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Rothe House: perla rara del Rinascimento irlandese PDF Stampa E-mail
Scritto da Silvia Guaiani   
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Rothe House: perla rara del Rinascimento irlandese
Ad attirare l’attenzione di quanti si trovano a passare in Parliament Street, nel cuore di Kilkenny, è un’antica casa di mercanti: Rothe House. Costruita in stile Tudor da John Rothe è l’unica residenza cittadina risalente al Rinascimento ancora esistente in Irlanda. Luogo di riunione per i capi politici e religiosi della confederazione di Kilkenny, la proprietà comprende tre edifici, tre cortili coperti e un vasto giardino. Il terreno apparteneva originariamente ai monaci cistercensi, ma in seguito allo scioglimento dei monasteri, effettuato da Enrico VIII, l’appezzamento passò nelle mani della famiglia Rothe. Fu John, un benestante mercante e proprietario terriero di Kilkenny, a costruire il primo edificio nel 1594 per farne la sua residenza e il cuore della propria attività. In seguito, con l’allargarsi della famiglia (ben 12 figli) vennero realizzati gli altri due stabili. Ad oggi Rothe House è proprietà della “Kilkenny Archeological Society” ed ospita un piccolo museo che espone cimeli della cultura popolare locale. Tra i vari oggetti d'interesse, alcune lettere scritte da Daniel O'Connell quando, nel 1836-1837, rappresentò la città al Parlamento, una croce del XVIII sec. e un'elica, unica
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Rothe House: perla rara del Rinascimento irlandese
testimonianza della prima invenzione aeronautica irlandese (1856). Vanto della dimora sono i giardini che si trovano nella parte posteriore. Recentemente ricostruiti secondo lo stile in voga nel XVII sec. sono stati inaugurati ad aprile dal Presidente irlandese Mary McAleese. Diverse sono le attività offerte ai turisti. Ogni giovedì alle 19.00, ad esempio, dopo aver gustato un gradevole aperitivo è possibile effettuare un tour della casa in compagnia di due guide d’eccezione: John Rothe e sua moglie Rose Archer gli antichi proprietari dell’abitazione.

Per informazioni: http://www.rothehouse.com/
 
Al National Museum di Dublino, l’Irlanda che eravamo. PDF Stampa E-mail
Scritto da Silvia Baldini   
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Un manifesto di Paul Henry
Al National Museum of Ireland, situato nel cuore di Dublino, le sorprese sono sempre dietro l’angolo. Il Museo, infatti, offre spesso esposizioni originali e fuori dal comune ai suoi visitatori e a tutti coloro che, oltre a godere della piacevole visita alla sua collezione, hanno la curiosità di  gettare lo sguardo anche un po’ più in là. Fino al 23 Agosto, in particolare, sarà possibile ammirare in alcune sale del Museo la singolare esposizione dal nome “Come back to Erin”, dedicata ai cartelloni promozionali dell’Iranda prodotti lungo tutto il XX secolo. I poster appaiono di una bellezza inaspettata: vere e proprie opere d’arte in alcuni casi, presentano colori brillanti e vivaci e sono fortemente in grado di attirare lo spettatore. Un tempo, perciò, avranno degnamente assolto al compito di promuovere presso i visitatori stranieri questa fantastica terra. La panoramica delle creazioni offerta è amplissima: i manifesti presenti coprono quasi un intero secolo di storia della pubblicità d’Irlanda, a partire dal 1908 fino agli anni Settanta. Forme, colori e modi di fare réclame cambiano visibilmente nel tempo, adattandosi a gusti e costumi in continuo rivolgimento. D’altronde, il XX è stato il secolo del boom economico e turistico dell’intera Irlanda: la crescita dell’economia della nazione è passata anche attraverso questo canale. Alcune delle immagini dei poster sono opera dell’artista irlandese Paul Henry e divennero un vero e proprio mito dell’Irlanda degli anni Venti, contribuendo fortemente a definire nell’immaginario collettivo l’idea di una terra dove la natura e la sua bellezza erano le padrone incontrastate. Ma l’Irlanda non era la sola, ad inizio secolo, a cimentarsi nelle prime, elaborate forme di comunicazione pubblicitaria: questa era una pratica comune anche a molte altre nazioni
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Il National Museum of Ireland
europee. E’ infatti possibile ammirare, grazie alla mostra, anche poster pubblicitari di altri paesi, prima fra tutte la Gran Bretagna. Si viene anche a conoscenza del fatto che i primi manifesti prodotti furono fatti su commissione proprio per le compagnie ferroviarie britanniche ed irlandesi, intenzionate a promuovere viaggi sul neonato ed attraente mezzo a vapore. Dopo la Seconda Guerra mondiale anche le compagnie aeree cominciarono a lanciarsi nella produzione di campagne pubblicitarie; tra le altre, le migliori creazioni sono senza dubbio quelle della AerLingus, compagnia di bandiera ancora oggi esistente. Non mancano poi i lavori della TWA e della American Airlines. L’importanza e la bellezza dell’esposizione ammirabile al Museo sta senza dubbio nella sua particolarità: offre allo spettatore la possibilità di studiare nelle sue molteplici fasi la costruzione di un messaggio complesso quale quello pubblicitario, di scoprire la lenta ed elaborata costruzione di stereotipi famosi sulla terra d’Irlanda (primo tra tutti quello che la vuole terra dalle incomparabili bellezze naturali) e di scoprire gusti e tendenze di diverse epoche storiche. Molti poster hanno anche una valenza storica non indifferente, poiché offrono l’immagine di città e di località turistiche come Dublino, Killarney, Connemara, Glendalough e le Montagne di Mourne quali si presentavano un secolo fa. Non mancano, infine, raffigurazioni di siti tipici di questa terra, come le ben note “tatched house”, le rovine di siti celtici, resti di torri di lontana ascendenza normanna e anche curiosi automezzi da viaggio, venduti dalle più svariate case automobilistiche. Non c’è dunque migliore occasione che una accurata visita a “Come Back to Erin” per tutti coloro interessati a fare un insolito ed affascinante tuffo nel passato, alla scoperta di un’Irlanda diversa, dai colori e dai profumi di un tempo ormai andato.
 
