 N. 29 Fitzwilliam Street Lower C’è un posto, a Dublino, dove il tempo sembra essersi fermato ed aver lasciato tutto come appariva più di un secolo e mezzo fa. Questo luogo speciale, dove il turista in visita alla città può tornare a respirare l’aria ormai perduta della fine del XVIII e degli inizi del XIX, è la suggestiva casa di una famiglia della middle class dublinese in Fitzwilliam Street Lower, in pieno centro cittadino. Nulla è stato cambiato, entro questa abitazione, degli arredi originali: si è voluto appositamente preservare un ambiente che potesse dare l’idea di come viveva e passava il suo tempo una famiglia della buona società irlandese del periodo georgiano. Appena superata la elegante porta d’ingresso dell’edificio, si avverte immediatamente la sensazione di essere trascinati in un’altra epoca: colori, oggetti, profumi sconosciuti, tutto contribuisce a ricatapultare il visitatore in un’epoca ormai scomparsa, in un’atmosfera che più non gli appartiene. La visita guidata all’edificio inizia con la visione di un video che illustra brevemente la storia del periodo e presenta il personaggio di Mrs Olivia Beatty, signora dublinese che visse qui per dodici anni, dal momento della costruzione della casa nel 1794; segue poi il tour guidato, che, partendo dal seminterrato, permette di visitare tutti gli ambienti. Aria antica quella che si respira nel retrocucina, nella dispensa e nella stanza della governante. Ecco allora materializzarsi improvvisamente delle presenze che si muovono frenetiche: personaggi in camice bianco che si spostano veloci da un punto all’altro delle stanze, con piatti pericolanti in mano, rossi in viso e stretti dalla paura di aver risposto tardi alla chiamata del padrone. Si prosegue con la visita al pianterreno, dove si trova l’ingresso principale della casa, con l’ampia sala da pranzo e la sua vasta serie di eleganti arredamenti caratteristici, tra i quali un refrigeratore per il vino in mogano dei primi del Novecento e alcune statuine di “conversazione” sul tavolo da pranzo. Oggetti strani: con queste gli ospiti potevano iniziare una conversazione nel caso fossero sprovvisti di un interlocutore…Al piano superiore, ecco aprirsi davanti agli occhi il cosiddetto piano nobile: il primo salotto in cui si accede è molto ampio. Era stato creato appositamente per l’intrattenimento degli ospiti e la socializzazione. La parte posteriore, invece, illuminata da un fantastico lampadario di cristallo di Waterford del XVIII secolo, accoglie un ambiente molto più familiare ed intimo.Qui sembra ancora possibile immaginare abili musicanti mentre suonano i bellissimi strumenti d’epoca georgiana esposti, al fine di deliziare l’udito di padroni e ospiti: non può mancare un’arpa, tra gli altri, simbolo della stessa Irlanda.  Uno degli interni Poi è la volta della visita al budoir, ovvero alla “stanza della seta”: qui la signora di casa faceva colazione e trascorreva gran parte della mattinata, trastullandosi tra il ricamo e la scrittura. Il letto nella camera padronale, poi, è tutto dire: corto quanto bastava perché l’abitudine era quella di dormire seduti.Nello spogliatoio, inoltre, campeggia un’esposizione di scarpe dell’epoca: la differenza tra la destra e la sinistra non era contemplata nel periodo georgiano…Infine, ecco arrivare l’ultimo piano della casa, meno curato degli altri nello stile e nell’arredamento: era il luogo in cui risiedevano l’educatrice e i bambini. Qui tutto sa di gioco, di libertà, di formalità che non esiste, spazzata via dalla ingenuità dei più piccoli. Vi sono ancora appesi alle pareti alcuni quadri rappresentanti copie delle lezioni che questi erano tenuti ad imparare, sotto la guida dell’istitutrice. Quando si varca di nuovo la soglia della casa, stavolta per uscire, il salto nel presente quasi confonde: anche al visitatore, infatti, sembra quasi di essere divenuto un personaggio dell’epoca. Che si sia uomini o donne, tutti provano la stessa sensazione di essersi trasformati in altro, per qualche minuto: in distinti signori intenti a giocare a carte nel bel salotto o in illustri signore in abito elegante, tutte intente a conversare amabilmente tra loro, tra un corridoio e l’altro di questo fantastico e suggestivo edificio.
|