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In giro per Dublino: destinazione Powerscourt PDF Stampa E-mail
Scritto da Silvia Saccomanno   

Azalle di Powerscourt
Azalle di Powerscourt (foto),
Questa volta è un’escursione alternativa in bus. La prima tappa è controllare gli orari dell’autobus su Internet e poi si parte. In Townsend street, a pochi metri da O’ Connell street, ci aspetta il bus 44 con destinazione Enniskerry. Una volta arrivati lì, con una breve passeggiata saremo ai giardini di Powerscourt, il parco di una bellissima residenza antica e nobile che oggi apre le porte a tantissimi visitatori ogni giorno.
La strada per arrivare è ricca di alberi che sfiorano il tetto dell’autobus facendo sobbalzare i passeggeri divertiti e il panorama è davvero piacevole; quartieri di villette ordinate, pub tipici, colline in lontananza, chiesette azzurre e cimiteri abitati da corvi.
L’arrivo è in una piazzetta al centro di un paese abitato dal silenzio. Alberi in lontananza aprono il sentiero verso la nostra meta e il sole che filtra tra le foglie disegna strani arabeschi sull’asfalto. Dopo una piccola salita accompagnati da abitanti e cani randagi, compare un bivio e l’indicazione che cerchiamo ‘Powerscourt’. Un arco delimita il passaggio e una volta entrati siamo immersi nel verde tenue di campi da golf sterminati. Qualche giocatore solitario prova le mazze sul prato che, appena tagliato, sembra disegnato; liscio e immacolato come la superficie dell’acqua la mattina.
Powerscourt
Powerscourt (foto).
La passeggiata prosegue per una decina di minuti e alla fine compare la villa con le mura in mattoni antichi e l’edera che ha già mangiato parte della facciata. L’ingresso è una piccola piazzetta con panchine e piante, vecchi cannoni e due lunghe file di persone; una per entrare ai giardini e l’altra per gustarsi un gelato al latte.
Il biglietto è 8 euro con riduzione a 7 per studenti, bambini ed anziani. Prima di avventurarci nei giardini, però, la sosta d’obbligo è all’interno dei negozietti al primo piano della villa; prodotti tipici dei supermercati e souvenir di ogni tipo. Vestiario, soprammobili, gioielli e giocattoli molto particolari e raffinati riempiono gli scaffali; nascosto tra gli altri, poi, c'è anche il reparto giapponese che richiama uno dei giardini all’interno.
Dopo la sosta piacevole di shopping ci si spalanca davanti l’immenso cortile che si affaccia sul parco. All’esterno, recintato in legno e delimitato da una siepe bassa, c’è il bar che continua a sfornare pranzi e merende per i turisti. La vista da qua è stupenda; un oceano d’erba puntellato di statue antiche, cespugli disegnati di un verde più scuro e fontane. Una lunga scalinata accompagna ad un laghetto dal sapore italiano. Le ninfee che lo popolano rendono la superficie densa e al centro spicca la statua di Tritone ripresa dalla fontana in piazza Barberini a Roma. Il dio spruzza acqua in cielo e dalle scale sembra di osservare un quadro; la cornice sono due bianchi cavalli alati, i Winged Horses risalenti al 1869.
Papaveri di Powerscourt
Papaveri di Powerscourt (foto).

