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Museum of Broken Relationships in tour a Kilkenny |
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Scritto da Silvia Guaiani
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 Museum of Broken Relationships in tour a Kilkenny Quando una storia finisce, ognuno ha i suoi tempi per metabolizzare la rottura e ognuno reagisce a modo proprio. Quasi sempre, però, rimangono dei segni. Qualcuno li chiama ricordi. Sono gli oggetti che quella storia ha disseminato durante il suo percorso e che per molti sono un peso di cui disfarsi al più presto. Se anche voi avete qualche dolorosa memoria di un amore finito e una scatola in soffitta non fosse sufficiente ad archiviarla, allora il Museo delle Relazioni Finite è quello che fa per voi. La bizzarra esposizione è stata ideata e allestita in Croazia, ma grazie ad un tour mondiale è approdata a Kilkenny, per l’esattezza a John Street, dove vi rimarrà nei mesi di luglio ed agosto. Il Museo ospita lettere d'amore, anelli di fidanzamento, oggetti vari e doni di ogni genere. Perfino le bottiglie vuote di liquore lasciate alle spalle dopo la fine di una storia. E se gli orsacchiotti possono sembrare banali è possibile scovare articoli ancora più originali. Ad esempio è possibile ammirare una gamba artificiale di un veterano di guerra, che si era innamorato della sua terapista. "Questa protesi è durata più del nostro amore. Materiale migliore", dice la didascalia che accompagna l'oggetto. A ogni pezzo dell'esibizione, infatti, è acclusa una nota del donatore, che ne spiega l'origine e il significato. Molti dei biglietti allegati esprimono nostalgia o amarezza, e rivelano il dolore che resta quando una storia finisce. Altri, invece, sono semplicemente ironici. Tra le curiosità di questo singolarissimo museo, c'è anche il fatto che a fondarlo sono stati due membri di una ex coppia, Olinka Vistica e Drazen Grusbisic. L'uomo e la donna, una volta inseparabili, hanno finito per lasciarsi: "Così abbiamo cominciato a parlare di cosa fare di tutti gli oggetti legati alla nostra relazione", ha spiegato lei. Da qui l'idea di sviluppare un museo, in cui esorcizzare, liberandosene in qualche modo, tutti i ricordi. Un'iniziativa sostenuta anche dai loro amici, che hanno poi messo insieme le loro collezioni di memorabilia facendo le prime donazioni. Grazie al sito internet http://www.brokenships.com/ chiunque compilando un form può inviare i propri fardelli ed eliminare, così si spera, i brutti ricordi. Bè non c’è che dire, di fantasia i due ex ne hanno avuta proprio tanta, l’unica mia perplessità è: che fine ha fatto la dolce metà di chi ha donato l’ascia? Per info: http://www.brokeninkilkenny.net/ |
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Metti una domenica a Dublino: mini tour tra phoenix park e il museo nazionale |
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Scritto da Daniela Ascione
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Metti una domenica a Dublino, magari una giornata non troppo fredda, magari accompagnata da un lieve sole e soprattutto senza eccessiva pioggia. Che fare? Si potrebbe evitare di richiudersi nei soliti centri commerciali, di infilarsi negli impersonali Starbucks, o di andare a bere la solita Guinness, anche perché non è un’abitudine consigliabile prima delle 12.00. Certo si potrebbe evitare tutto ciò, ed una valida alternativa è rappresentata dal mini tour Phoenix Park-Museo nazionale di Dublino, possibilmente seguendo questo ordine. Il Phoenix Park (Páirc an Fhionn-Uisce, "Parco dell'Acqua Limpida")è facilmente raggiungibile dal centro della città anche a piedi, pioggia permettendo. Un piacevole passeggiata lungo le rive del fiume, durante la quale è facile incontrare la marea di tifosi che si recano allo stadio; ma tranquilla nulla che vedere con i folli hooligans inglesi. Nel caso in cui il tempo no accompagni i buoni propositi dei passeggiatori è comunque possibile raggiungere il parco con i mezzi pubblici, poche fermate con la Luas(la linea tranviaria che percorre la città) da O’ Connell St e si arriva subito nell’area verde più vasta di Dublino. E per i più pigri non ci sono problemi, Phoenix Park dispone di un ampio parcheggio. Arrivati al verde parco sarà possibile, e stavolta non necessariamente in questo ordine, fittare un bicicletta per