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Dublino: turisti un po’ per caso, ma non troppo. Parte 1 PDF Stampa E-mail
Scritto da Daniela Ascione   
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Dublino: turisti un po’ per caso, ma non troppo. Parte 1
Siete amanti dei viaggi? Non passa  anno che non visitiate una capitale europea? Allora Dublino non può non far parte delle prossime future mete.
Prima di partire è opportuno preparare un adeguato vade mecum che vi possa guidare durante il vostro viaggio e che sia soprattutto utile ad evitare spiacevoli contrattempi ed inutili perite di tempo.
Partiamo dalla scelta del periodo, Dublino è una città piovosa, e questo è risaputo,  ma forse non tutti sanno che non è una città gelida nel senso stretto del termine e quindi è tranquillamente visitabile in inverno, e può essere una meta appropriata in cui trascorrere le vacanze natalizie, ma non solo quelle.
Scelto il periodo, si passa alla prenotazione del volo. E’ bene acquistare il biglietto con qualche mese di anticipo, per poter usufruire di un maggiore sconto. Tra le compagnie low cost che servono Dublino sicuramente la Ryanair è la più economica, soprattutto se si è disposti a viaggiare con il solo bagaglio a mano di 10 Kg. Anche l’Aerlingus, compagnia di bandiera, permette di volare verso l’isola di smeraldo senza spendere un capitale.
Per quanto riguarda l’alloggio è sempre meglio prenotarlo con largo anticipo, tuttavia si può comunque facilmente fruire di particolari sconti per le prenotazioni last minute. Si può fare riferimenti a siti specializzati nel settore alberghiero, come booking.com o venere .it. E’ possibile così trovare camere d’albergo per poco più di 40 Euro a coppia, praticamente il costo di un ostello, oppure ottimi bed & breakfast in cui godere delle abbondanti e famose colazioni irlandesi.
La sistemazione è comunque consigliabile prenotarla in pieno centro, anche perché Dublino è piccola e le attrazioni sono tutte nel cuore della città. Temple Bar, Dame Street e Grafton Street sono le zone cui far riferimento.
Giunti finalmente in terra celtica occorre raggiungere il centro della città dall’aeroporto. Si hanno tre possibili alternative:
1) Autobus di linea a due piani 16, 16°. Con soli 2,20 Euro e 45 minuti di tragitto è possibile raggiungere O’Connell Street. Il biglietto si acquista direttamente sul bus con moneta contante alla mano, e c’è anche posto per posare i bagagli.
2) Autobus Aircoach. Il biglietto può essere acquistato direttamente sul bus, nell’aeroporto d’arrivo o di partenza, o anche tramite internet (air coach.ie), per 7 Euro a tratta, 12 Euro se si comprano andata e ritorno insieme.
3) Taxi. Questa è di sicuro la soluzione più comoda, ma anche la più costosa e per certi versi la meno sicura. Spesso, infatti è possibile incappare in taxisti che guidano senza appropriata licenza, occorre dunque stare attenti e tenere sempre d’occhio il tassametro. I prezzi comunque variano dai 16 ai 30 Euro, a seconda dell’ora e del traffico.
 
N. 29, Fitzwilliam Street Lower, Dublin: ovvero, dove il passato torna presente PDF Stampa E-mail
Scritto da Silvia Baldini   