Il percorso, guidato dalla cartina che forniscono all’ingresso, segue la strada per il cimitero degli animali. Tante piccole lapide in fila con buffi nomi incisi stanno ad indicare gli animali di compagnia dei nobili proprietari di casa, tra cui cani, cavalli e pony. Riscendendo poi il lato est del parco ci si trova immersi in profumosi cespugli di azalee e rododendri che costeggiano il sentiero. L’occhio segue affascinato queste macchie di colore intenso che riempiono la vista di rosa accesi e rossi, gialli brillanti e bianchi delicati.
La meraviglia più grande, però, arriva quando varchiamo l’ingresso dei giardini giapponesi. La strada si fa piccola piccola e una discesa ripida conduce a passaggi rocciosi, sotto archi angusti rivestiti di muschio. Appena superato l’ultimo varco appare un piccolo angolo di paradiso in miniatura. Il silenzio è quasi fastidioso e lascia spazio solo allo scorrere del tempo e del ruscello che attraversa il prato. Ad ogni angolo un ponticello in legno collega varie parti del giardino ornato di cespugli in fiore, fontanelle e monumenti giapponesi. Piccoli stagni rocciosi accolgono piante acquatiche e insetti colorati che un gatto cerca di catturare nascosto dietro ad un albero. Al centro del tutto, un baldacchino tipico fa ombra a qualche turista assonnato che si riposa ammirando questo piccolo spettacolo naturale.
Giardini Giapponesi di Powerscourt
Giardini giapponesi di Powerscourt (foto).

Il nostro tour volge quasi al termine, ma prima di lasciare Powerscourt mancano all’appello Dolphin Pond, Walled Gardens e Bamberg Gate. Tutti e tre i giardini sono in fila e attraversandoli sembra di scorrere velocemente all’interno di una serra all’aperto. Diverse tipologie di fiori e piante accompagnano il cammino da entrambi i lati e la curiosità si ferma su papaveri bianchi, rossi o di un viola tenue, così grandi da pesare sul proprio stelo e far ombra ad altre specie più piccole e nascoste.
Ogni zona è delimitata da un cancello in ferro battuto nero ed oro e appena varcato l’ultimo, in Dolphin Pond, la serra scompare e lascia spazio ad un muretto divorato da boccioli rampicanti e un grazioso prato circolare con tanto di laghetto e fontana.
La giornata è trascorsa piacevolmente immersi nel verde e tornando a casa risaliamo le scale della tenuta. La villa, in lontananza appare in tutta la sua magnificenza sormontata da due grandi cupole verdi. Il lastricato per terra è scolpito in mosaici bianchi e grigi e la data riportata risale a 133 anni fa. Era il 1875 quando dame e cavalieri attraversavano questi posti e respiravano l’aria profumata di un giardino senza tempo.

Powerscourt
Powerscourt (foto).

 

 

Ultimo aggiornamento ( sabato 07 giugno 2008 )
 
In giro per l’Irlanda: destinazione Cliff of Moher PDF Stampa E-mail
Scritto da Silvia Saccomanno   

Cliff of Moher
Cliff of Moher (foto).
Lasciata per un giorno la Dart nel cassetto, questa volta l’escursione è dedicata alle famose Cliff of Moher (Scogliere di Moher) che si estendono per 8 km e raggiungono i 215 metri sull' Oceano nel punto più alto, scendendo a 130 metri d'altezza nella zona più meridionale; località Hag's Head. Queste scogliere, meta turistica conosciuta in tutto il mondo, sono uno dei luoghi più visitati d'Irlanda. La zona in cui sorgono è quella del Burren e originariamente queste rocce erano un fondale marino formate dal deposito del delta di un fiume.
La meta è ambita e per arrivarci il nostro tour si compone di tre tappe.
Partiamo da Connolly station di Dublino e, dopo 10 minuti di tragitto in Luas, ci facciamo lasciare a Heuston dove c’è la stazione dei treni. Da qui il treno per Galway costa 31 euro e all’arrivo in stazione attende un pullman per cominciare l’avventura.
Il prezzo del biglietto è di 25 euro (20 per studenti e anziani, 15 per bambini) e comprende varie tappe per un totale di 7 ore e mezza di tour; dalle 10 alle 17.30 con ritorno a Galway.
L'autista del bus è anche la nostra guida turistica e inizia subito a spiegare ed elencare i luoghi e monumenti della visita.
La prima parte è dedicata al giro del "Burren" che in gaelico significa "campo pietroso". Si tratta di una vasta zona calcarea che si estende nella regione del Clare per un'area di circa 350 chilometri quadrati. Il tavolato calcareo che scorre dal finestrino è frammentato da moltissime fessure dette grikes, causate dall'azione del vento e delle intemperie. Il panorama è davvero particolare e tutto composto di rocce isolate, le clints, sparse su campi aridi e stepposi. Quando scendiamo per fare le foto ci accorgiamo che tra le fessure è possibile trovare piante completamente diverse da quelle locali. La più nota è la genziana blu, pianta tipicamente alpina, che è anche usata come simbolo per contraddistinguere la regione.
Cliff of Moher
Cliff of Moher (foto).