Un viaggio verso Sligo PDF Stampa E-mail
Scritto da Silvia Guaiani   
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Un viaggio verso Sligo
La piccola città di Sligo, in gaelico Sligeach (fiume ricco di conchiglie), nasce alla foce del fiume Garavogue ed  è il capoluogo dell’omonima contea. Piena di vita e degli immancabili pub è il punto di partenza per visitare il Donegal, la contea più vasta e settentrionale d’Irlanda.  In città è possibile ammirare la Cattedrale dell’Immacolata Concezione con le sue mute campane (si dice, infatti, che il riverbero sia così acuto da sentirsi fino a Grange distante 16 Km da Sligo). Da non perdere sono, inoltre, la Sligo Abbey, St John’s Cathedral, Town Hall, Yeats Watch Tower, Sligo County Museum and Municipal Art Gallery, la statua dedicate a William Butler Yeats in Stephen Street, The Model Arts Centre e lo Yeats Memorial Building. Ma partendo da Kilkenny più che la città in sé a colpire è il paesaggio che scorre dal finestrino. La regione cantata dal poeta W.B. Yeats è, infatti, particolarmente attraente.  La verde pianura lascia spazio pian piano alle
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Un viaggio verso Sligo
montagne che si stagliano verso l’alto e ai laghi che qua e là riflettono le nubi del cielo. Ma non è tutto perché continuando verso ovest si può scorgere l’Atlantico con le sue onde in continuo bisticcio con le sparute lingue di sabbia ideali per i surfisti. La regione ospita anche alcuni dei più importanti monumenti preistorici d’Irlanda, tra cui i più imponenti sono i due cimiteri neolitici di Carrowmore, vicino Sligo città, e Carrowkeel, presso le Bricklieve Mountains. Anche questa volta, come spesso accade girovagando per l’Irlanda,  i paesaggi creati da madre natura superano di gran lunga l’architettura umana.
 
Volare in Irlanda PDF Stampa E-mail
Scritto da Silvia Guaiani   
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Volare in Irlanda
Grazie alle numerose compagnie aeree che ogni giorno collegano l’Italia con l’Irlanda le distanze sembrano accorciarsi e organizzare un viaggio, anche di breve durata, è sempre più semplice. Gli aeroporti internazionali si trovano nelle città di: Dublino, Shannon, Cork e Belfast. Ben distribuiti sul territorio, questi aeroscali, consentono di raggiungere facilmente qualsiasi destinazione abbiate scelto. La compagnia di bandiera irlandese è l’Aer Lingus (www.aerlingus.ie). Quest’ultima collega Bologna-Dublino, Milano Linate-Dublino, Milano Malpensa-Dublino, Napoli-Dublino, Pisa-Dublino, Roma Fiumicino-Dublino, Roma Fiumicino-Cork, Roma Fiumicino-Belfast, Venezia-Dublino. Alla compagnia nazionale si affiancano:  RyanAir (www.ryanair.com) da Alghero-Dublino, Brescia-Shannon, Forlì-Dublino, Milano Orio al Serio-Shannon, Milano Orio al Serio-Dublino, PisaDublino, Roma Ciampino-Dublino, Trapani-Dublino, Treviso (Venezia)-Dublino, Treviso (Venezia)-Shannon;
Alitalia (www.alitalia.it) Milano Malpensa-Dublino, Roma Fiumicino-Dublino. In entrambi i casi con scalo a Parigi Charles De Gaules;
EasyJet (www.easyjet.com) Venezia – Belfast;
Jet2 (www.jet2.com) Pisa – Belfast.
Inoltre, sono presenti  numerosi aeroporti regionali, utili per gli spostamenti interni al Paese, situati a: Waterford, Kerry, Galway, Sligo, Knock, Derry Otta, Belfast e Carrickfinn. Ad offrire i collegamenti interni è solitamente l’Aer Aran che come si intuisce già dal nome è un’alternativa al traghetto negli spostamenti tra Galway e le Isole Aran. Per quanto riguarda il bagaglio i limiti di peso e le dimensioni variano da compagnia a compagnia mentre le norme sulla sicurezza sono le stesse qualsiasi sia la vostra scelta. Da tener presente è che gli orari dei voli sono indicati secondo l’ora locale.
 
