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Marsh’s Library: una biblioteca accademica vanto di Dublino PDF Stampa E-mail
Scritto da Rosa Piccolantonio   
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Marsh’s Library: una biblioteca accademica vanto di Dublino
Se siete dei turisti a Dublino, saprete già che c’è molto da esplorare e da visitare. La cattedrale di San Patrizio, Temple Bar, il castello o Phoenix Park… tutte mete visitate da migliaia di turisti ogni giorno. A chi può venire in mente di recarsi in una vecchia biblioteca? Con all’interno vecchi scaffali polverosi? Beh, vogliamo ben sperare che qualcuno abbia voglia di conoscere posti antichi quanto preziosi come la Marsh’s library, la prima biblioteca pubblica irlandese. La Marsh’s library si trova proprio accanto alla cattedrale di San Patrizio su St Patrick’s close e vanta di una collezione di 25000 libri che comprende testi del XVI, XVII e inizi del XVIII secolo. La biblioteca fu costruita nel 1701 dall’arcivescovo Narcissus Marsh (1638-1713) e progettata dal noto architetto William Robison. Molti studiosi donarono i propri testi alla biblioteca, come Elias Bouhèreau, un profugo ugonotto che fuggì dalla Francia nel 1685, John Stearne (1660-1745) che era Vescovo di Clogher e Jonathan Swift, decano di St Patrick, ed anche amministratore della biblioteca. Uno dei libri più antichi e pregevoli, che si trovano nella Marsh’s, è un volume stampato a Milano nel 1472, le lettere Ad Familiares di Marco Tullio Cicerone. Attuale conservatore della biblioteca è la dottoressa Muriel McCarthy, la prima donna a ricoprire questa carica. Nel corso degli ultimi trenta anni, sono state numerose le esibizioni di libri antichi alla Marsh’s: manoscritti di musica del ‘700, botanica, medicina, legge, viaggi, letteratura, navigazione e matematica. Quando entrerete in biblioteca, vi accoglierà Robert Sinclair, bibliotecario e custode della Marsh’s, e fin da subito vi sembrerà di essere catapultati in un’altra epoca, grazie all’odore della pelle, lo scricchiolio delle assi e il ticchettio di un meraviglioso pendolo del XIX secolo e sentirete solo da lontano i fragori della città…
ORE DI APERTURA
Lunedì: 10 a.m.-1 p.m., 2 p.m.-5 p.m.
Martedì: Chiuso tutta la giornata.
Mer.,Giov.,Ven.: 10 a.m.-1 p.m., 2 p.m.-5 p.m.
Sabato: 10.30 a.m.-1 p.m.
Domenica: Chiuso tutta la giornata
 
Da Dublinia alla cattedrale di Christ Church PDF Stampa E-mail
Scritto da Rosa Piccolantonio   
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Da Dublinia alla cattedrale di Christ Church
Se siete stati a Dublinia e se avete acquistato il biglietto unico, arriverete dal ponte alla cattedrale di Christ Church. E’ una magnifica chiesa in stile gotico, la più vecchia della città, e si trova esattamente al margine meridionale dell’insediamento vichingo di Dublino, dove già verso il 1030 fu costruita una chiesetta in legno voluta dal primo vescovo. L’edificio ha subito diversi ristrutturazioni. Fu portato a termine nel XII secolo e nel corso dei secoli successivi, sottoposto a diversi restauri. Infatti, non si può notare solo lo stile gotico, visibile nella navata, ma anche quello romanico, visibile invece nei transetti e nel coro. Quando nel XVIII e XIX secolo fu nuovamente restaurata, la chiesa versava in uno stato di completo abbandono e fu solo grazie ad un generoso benefattore, il distillatore di whiskey Henry Roe, che la chiesa si salvò. Nella navata meridionale si trova il monumento del leggendario Strongbow, mentre il transetto meridionale ospita la superba tomba barocca del diciannovesimo conte di Kildare. Un’altra importantissima parte della Christ Church è la cripta. Questa faceva parte della chiesa vichinga originaria ed è ampia e strutturata ad archi. Qui resterete certamente colpiti da un gatto e un topo mummificati, rimasti intrappolati e congelati dietro una canna dell’organo, ma a parte questo ammirerete le monete rare, lo stemma e l’oro degli Stuart donati alla chiesa da Guglielmo d’Orange. La Christ Church è anglicana e perciò ignorata dalla maggior parte degli irlandesi che invece sono cattolici. Per questo motivo la sua manutenzione dipende dalle offerte dei turisti ed anche da mostre ed eventi che possono essere organizzati al suo interno.
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Da Dublinia alla cattedrale di Christ Church
In questi giorni (fino al 19 luglio) è in corso una mostra, “Icons in trasformation” di Ludmila Pawlowska. L’artista, russa di nascita ma svedese d’adozione, trae ispirazione dalle tradizionali icone russe. Le sue opere conferiscono un’ immagine molto particolare alla cattedrale, donando un aspetto suggestivo ed affascinante all’ambiente, grazie anche all’uso dei colori, blu e rosso, che esprimono simbolicamente il Regno dei Cieli, il primo, e la Passione di Cristo, il secondo. Non è certo usuale trovare una mostra pittorica e scultorea in una chiesa, ma anche queste particolarità fanno di Dublino una città cosmopolita e piena di sorprese riscontrabile anche nei luoghi più impensabili.
Cattedrale di Christ Church:
Lunedì-venerdì  09.45 - 18.15 -Sabato  09.45 - 16.15 -Domenica  12.30 - 14.30, 16.30 - 18.15
http://www.cccdub.ie/
 