Dall’autobus, una volta risaliti, è piacevole osservare mucche, pecore e cavalli che pascolano solitari o in gruppo. I prati sono sterminati, verdi e costellati di fiori bianchi e rosa. Ogni tanto, nascosta tra le altre, appare una pecora dal muso nero; quella delle rappresentazioni classiche irlandesi.
Alle 12.00 facciamo una sosta di un'ora per la visita alle grotte "Ailwee Cave". All'interno si possono ammirare le stanze umide scavate dalla natura e trovare reperti preistorici. Il costo d’ingresso è di 8 euro.
Dopo poco riprendiamo la marcia e visitiamo il famoso dolmen di Poulnabrone, un'affascinante costruzione preistorica che spunta in mezzo al tipico paesaggio frastagliato.
Alle 13.30 è previsto il pranzo a Doolin e l'autista si ferma un'ora. Le casette sono davvero particolari. Piccoli quartieri di villette bianche con tetti spioventi e portoni e finestre colorate. Alcune hanno addirittura il tetto in paglia e a tratti sembra di essere in un libro di favole. Il silenzio del posto è impressionante; si riescono addirittura a sentire i versi dei corvi e del vento che sibila tra gli alberi.
Alle 15.00 finalmente siamo alle Cliff of Moher (Aillte an Mhothair in gaelico), impressionanti e suggestive scogliere a picco sul mare situate a circa 5 km da Doolin.
Appena scesi dal bus ci si prospetta un sentiero recintato da paletti in legno o lamine in pietra. Ogni pochi metri un cartello avverte i visitatori del pericolo di sporgersi e di cadere. Siamo ancora troppo lontani per capire di cosa si tratti, ma appena giunti sul bordo della strada all’improvviso è tutto chiaro. Davanti a noi si impongono maestose ed inquietanti delle scogliere altissime e a picco verticale sul mare. Pianeggianti, verdi e calpestate da turisti increduli alla sommità; scure, lisce e vertiginose ai lati che si tuffano in acqua. Lo spettacolo è incredibile e il sole, che fortunatamente ci accompagna, illumina i profili delle sagome e ne restituisce indietro la nitida chiarezza di un dipinto. Arrivati in cima al sentiero lastricato si trova la "O'Brien's Tower", una torre circolare in pietra costruita nel 1835 e utilizzata come osservatorio per i già numerosi visitatori del tempo. Dalla sommità della torre è possibile individuare le isole Aran, la baia di Galway e le colline del Connemara.
Faro di Black Head
Faro di Black Head (foto).

A destra della O'Brien Tower sorge la parete chiamata" Knockardakin", il punto più alto delle Moher con i suoi 215 metri di precipizio. Lo spettacolo è incredibile e davvero unico ed è fantastico contemplarlo nel silenzio più assoluto.
Nel tragitto di ritorno visitiamo anche una particolare e suggestiva croce celtica chiamata "High Cross" in località Kilfenona e il caratteristico faro di Blackhead che spicca bianco al centro di un tavolato calcareo tipico del Burren e si sporge verticalmente sul mare. Alle 17.30 siamo a Galway e il tour si può ritenere concluso, fatta eccezione per la passeggiata d’obbligo in città. Il pullman che porta a Dublino costa circa 14 euro e parte alle 20.30. Abbiamo tutto il tempo di visitare qualche stradina di Galway e la prima che incrociamo è affollata di pub e posti in cui mangiare; ad ogni angolo c’è un’artista che si improvvisa, con più o meno maestria, burattinaio, cantante, suonatore d’arpa o di flauto. I negozietti sono aperti e i turisti affluiscono da ogni traversa. Il percorso conduce ad una piazza piena di ragazzi che respirano gli ultimi attimi di sole distesi sul prato. Un gruppo canta e balla al suono di strumenti strani; musica afro-americana.
La giornata si conclude così al ritmo di suoni tribali, gustando una pinta di birra mentre il sole tramonta e lascia negli occhi lo spettacolo incredibile della natura che sopravvive al tempo e all’uomo.

