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Alla scoperta della Inishowen Peninsula - Parte 1: Culdaff PDF Stampa E-mail
Scritto da Martina Andreoni   
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Nel Nord dell'Irlanda, delimitata dal Lough Foyle e dal Lough Swilly, si estende la penisola di Inishowen (contea di Donegal) che si getta nell'Atlantico con il promontorio di Malin Head, il punto più settentrionale dell'Irlanda.
Qui il countryside irlandese (comunemente detto "basket of eggs" grazie alle tondeggianti colline che riempono il paesaggio) fa da padrone, e partendo da Derry è possibile risalire tutta la costa attraversando quiete e sonnacchiose cittadine e incontrando incredibili scenari di natura incontaminata.
Salendo da Derry lungo la A2 fino a Muff, snodo di accesso per chi volesse intraprendere il giro della Inishhowen Peninsula, si accede alla A100, da percorrere fino a Redcastle: da qui, attraverso la R238, si raggiunge Culdaff, prima tappa del nostro  giro della Penisola.
Culdaff è un piccolo paese che nacque originariamente intorno al Monastero di St Buadan, oggi scomparso, e che conta oggi circa 200 abitanti.
Il nucleo della cittadina è il McGrory's of Culdaff (www.mcgrorys.ie), un locale/albergo ideale per pernottare e per pianificare il proprio tour della Penisola, nonchè per godersi tradizionale cibo irlandese accompagnato da una pinta di birra. Al McGrory's è anche possibile assistere a concerti dal vivo di famosi musicisti irlandesi, così da poter immergersi nel vero e proprio spirito del countryside dell'Isola.
Gli amanti del teatro Inglese Settecentesco sapranno che Culdaff ha dato i natali all'attore a drammaturgo Charles Macklin (nato Cathal MacLochlainn), famoso per la sua interpretazione di Shylock ne "Il Mercante di Venezia" e che fu importante protagonista della scena teatrale dell'epoca. Una stele di pietre, proprio a pochi passi dal McGrory's, ne ricorda l'origine irlandese.
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La stele che ricorda Charles Macklin

Da Culdaff è inoltre possibile raggiungere Bunagee Harbour che si affaccia sulla splendida Culdaff Bay, e dove  gli appassionati di sport acquatici potranno cimentarsi in surf, windsurf e pesca, sempre che il meteo sia clemente e lo permetta; oppure attraverso la T73 visitare  siti d'interesse storico come i resti della Clonca Church o il cerchio di pietre preistoriche, il Bocan Stone Circle.
Ultimo aggiornamento ( domenica 19 luglio 2009 )
 
Dublino: Josef Koudelka alla Gallery of Photography PDF Stampa E-mail
Scritto da Rosa Piccolantonio   
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Dublino: Josef Koudelka alla Gallery of Photography
Su Meeting House square, dove spesso vengono organizzati dei mercatini con degustazione di prodotti tipici, nel centro di Temple Bar, quartiere rinomato per i suoi pub, si trova una piccola galleria d’arte fotografica, la gallery of photography. Si tratta di una galleria no-profit fondata dall’Arts Council e dalla Dublin Corporation che ospita regolarmente mostre di fotografi locali e stranieri. Cominciata lo scorso 25 giugno, terminerà il prossimo 26 luglio, la mostra di Josef Koudelka, “Invasion Prague 1968”, che si espone per la prima volta in Irlanda. La mostra documenta i terribili eventi avvenuti dal 21 agosto del 1968 durante l’invasione di Praga da parte delle forze del patto di Varsavia. Un’occasione importante per ammirare le fotografie della cosiddetta Primavera di Praga (tra cui molte inedite), realizzate da Koudelka nel 1968. Un anno dopo l’invasione queste immagini passarono la frontiera di nascosto e arrivarono negli USA, dove Elliott Erwitt, presidente della Magnum, le utilizzò per un cortometraggio per la CBS. Nel frattempo Koudelka, divenuto apolide, trovò asilo politico in Inghilterra e iniziò a viaggiare in Europa, entrando poi a far parte della Magnum.
 “…Personally I think I had incredibile luck being there straight away, at the beginning. And so I look advantage of the confusion. People were surprised, the soldiers were surprised…”. (un commento di J. Koudelka all’invasione).
Il commento alle fotografie-cortometraggio è in francese. L’ingresso è gratuito e la galleria è aperta dal lunedì al sabato dalle 11 alle 18.