I segreti di Malahide: al castello il Museo delle Bambole più bello d’Europa PDF Stampa E-mail
Scritto da Silvia Baldini   
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Il Tara's palace
Una casa delle bambole è qualcosa che affascina ogni bambino: mossi proprio dal desiderio di far sorridere i più piccoli, Ronald e Doreen McDonnell hanno pensato, qualche anno fa, di realizzare in Irlanda un vero e proprio Museo dedicato al mondo delle bambole e dei giocattoli antichi. Luogo unico nel suo genere in tutta la nazione, questo posto speciale, situato all’interno del castello di Malahide, a pochi chilometri da Dublino, è un vero e proprio gioiello. Chiamato Tara’s Palace dai fondatori, il nome è stato scelto su ispirazione del famoso Titania’s Palace, una delle case delle bambole più belle mai realizzate al mondo, risalente a più di due secoli fa e presente in Irlanda dal 1907 fino al 1978; oggi è ammirabile in Danimarca, nella Legoland. Dopo la perdita del prezioso Titania, i migliori artigiani irlandesi hanno pensato bene di ricreare la sua magia costruendo una nuova Casa delle Bambole, proprio all’interno di un’ala del suggestivo castello di Malahide. E’difficile trovare le parole adatte per descrivere la bellezza del Museo e la particolarità del Tara’s Palace: formato da ventidue stanze, ridotte di circa un dodicesimo rispetto alle dimensioni di una normale abitazione, presenta arredamenti in miniatura finemente realizzati, opera dei migliori artigiani del mondo. L’intenzione dei fondatori del Museo è comunque quella di continuare a sviluppare e ampliare ulteriormente il suo spazio, già reso speciale dalla presenza di questo piccolo gioiello; nato anche dal desiderio di farne uno spazio di gioco per i bambini colpiti da handicap, il Museo è inoltre divenuto nel tempo un vero e proprio centro di raccolta fondi da destinare alle Charities irlandesi che operano a favore dell’infanzia. Il ricavato dei biglietti d’ingresso, infatti, viene da anni interamente donato in beneficenza alle associazioni che si occupano dell’assistenza ai bambini meno fortunati. Il Museo conserva poi
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Alcune bambole della collezione
molte altre antiche case delle bambole, che sono veri tesori d’arte: la più importante è quella che porta il nome di “Portobello’s House” , risalente al 1700 e proveniente dalla collezione un tempo appartenuta a Vivien Greene, una delle maggiori collezioniste di questi pezzi unici d’Irlanda. E’ inoltre presente una delle case di bambole possedute un tempo da Lady Wilde, la madre del celebre Oscar.  L’ultima acquisizione del Museo è stata, in tempi recenti, quella di una casa delle bambole in miniatura, contenuta all’interno di una bottiglia e realizzata all’incirca attorno al 1790. Ma c’è spazio anche per creazioni decisamente più recenti, in grado di colpire ancora di più il visitatore; ne è un esempio la Modern House, una casetta dagli arredamenti contemporanei fornita addirittura di energia elettrica. I dettagli di ogni ambiente sono stati realizzati con una maestria tale da fare invidia a quelli delle abitazioni reali. Il Museo, infine, offre anche una singolare esposizione di bambole e giocattoli davvero molto antichi, la maggior parte dei quali risalente al XVIII e XIX secolo. Una visita attenta a questo luogo delizioso, dunque, è assolutamente consigliata: per scoprire antichi strumenti di gioco mirabilmente conservati, per dare il proprio sostegno alle associazioni che si occupano di bambini disagiati e per rituffarsi nell’universo segreto e sconosciuto dell’infanzia di oltre tre secoli fa.
 
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