Info Luas http://www.luas.ie/

Info Treni http://www.irishrail.ie/home/

Info Giro turistico organizzato http://www.ontours.biz/

Info Bus Eireann http://www.buseireann.ie/

Ballyvaughan
Ballyvaughan (foto).

 

 

 

 

Ultimo aggiornamento ( martedì 27 maggio 2008 )
 
In giro per Dublino: destinazione Malahide PDF Stampa E-mail
Scritto da Silvia Saccomanno   

Malahide
Malahide (foto).
Carina Malahide. Pittoresco paese costiero nella zona di Fingal (nella contea Dublino Nord) ha, nonostante l'inevitabile sviluppo commerciale e residenziale dell'area, mantenuto l'atmosfera di paese di una volta. Appena scesi dalla Dart si capisce che la città è tutta particolare. La stazione stessa è una casetta pittoresca con mattoncini colorati e strani arabeschi in legno. Scendendo verso il centro poi, si scoprono le stesse casette di sempre, con portoni colorati o tettoie spioventi e persone che passeggiano in questo tiepido pomeriggio di primavera.
Arrivati in fondo alla discesa, la strada si divide in due e ogni lato ha i suoi negozietti e ristoranti di ogni tipo. Conosciuta come la capitale dei buon gustai sulla costa est, Malahide offre un'ampia scelta di ristoranti multiculturali rinomati per la qualità e varietà della cucina. C’è l’indiano presentato in modo pittoresco da un ragazzo con turbante, il greco, l’irlandese che propone fish and chips e l’italiano con profumino prelibati che provengono dalla cucina.
Appena svoltato l’angolo, una stradina in salita apre lo sguardo su un edificio bizzarro e tutto dipinto di rosso. E’ il Gibneys pub, affollato di ragazzi all’ingresso che iniziano a festeggiare questo sabato con pinte e musica tradizionale suonata dal vivo.
Il viale, in salita, è davvero singolare. Ad ogni portone corrisponde un cesto di fiori appeso alle mura della casa; tanti piccoli bouquet festosi che salutano i passanti e danno il benvenuto.
Malahide ha anche una costa popolata di pescatori solitari. Il mare ha un ruolo principale nello sviluppo turistico del paese, che è una meta estremamente popolare per bagnanti ed entusiasti di sport acquatici. Avendo l'unica insenatura naturale lungo la costa orientale, uno yacht club rinomato e una marina con trecento posti, è anche una meta popolare per imbarcazioni da diporto in visita provenienti da altre parti d'Irlanda o dall'estero, mentre il riparato estuario del fiume Broadmedow è ideale per derive e windsurf.
Castello di Malahide
Castello di Malahide (foto).

La cosa che la rende più famosa, però, è il castello. Così ci dirigiamo subito là. I passanti sono cortesi, come sempre, e ci indicano la via più breve. A metà del viale in salita girare a sinistra e proseguire oltre il ponte della Dart. L’entrata del castello è proprio là, subito dopo un grande parcheggio.
In effetti un cancello in ferro battuto delimita un giardino immenso e la strada, larga e sinuosa invita ad avventurarsi all’interno.
C’è una boscaglia fitta e profumata, alternata da grandi spiazzi versi con alberi secolari, guardiani dei giochi di bambini. Il cielo è grigio, ma l’atmosfera sembra creata appositamente per questo luogo così magico e consumato di storia. Il castello, costruito nel XII secolo, diventò la residenza della famiglia dei Talbot fino al 1976 e possiede ancora una ricca e prestigiosa mobilia risalente al XVI secolo e un’importante collezione di ritratti. Circondato da 100 ettari di parco, rappresenta uno dei punti di riferimento del paese più attraenti e offre una scelta di attività sociali e sportive ineguagliata che includono tennis, golf e sport di squadra come cricket, rugby, calcio e sport.
La cosa affascinate di questo posto, però, è l’aria che si respira quando, uscendo dalla fitta boscaglia si arriva ad un lunghissimo viale di ingresso che taglia un prato vasto e curatissimo. In lontananza tra i merli del castello volteggiano corvi scuri e leggeri e un antico portone in legno invita ad entrare. L’edera ha mangiato le mura e nascosto le finestre in un intricato aggrovigliarsi di foglie, ma la maestosità del castello permane intatta e grigia, austera, macchiata dal tempo e dagli sguardi insistenti dei visitatori.