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N. 29 Fitzwilliam Street Lower
C’è un posto, a Dublino, dove il tempo sembra essersi fermato ed aver lasciato tutto come appariva più di un secolo e mezzo fa. Questo luogo speciale, dove il turista in visita alla città può tornare a respirare l’aria ormai perduta della fine del XVIII e degli inizi del XIX, è la suggestiva casa di una famiglia della middle class dublinese in Fitzwilliam Street Lower, in pieno centro cittadino. Nulla è stato cambiato, entro questa abitazione, degli arredi originali: si è voluto appositamente preservare un ambiente che potesse dare l’idea di come viveva e passava il suo tempo una famiglia della buona società irlandese del periodo georgiano. Appena superata la elegante porta d’ingresso dell’edificio, si avverte immediatamente la sensazione di essere trascinati in un’altra epoca: colori, oggetti, profumi sconosciuti, tutto contribuisce a ricatapultare il visitatore in un’epoca ormai scomparsa, in un’atmosfera che più non gli appartiene. La visita guidata all’edificio inizia con la visione di un video che illustra brevemente la storia del periodo e presenta il personaggio di Mrs Olivia Beatty, signora dublinese che visse qui per dodici anni, dal momento della costruzione della casa nel 1794; segue poi il tour guidato, che, partendo dal seminterrato, permette di visitare tutti gli ambienti. Aria antica quella che si respira nel retrocucina, nella dispensa e nella stanza della governante. Ecco allora materializzarsi improvvisamente delle presenze che si muovono frenetiche: personaggi in camice bianco che si spostano veloci da un punto all’altro delle stanze, con piatti pericolanti in mano, rossi in viso e stretti dalla paura di aver risposto tardi alla chiamata del padrone.
Si prosegue con la visita al pianterreno, dove si trova l’ingresso principale della casa, con l’ampia sala da pranzo e la sua vasta serie di eleganti arredamenti caratteristici, tra i quali un refrigeratore per il vino in mogano dei primi del Novecento e alcune statuine di “conversazione” sul tavolo da pranzo. Oggetti strani: con queste gli ospiti potevano iniziare una conversazione nel caso fossero sprovvisti di un interlocutore…Al piano superiore, ecco aprirsi davanti agli occhi il cosiddetto piano nobile: il primo salotto in cui si accede è molto ampio. Era stato creato appositamente per l’intrattenimento degli ospiti e la socializzazione. La parte posteriore, invece, illuminata da un fantastico lampadario di cristallo di Waterford del XVIII secolo, accoglie un ambiente molto più familiare ed intimo.Qui sembra ancora possibile immaginare abili musicanti mentre suonano i bellissimi strumenti d’epoca georgiana esposti, al fine di deliziare l’udito di padroni e ospiti: non può mancare un’arpa, tra gli altri, simbolo della stessa Irlanda.
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Uno degli interni

Poi è la volta della visita al budoir, ovvero alla “stanza della seta”: qui la signora di casa faceva colazione e trascorreva gran parte della mattinata, trastullandosi tra il ricamo e la scrittura. Il letto nella camera padronale, poi, è tutto dire: corto quanto bastava perché l’abitudine era quella di dormire seduti.Nello spogliatoio, inoltre, campeggia un’esposizione di scarpe dell’epoca: la differenza tra la destra e la sinistra non era contemplata nel periodo georgiano…Infine, ecco arrivare l’ultimo piano della casa, meno curato degli altri nello stile e nell’arredamento: era il luogo in cui risiedevano l’educatrice e i bambini. Qui tutto sa di gioco, di libertà, di formalità che non esiste, spazzata via dalla ingenuità dei più piccoli. Vi sono ancora appesi alle pareti alcuni quadri rappresentanti copie delle lezioni che questi erano tenuti ad imparare, sotto la guida dell’istitutrice.
Quando si varca di nuovo la soglia della casa, stavolta per uscire, il salto nel presente quasi confonde: anche al visitatore, infatti, sembra quasi di essere divenuto un personaggio dell’epoca. Che si sia uomini o donne, tutti provano la stessa sensazione di essersi trasformati in altro, per qualche minuto: in distinti signori intenti a giocare a carte nel bel salotto o in illustri signore in abito elegante, tutte intente a conversare amabilmente tra loro, tra un corridoio e l’altro di questo fantastico e suggestivo edificio.

 
Un tour italiano al castello di Dublino PDF Stampa E-mail
Scritto da Rosa Piccolantonio   

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Un tour italiano al castello di Dublino
Tra gli eventi dell'Heritage week è previsto, a partire dal prossimo venticinque agosto, un tour gratuito in lingua italiana al castello di Dublino. Il tour sarà accompagnato da Joanne Bannon gratuitamente e per questo motivo bisogna prenotarsi preventivamente, in quanto i posti sono limitati. L'evento è patrocinato anche dall'Istituto di cultura italiano.

