studenti e stranieri. “Se sentirete qualcuno gracchiare, non è certo la mia voce di povero vecchio, ma il vostro apparecchio che non funziona bene! La mia è quella voce di amabile anziano che non farete certo fatica a riconoscere”, scrisse scherzosamente Shaw nel foglietto illustrativo associato al disco. Mentre si viene a sapere che il drammaturgo Synge era solito trovare ispirazione per i suoi lavori dai racconti dei contadini ascoltati di nascosto, si entra con trepidazione nella sala dove sono ricordate le figure di Joyce e Beckett: del primo è conservata una copia dell’Ulisse da lui autografata, un disco dove incise la lettura di un testo (creando una sorta di antesignano dei moderni audiolibri) e il pianoforte comprato  Italiani in Irlanda: alla scoperta di una tradizione letteraria sorella. nel 1910, mentre del secondo è presente il particolare telefono casalingo, programmato appositamente per accettare le chiamate gradite e rifiutare tutte le altre. Ma molti altri scrittori vissero esistenze ricche di avventure inedite: come non menzionare, tra gli altri, O.Gogarty, scrittore-atleta, che donò al fiume Liffey di Dublino due cigni in segno di ringraziamento per averlo salvato durante una rocambolesca nuotata tra le sue acque? Insomma, la panoramica sul mondo culturale irlandese offerta dal Dublin Writers Museum non può che essere una piacevole scoperta, per gli appassionati; gli italiani, dal canto loro, hanno la fortuna di poter conoscere ed apprezzare una storia letteraria lunga e affascinante come la loro.
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Ultimo aggiornamento ( martedì 07 luglio 2009 )
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