attraversare la distesa con tanto di porta bambini al seguito, pranzare comodamente distesi sui prati con simpatica colazione a sacco e riposarsi dopo cotanto movimento. Superata l’ora di pranzo e del pisolino si può salutare il parco e recarsi a dar un po’ di ristoro anche alla mente. Poche centinaia di metri, meglio se a piedi, e si giunge al museo nazionale di Dublino. Qui è consigliabile essere riposati perché i metri da percorrere per visitare i tre piani del museo nella loro lunghezza sono non poco stancanti. Meglio essere armati di scarpe comode e buona volontà. Il museo, la cui entrata è gratuita e di domenica disponibile dalle 14.00 alle 17.00, è una rivisitazione interessante della storia celtica, con particolare risalto all’abbigliamento caratteristico del paese nel corso degli ultimi secoli e al mobilio un po’ stile doll’s house, proprio, per molti anni, delle case irlandesi. Il museo offre inoltre, all’ultimo piano anche un’interessante spaccato della cultura asiatica. Dopo una giornata così non resta che rinchiudersi in uno dei caratteristici pub di Temple Bar e godersi una Guinness per dare un po’ di soddisfazione anche al fegato! Metti una domenica a Dublino: mini tour tra phoenix park e il museo nazionale |
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Ultimo aggiornamento ( venerdì 04 marzo 2011 )
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Scritto da Silvia Guaiani
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 Dunmore Caves Basta uno sguardo, lanciato in direzione delle tende socchiuse della finestra, per capire che anche oggi il sole non si farà vedere. Le Dunmore caves sembrano la meta ideale. Situate a soli 11 Km a nord di Kilkenny, in direzione Castlecomer, rappresentano una delle grotte più grandi d’Irlanda. Grazie ad una lunga scalinata immersa nel verde si scende pian piano verso il basso fino a raggiungere la prima delle tre stanze che compongono l’antro. Formatesi nel corso di milioni di anni, le Dunmore caves, contengono alcune delle migliori formazioni di calcite presenti nelle grotte dell’isola e la stalagmite più alta d’Europa. Conosciute da secoli, vennero citate per la prima volta nelle Triadi irlandesi del IX sec. Il riferimento più interessante, tuttavia, lo si trova negli Annali che raccontano di un massacro vichingo nell'anno 928 d.C. Secondo la leggenda i vichinghi distrussero e saccheggiarono i forti della zona, donne e i bambini si rifugiarono nelle grotte mentre fuori echeggiavano i fragori della guerra. Purtroppo la storia non è a lieto fine. Dopo aver sconfitto la resistenza, infatti, gli invasori accesero dei grandi falò all'entrata della caverna facendo morire soffocati quanti si erano rifugiati all’interno. Ricerche e scavi hanno confermato questa vicenda, infatti, sono stati rinvenuti i corpi di 44 donne e 3  Dunmore Caves bambini all'interno dell’ultima stanza che compone la grotta. Alla fine della visita guidata vengono spente tutte le luci e l’atmosfera che si respira lascia la pelle d’oca (soprattutto se qualche pipistrello dispettoso decide di muoversi giusto in quel momento). Ma nella terra dei miti e delle leggende non poteva certo mancare, specialmente in un luogo come questo, una storia di magia. Si narra difatti che nell’antro abitassero delle streghe. Ancora oggi illuminando il soffitto è possibile scorgere nella roccia il profilo di una fattucchiera a cavallo della sua scopa. Non sono certo le grotte di Frasassi ma storia, geologia e leggende si intrecciano nei meandri di queste grotte regalando a quanti decideranno di visitarle un’esperienza unica. Per info: http://www.heritageireland.ie/it/Sud-Est/CavadiDunmore/ |
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Dublino e il suo castello: turisti un po' per caso |
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Scritto da Daniela Ascione