Per info: Joanne o Jenny al (01) 645 8812 / 8813 o Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo
martedì 25 agosto-lunedì 31 agosto dalle 15.00
http://www.iicdublino.esteri.it/IIC_Dublino/webform/SchedaEvento.aspx?id=293&citta=Dublino
http://www.heritageweek.ie/en/HomeSearchDetails.aspx?EventID=3379

Ultimo aggiornamento ( mercoledì 19 agosto 2009 )
 
Gioielli di Cork: alla scoperta della Crawford Art Gallery PDF Stampa E-mail
Scritto da Silvia Baldini   
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La Crawford Art Gallery
A girare l’Irlanda in lungo e in largo alla scoperta di ciò che di nascosto ed eccezionale il paese può offrire ai suoi visitatori, non si sbaglia mai: è questo il caso di Cork, ridente cittadina irlandese ricca di storia, cultura e monumenti che vale davvero la pena vedere. E' qui che è situata, infatti, la Crawford Art Gallery, galleria d’arte fondata nel 1818 e oggi uno dei più importanti siti museali dell’intera nazione. L’edificio è anche una delle costruzioni storiche meglio conservate d’Irlanda. Originariamente costruito per divenire una vera e propria Custom House nel lontano 1724, il palazzo è stato trasformato in una splendida galleria negli ultimi anni del XIX secolo. Ha inoltre visto un ampliamento nell’anno 2000 un’ulteriore sezione museale, progettata e realizzata dalla EEA Associated Architects. Dal momento della nascita fino ad oggi, la galleria per più di un secolo ha visto continuamente crescere ed espandersi la sua collezione. Oggi sono così ammirabili nelle sale del bel palazzo numerose opere di James Barry, John Hogan, Daniel Maclise, Jack B. Yeats e Sean Keating.
Arte irlandese del Ventesimo secolo e arte contemporanea internazionale sono le categorie meglio rappresentate all’interno del museo, grazie alle nuove acquisizioni di Stephen Brandes, Tacita Dean e Eilis O’Connell.
Recentemente nominata, inoltre, Istituto Nazionale di Cultura, la Crawford Gallery offre anche ai suoi visitatori un interessante programma di mostre ed esibizioni aristiche temporanee, corsi di apprendimento dell’arte per i più piccoli e tour quotidiani alla scoperta dell’intera collezione. Non è certo un caso che ogni anno il museo possa vantare più di duecentomila visitatori. Una visita a Cork e a questo suo gioiello artistico, dunque, è più che obbligatoria.
 
La Custom House PDF Stampa E-mail
Scritto da Donato Altobelli   
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La Custom House
La si scorge da O’ Connell Bridge, appare magnifica soprattutto nell’illuminazione serale, rovinata solo dal ponte della ferrovia che le passa proprio davanti, costituendo probabilmente il più grave insulto paesaggistico che i dublinesi hanno eretto nella propria città. Si tratta della Custom House, il più bel palazzo neoclassico ad est di O’Connell street, che si raggiunge camminando verso il porto sulla sponda nord del Liffey. Al pari delle Four Courts e del King’s Inns, si tratta di un opera di James Gandon, risalente al 1791. Si trattava originariamente della dogana del Porto di Dublino, e come le Four Courts, venne quasi completamente distrutta durante la guerra civile del 1921, bruciata dall’Irish Republican Army, che, fra l’altro, uscì sconfitta da quella battaglia. Gli arredamenti interni, i reperti archeologici contenuti e la documentazione civile ne risultò devastata, ma anche l’esterno necessitò di un restauro, eseguito solo dopo l’indipendenza. Il diverso materiale usato durante i lavori, la pietra di Abraccan, ne ha reso l’aspetto più scuro di come doveva essere originariamente. Oggi la Custom House ha cambiato la sua funzione, ospitando il “Department of the Environment, Heritage and Local Government”.
 
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