Per info
www.galleryofphotography.ie  
www.magnumphotos.com
            
 
Derry/Londonderry: la storia dell'Irlanda del Nord passa da qui PDF Stampa E-mail
Scritto da Martina Andreoni   

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La città di Derry
E' ancora giorno quando i cartelli della A5 che taglia la cittadina di Omagh mi avvisano che mancano circa una trentina di Km all'arrivo a Derry. O meglio Londonderry anche se, subito dopo una rotatoria, vedrò quel "London" cancellato da una mano di spray nero.
E' una storia ricca di dolorosi avvenimenti quella dell'Irlanda del Nord, dove spesso il sangue di innocenti ha imbrattatto le strade e sporcato i volti di chi ha combattuto nel nome della propria fede, che fosse dettata da Roma o dalla Madrepatria Inglese. Una violenza che si ricorda anche in quella stessa Omagh che mi sono lasciata alle spalle, dove nel 1998 un'autobomba ferì 200 persone e ne uccise 19; una violenza che portò Derry, la seconda città per dimensioni dell'Irlanda del Nord, ad essere teatro di uno dei più terribili avvenimenti nella storia del conflitto nordirlandese: la Bloody Sunday.
E' interessante notare come, arrivando a Derry in una splendida giornata di sole, la storia della città non possa fare a meno di irrompere agli occhi di guarda, anche a quelli del più ignaro dei turisti: questo soprattutto nel Bogside, dove approdo dopo aver attraversato il centro storico.
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Il famoso slogan della Free Derry
Nel quartiere i murales dei Bogside Artist ricordano e ripercorrono momenti cruciali dei Troubles (il già citato  conflitto Nordirlandese); il Bogside fu uno dei principali focolai della lotta del movimento dei diritti civili, e ciò che rimane del vecchio quartiere (oggi ampiamente ristrutturato e riqualificato) è il Free Derry Corner all'incrocio tra Fahan St. e Rossville St., dove si trova il famoso muro con lo slogan "You are now entering Free Derry". Ma è un piccolo obelisco di granito, su Rossville St. e poco lontano da ciò che fu la Derry degli anni Sessanta, ad attirare la mia attenzione: è il Bloody Sunday Memorial, eretto in memoria dei 14 civili uccisi il 30 Gennaio 1972 in quella che è
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Il Bloody Sunday Memorial
tutt'oggi ricordata come Domenica di Sangue.
Attraverso la strada, rimanendo nei pressi di Rossville Street, e decido di entrare nel Museum of Free Derry: con due sterline ripercorro (grazie a fotografie, articoli di giornale e filmati) la storia del Bogside, dal movimento per i diritti civili quando la fila di villette a schiera si trasformò in un ghetto sovrappopolato dalla classe operaia cattolica della città, con povertà e disoccupazione a farvi da padrone; fino alla ricostruzione deglie eventi della Bloody Sunday, dove la manifestazione pacifica della Northern Ireland Civil Rights Associations lungo le vie di Derry divenne il tiro al bersaglio del 1° battaglione del reggimento paracadutisti dell'esercito inglese, con 14 persone uccise e altre 12 ferite.
Mi dirigo verso il centro storico, e il "Petrol Bomber", un ragazzino in tonalità di grigio, con maschera antigas e bottiglia molotov, osserva il mio cammino. 
E' davvero incredibile come questa deliziosa città, che sembra appena uscita da una cartolina con i suoi prati verde brillante e le file ordinate di casette a due piani, possa aver gestito e subito una situazione tanto delicata e, in seguito, esserne diventata un cruciale snodo.
Mi decido a fare il giro dell'antica Derry-trattino-Lononderry camminando sulla cinta muraria, qualcosa di impensabile fino a poche decine d'anni fa. Entro dal Butcher's gate e proseguo in senso orario, superando la Castle Gate e la Magazine Gate: il Tower Museum troneggia alla mia destra.
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Uno dei Murales del Bogside
La strada si fa in salita quando passo di fronte al Millennium Forum, teatro di rappresentazioni e concerti, e proseguendo a fianco di protettivi quanto minacciosi cannoni d'epoca non posso fare a meno di notare una bandiera inglese sventolare orgogliosa tra i tetti che spuntano dai bastioni, appartnenti a case fuori le mura che non riesco a vedere. Mi affaccio quindi su una zona residenziale che non lascia davvero adito a equivoci: le Union Jack sventolano ovunque e perfino i marciapiedi sono dipinti con i colori della madrepatria. Scopro che il quartiere si chiama Fountain, ed è la roccaforte protestante al di qua del River Foyle, il fiume che divide Derry e che, si potrebbe dire, divide da chi chiama la città "Derry" da chi la chiama "Londonderry". Cattolici vs Protestanti.
Mi lascio alle spalle la St Columb's Cathedral, una delle prime chiese protestanti edificate, e finisco il mio giro laddove l'avevo iniziato.
Scendo dalle mura, avviandomi lungo Butcher Street fino al The Diamond, monumento ai caduti di guerra. Un caffè, ed è ora di andare.
Riattraverso il Bogside, e questa volta sono i volti dei premi Nobel per la pace Madre Teresa, Nelson Mandela, Martin Luther King e John Hume ad osservare il mio rientro a Dublino da un murales dai colori brillanti.
Poco prima di attraversare il ponte sul River Foyle e entrare nella zona protestante di Waterside, mi fermo ad osservare il Monument for Peace: due statue raffiguranti altrettanti giovani uomini si tendono la mano, alla ricerca di una pace da tempo cercata e forse ancora non completamente raggiunta.