Il castello all’interno è molto bello e conserva i ricordi del passato. Il costo di ingresso è di 7 euro e comprende un tour guidato .
E’ anche possibile prenotare un tour da 22 euro che include il trasferimento da Dublino e un giro sulla costa Nord per ammirare un bel panorama. Il biglietto può essere prenotato in uno dei due uffici turistici principali della città (in O’Connell Street o nei pressi del Trinity College).

Castello di Malahide
Castello di Malahide (foto).

Ultimo aggiornamento ( martedì 27 maggio 2008 )
 
In giro per Dublino: destinazione Dun Laoghaire PDF Stampa E-mail
Scritto da Silvia Saccomanno   

Dun Laoghaire
Dun Laoghaire (foto).
Nei pomeriggi soleggiati l’inseparabile amica Dart è l’unica che può dare conforto accompagnandoti dolcemente lungo il litorale. Nord o Sud non fa differenza. Qualsiasi cosa vogliate fare basta raggiungere dal centro di Dublino le due stazioni principali; Tara station e Connolly station, vicinissime e separate dal fiume. Ognuna delle due va bene per cominciare l’avventura.
Questa volta, con i soliti 3 euro in tasca, la destinazione prescelta è Dun Laoghaire e la giornata è così promettente che il pensiero corre più veloce della Dart che sfreccia tutta verde e scoppiettante di sole.
Dai finestrini il paesaggio cambia continuamente. Case a schiera, prati, giardini, tratti di strada grigia e capannoni; poi il mare. Eccolo finalmente. La direzione Sud lo lascia sulla sinistra, placido e di un blu intenso, a tratti verde. Alla fine la voce metallica che risuona nello scompartimento annuncia la nostra meta. Si scende.
L’aria è densa di alghe e muschio bagnato, di barche in secca che si trascinano dietro sale e vecchie storie. Il panorama è davvero stupendo e i flash della macchina fotografica iniziano ad immortalarlo. Sarà il sole che splende alto nel cielo e il clima davvero piacevole, ma Dun Laoghaire sembra un prezioso dipinto d’altri tempi. La spiaggia è fatta di scogli scuri che accolgono flutti insinuanti e limpidi. C’è un cane che si tuffa in acqua e qualcuno che tenta un bagno. Dal balcone della piazza l’occhio scorre in lontananza una sfilata di barche a vela bianche e all’angolo, un lungo viale alberato promette una rilassante passeggiata.
Dun Laoghaire
Dun Laoghaire (foto).
Lungo la via un camioncino colorato attende visitatori per offrire gelati al fiordilatte; una spruzzata di amarena e il bastoncino di cioccolato. Ogni singola persona sembra averne uno e la tentazione di imitarli è forte.
All’improvviso dall’altra parte della strada si sente un vociare festoso. Un giardino gonfio di fiori gioiosi ospita bancarelle variopinte di cibo e vestiario. In sottofondo il brusio dei bambini che giocano a pallone o si lanciano veloci in dondoli e scivoli.
C’è chi prende il sole sdraiato sull’erba, ma la voglia di conoscere il posto supera il desiderio di rilassarsi e l’escursione continua seguendo villette a schiera mangiate dall’edera e sprofondate in giardini curati di un verde brillante.
Il viale è lunghissimo, ma è così piacevole camminare con il sole in faccia che in un attimo si arriva alla base del promontorio così piccolo, prima, in lontananza. Una panchina si affaccia sulla vista e, circondato da alberi e margherite, puoi scorgere una spiaggia di sabbia inaspettata. I bambini creano formine impastando granelli ed acqua e gli adulti si immergono in mare, incuranti del vento che ora si è alzato e diffonde tutto intorno il sapore di una primavera carica di odori.
Guardando indietro l’occhio cattura, in un flash di controluce, il percorso fatto e la sagoma della chiesa in lontananza che svetta alta e scura; in rilievo sul cielo chiaro e macchiato di nuvole vaporosamente bianche.