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 Dublino e il suo castello: turisti un po' per caso Il castello di Dublino si trova al centro della capitale celtica, direttamente su Dame Street una delle strade principali della città. Il castello è un maniero medioevale che per diversi secoli è stata la sede e il simbolo del potere inglese in Irlanda. Il castello fu dato nelle mani del governo irlandese solo nel 1922, dopo circa 7 secolo, quando cioè la nazione proclamò lo “Stato Libero”. Il castello e la torre, così come si presentano oggi ai visitatori sono luogo di arredamenti molto pomposi, secondo lo stile del XVIII secolo. Ciò è dovuto al fatto che nel 1684 la maggior parte della costruzione fu distrutta in un incendio ed inseguito ricostruita secondo lo stile dell’epoca. Le visite, che possono essere solo ed esclusivamente guidate, si svolgono ogni giorno, salvo imprevisti e sono in diverse lingue. Una quindicina di sale e saloni particolarmente pomposi. La più importante, forse, tra tutte le sale è quella da ballo, la Saint Patrick's Hall, dal meraviglioso soffitto decorato. Qui viene investito ogni nuovo presidente della Repubblica, ed è questa la sala dove viene inoltre viene esposto il suo corpo per tre giorni nel caso dovesse morire nel corso del suo mandato. Per terminare, si accede nel seminterrato alle fondamenta vichinghe e normanne. Qualche antica struttura attraverso la quale si può immaginare come fossero un tempo le origini della città. All’esterno del castello, oltre allo splendido giardino è possibile anche ammirare la “Chester Beatty Library”, il “Garda Museum” il museo delle forze di polizia irlandesi e il “Revenue Museum”, sito nella cripta della cappella, dove è possibile visitare tutto ciò che riguarda le tasse e prodotti di contrabbando che hanno riguardato l’Irlanda. E’ possibile effettuare il tour del castello dal lunedì al venerdì, dalle 10:00 alle 16:45 ed il sabato e la domenica dalle 14:00 alle 16:45. Il costo del biglietto per la visita del castello è di 4.50 Euro, mentre per gli studenti si abbassa a 3.50 Euro. La “Chester Beatty Library”, il “Garda Museum” e il “Revenue Museum”, sono gratuiti. |
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Ultimo aggiornamento ( giovedì 24 febbraio 2011 )
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L’industria delle bevande è la chiave del turismo irlandese |
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Scritto da Silvia Guaiani
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 L’industria delle bevande è la chiave del turismo irlandese A giocare un ruolo fondamentale sull’andamento del settore turistico irlandese è l’industria delle bevande. Questo è quanto è emerso da un rapporto reso noto dal Drinks Industry Group of Ireland (DIGI). Secondo quanto riportato dall’economista Anthony Foley della Dublin City University, la forte associazione tra l’Irlanda e i suoi principali marchi di bevande, uniti alle strutture e i servizi generati da questi ultimi, sono elementi vitali dell’attività turistica del Paese. L’industria del turismo è uno dei settori più importanti per quanto riguarda le esportazioni nazionali, ha dichiarato Kieran Tobin presidente della DIGI. Nel 2007, le esportazioni contavano 3,1 miliardi di euro laddove il settore turistico generava 4,8 miliardi dai soli visitatori esteri. “I turisti stranieri – di cui 7,8 milioni solo nel 2008 – riservano più di un terzo dei loro acquisti al cibo e alle bevande, ed il 60% di loro si recano nei pub per i pasti. L’importanza dei servizi offerti dal settore della ristorazione (pub, bar, ristoranti, hotel e nightclubs), in termini di bevande, cibo, alloggi e divertimento non possono essere sottovalutati” ha dichiarato Tobin.“Sia che si tratti di uno dei grandi centri come la Guinness Storehouse (l’attrazione numero uno in Irlanda) o la Old Jameson Distillery o uno dei piccoli pub che offrono cibo e intrattenimento ai turisti, l’industria delle bevande offre molti servizi che sono indispensabili al sostegno del turismo. La conoscenza che abbiamo a livello globale dei nostri brand come Guinness (bevuta in 50 paesi), Baileys (consumato in 130 paesi) e Jameson (oltre 120 paesi) contribuisce alla positiva associazione tra Irlanda e ospitalità” continua Tobin. “Mentre la crisi nel 2007 aveva duramente colpito il mondo del lavoro, più di 300,000 persone erano impiegate nel settore del turismo e nelle attività ad esso collegate” commenta l’autore del rapporto, l’economista della DCU Antony Foley. “Questo quadro non rispecchia la situazione attuale, ma il turismo rimane comunque uno dei maggiori datori di lavoro del paese e dovrebbe contribuire presto alla ripresa della nostra economia”. |
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Ultimo aggiornamento ( venerdì 10 luglio 2009 )
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