Ultimo aggiornamento ( domenica 19 luglio 2009 )
 
Dublino: National Gallery of Ireland, galleria nazionale d’Irlanda PDF Stampa E-mail
Scritto da Rosa Piccolantonio   
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Dublino: National Gallery of Ireland, galleria nazionale d’Irlanda
Nel quartiere dove regnano le eleganti Merrion Square e Fitzwilliam Square, in mezzo a palazzi georgiani costruiti nel periodo di maggior splendore per Dublino e vicino a Leinster House, sede del Parlamento irlandese, sono custoditi i tesori di questa città, quali: National Museum, National Gallery e il National History Museum. Su West (lato Ovest) Merrion Square sorge la National Gallery. Inaugurata nel 1864, espone circa 12500 opere d’arte. Le opere raccolte nella galleria vanno dal XV al XX secolo. Oltre a una notevole panoramica sull'arte irlandese, con esposizioni di artisti come Henry, O’Conor, O’Kelly e Yeats, la National Gallery espone molte opere di artisti europei, come Caravaggio, Fra’Angelico, Tiziano, Tintoretto, Monet, Sisley, Goya, Van Dick, Degas, El Greco, Velàsquez, Picasso, Tissot, Vermeer, Modigliani, Breton, e molti altri. Oltre alla pittura, nella Galleria Nazionale sono esposte sculture, e opere d'arte varia (incisioni, acquarelli, etc.). Inoltre, vengono regolarmente organizzate mostre ed eventi quali concerti di musica da camera e conferenze. Il museo dispone di cinquantaquattro gallerie e quattro ali: la Dargan Wing, la Milltown Wing, la Beit Wing e la Millennium Wing, la più recente. Le opere sono suddivise in base al periodo storico, alla provenienza e al tema. Nelle room 25 e 26 avrete modo di ammirare “Caravaggio and his followers”, come è chiamata la sala. L’opera più prestigiosa di questa room è sicuramente “La cattura di Cristo” di Caravaggio, appunto, e non bisogna certo essere degli intenditori
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Dublino: National Gallery of Ireland, galleria nazionale d’Irlanda
d’arte per apprezzare tanta bellezza. La purezza delle tele, i colori brillanti e a volte opachi, la passione e allo stesso tempo la pace che trasuda dai dipinti, rendono difficile esprimere in un articolo la magnificenza della Galleria Nazionale d’Irlanda, come è impossibile dedicargli un solo giorno di visita, noi ve ne consigliamo almeno due. L'entrata alla collezione permanente è gratuita e sono disponibili visite guidate.
www.nationalgallery.ie
Da Lunedì a Sabato 9.30am-5.30pm  Giovedì 9.30am-8.30pm  Domenica 12pm-5.30pm
 
Marsh’s Library: una biblioteca accademica vanto di Dublino PDF Stampa E-mail
Scritto da Rosa Piccolantonio   
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Marsh’s Library: una biblioteca accademica vanto di Dublino
Se siete dei turisti a Dublino, saprete già che c’è molto da esplorare e da visitare. La cattedrale di San Patrizio, Temple Bar, il castello o Phoenix Park… tutte mete visitate da migliaia di turisti ogni giorno. A chi può venire in mente di recarsi in una vecchia biblioteca? Con all’interno vecchi scaffali polverosi? Beh, vogliamo ben sperare che qualcuno abbia voglia di conoscere posti antichi quanto preziosi come la Marsh’s library, la prima biblioteca pubblica irlandese. La Marsh’s library si trova proprio accanto alla cattedrale di San Patrizio su St Patrick’s close e vanta di una collezione di 25000 libri che comprende testi del XVI, XVII e inizi del XVIII secolo. La biblioteca fu costruita nel 1701 dall’arcivescovo Narcissus Marsh (1638-1713) e progettata dal noto architetto William Robison. Molti studiosi donarono i propri testi alla biblioteca, come Elias Bouhèreau, un profugo ugonotto che fuggì dalla Francia nel 1685, John Stearne (1660-1745) che era Vescovo di Clogher e Jonathan Swift, decano di St Patrick, ed anche amministratore della biblioteca. Uno dei libri più antichi e pregevoli, che si trovano nella Marsh’s, è un volume stampato a Milano nel 1472, le lettere Ad Familiares di Marco Tullio Cicerone. Attuale conservatore della biblioteca è la dottoressa Muriel McCarthy, la prima donna a ricoprire questa carica. Nel corso degli ultimi trenta anni, sono state numerose le esibizioni di libri antichi alla Marsh’s: manoscritti di musica del ‘700, botanica, medicina, legge, viaggi, letteratura, navigazione e matematica. Quando entrerete in biblioteca, vi accoglierà Robert Sinclair, bibliotecario e custode della Marsh’s, e fin da subito vi sembrerà di essere catapultati in un’altra epoca, grazie all’odore della pelle, lo scricchiolio delle assi e il ticchettio di un meraviglioso pendolo del XIX secolo e sentirete solo da lontano i fragori della città…
ORE DI APERTURA
Lunedì: 10 a.m.-1 p.m., 2 p.m.-5 p.m.
Martedì: Chiuso tutta la giornata.
Mer.,Giov.,Ven.: 10 a.m.-1 p.m., 2 p.m.-5 p.m.
Sabato: 10.30 a.m.-1 p.m.
Domenica: Chiuso tutta la giornata
 
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