Dun Laoghaire
Dun Laoghaire (foto).

 

 

Ultimo aggiornamento ( domenica 25 maggio 2008 )
 
In giro per Dublino: destinazione Phoenix Park PDF Stampa E-mail
Scritto da Silvia Saccomanno   

Phoenix park
Phoenix park (foto).
Capita che Dublino non sembri la cittadina grigia e ventosa di sempre. Quando il sole fa capolino accendendo il verde dei prati e rispecchiando il cielo terso lungo il fiume, allora è il momento giusto per prepararsi un pranzo al sacco e volare al Phoenix Park.
Si tratta del parco cittadino più grande d’Europa, 712 ettari e una cinta muraria di 16 km, che dista  solo pochi minuti dal centro di Dublino. Basta prendere la Luas, la linea di tram che taglia orizzontalmente la parte nord della città. La partenza è da Connolly station, alla fine di Talbot street (la grande perpendicolare che incrocia O’Connell Street all'altezza dello Spire).Il biglietto andata e ritorno costa due euro e ottanta andata e alla settima fermata si scende: Heuston.
Poi ci si incammina a piedi per circa 500 metri verso l’entrata del meraviglioso parco. Un grande viale taglia a metà la boscaglia e, ai lati, laghetti e campi sterminati. Persone che corrono, altre che fanno la fila per lo zoo; c’è addirittura chi affitta la bicicletta per tre ore e, spendendo 10 euro, scorre veloce lungo i sentieri tracciati in mezzo al verde.
Phoenix park
Phoenix park (foto).
Ed è fantastico scorgere all’improvviso un branco di daini, un fazzoletto di margherite bianchissime, un camioncino che vende gelati o costruzioni nascoste tra gli alberi fitti; ristoranti, ospedali, case di riposo, ville ristrutturate e monumenti.Negli spiazzi immensi si gioca a pallone o ci si stende a prendere il sole. E l’ambiente è strano; sfilano carretti trainati da cavalli e persone in costume incredule e sbalordite per il sole che splende alto nel cielo bagnando ogni cosa di una luce intensa e rigenerante.Si respira un’aria diversa e all’ombra di qualche albero, appoggiati su un gomito a contemplare il panorama, ti accorgi che l’acqua del lago è così limpida da riflettere i rami fioriti di un albero.
Daini al Phoenix park
Daini al Phoenix park (foto).
Tra le curiosità che riguardano il meraviglioso e sterminato parco di Dublino, c’è da segnalare la presenza al suo interno della residenza del Presidente della Repubblica d'Irlanda (Áras an Uachtaráin) e di una Croce Papale eretta in seguito alla visita di Papa Giovanni Paolo II nel settembre 1979. Alla messa nel parco parteciparono più di un milione di persone.
Una delle maggiori attrattive del parco, soprattutto per i più piccoli, è lo Zoo di Dublino. Fu fondato nel 1830, ed è il terzo giardino zoologico più vecchio del mondo. I visitatori possono vedere più di 700 specie animali da tutto il mondo, tra cui una collezione di uccelli tropicali.
Oggi nel parco si tengono numerosi concerti e l'annuale Phoenix Park Motor Race, ma l’escursione è d’obbligo e vivamente consigliata anche solo per rilassarsi all’aria aperta e prendere un po’ di sole, quando c'è.
Phoenix park
Phoenix park (foto).

Ultimo aggiornamento ( mercoledì 21 maggio 2008 )
 
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