Dublinia: un’attrazione per grandi e piccini PDF Stampa E-mail
Scritto da Rosa Piccolantonio   
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Dublinia: un’attrazione per grandi e piccini
Nel centro della città medievale, tanto cara ai dublinesi, sorge Dublinia, una ricostruzione della Dublino medievale tra il 1170 e 1540. L’edificio propone su tre piani i principali momenti della vita degli abitanti di Dublino nel medioevo. Prima dell’entrata sarete forniti di una concisa ed efficace mappa che v’illustrerà, in maniera molto semplice, il percorso da fare. Si tratta di un museo interattivo con un percorso multimediale che si divide tra proiezioni, illustrazioni e anche scene ricostruite artigianalmente. Al piano terra è illustrata la vita dei Vichinghi attraverso le loro attività, come il commercio, principalmente marittimo e l’artigianato. I Vichinghi, originari della Scandinavia, erano dei conquistatori, guerrieri, narratori di saghe, commercianti d’ambra e soprattutto grandi marinai (furono loro i primi ad arrivare in America, più di cinquecento anni prima di Cristoforo Colombo!). Diverse le illustrazioni: navi, vestiti, armi, accessori e scene di vita quotidiana. Al secondo piano, invece, troverete la Dublino del Medioevo, molto valido l’enorme plastico che osserverete subito dopo l’entrata. La medieval fayre, la fiera, con le sue ricostruzioni di strade e mercati e i loro artigiani: un ciabattino, un chiosco di medicine, la tenda di un armaiolo,
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Dublinia: un’attrazione per grandi e piccini
un confessionale e una banca. Il terzo piano è dedicato interamente all’archeologia, infatti molti oggetti appartenuti al popolo vichingo sono stati ritrovati a Wood Quay, il sito archeologico vichingo più grande del mondo. Anche qui sono presenti ricostruzioni che illustrano gli scavi con i ritrovamenti dei fossili e successivi recuperi degli stessi. Su questo stesso piano, dopo la visita alla sezione archeologica, troverete un piccolo shop, dove acquistare, e perché no, un cappello con le corna vichinghe! Dopo di che attraverserete il ponte di St Michael’s Hill, dal quale scorgerete un bellissimo panorama, che vi darà l’immediato accesso alla Christ Church Cathedral con lo stesso biglietto che avrete acquistato per Dublinia.
Dublinia, St Michael’s Hill - 10-17 da lunedì a venerdì; sabato e domenica fino alle 16 www.dublinia.ie
 
Dublino: all’Irish Museum of Modern Art antico e moderno si fondono. PDF Stampa E-mail
Scritto da Rosa Piccolantonio   
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Dublino: all’Irish Museum of Modern Art antico e moderno si fondono.
Se amate l’arte contemporanea non potrete di certo farvi sfuggire l’occasione di visitare il museo d’arte moderna irlandese, l’Irish museum of modern art (IMMA). Situato vicino alla famosa prigione, il Kilmainham Goal ,teatro di tragedie per i nazionalisti irlandesi che fecero la resistenza alla dominazione inglese, il museo, da quasi vent’anni, ospita una notevole collezione d’arte contemporanea, costituita principalmente da artisti irlandesi ma anche internazionali. Se non siete dei veri esperti d’arte probabilmente resterete un po’ turbati dalle installazioni, e non solo, che vedrete. Ma arrivando nelle gallerie, salendo al primo piano, alle East e West gallaries, sarete conquistati da una piacevole esplosione di colori che dominano le tele, mentre, al piano terra sulla vostra sinistra, troverete una piccola galleria dedicata alla storia di questo magnifico edificio. Il museo infatti ha origini che risalgono al XVII secolo. James Butler, duca di Ormonde e rappresentante di Carlo II in Irlanda, rimasto colpito da Les Invalides durante un viaggio a Parigi, lo fece realizzare, commissionando il progetto all’architetto William Robison che lo costruì in perfetto stile anglo-olandese, ospitando, fino al 1928, l’ospedale reale di  Kilmainham, un ricovero per soldati in congedo dalla prima guerra mondiale. Dopo di che fu
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Dublino: all’Irish Museum of Modern Art antico e moderno si fondono.
abbandonato per circa cinquant’anni  e poi restaurato negli anni ‘80. E’ attivo come museo dal 1991. Meritano di certo una visita, oltre al museo, la sala dei banchetti , la cappella barocca e i gli eleganti giardini all’italiana che circondano l’edificio. Presenti anche un caffè e una graziosa libreria.
Il museo è aperto tutti i giorni, tranne il lunedì, dalle 10 alle 17.30. La domenica e i giorni festivi dalle 12 alle 17.30. L’ingresso è gratuito. Raggiungibile con la Luas, linea rossa, fermata  Heuston station, o in bus: 24, 69, 79, 90 da Aston Quay.
IMMA - Royal Hospital, Military Road, Kilmainham, Dublin 8 - http://www.imma.ie/en/index.htm
Ultimo aggiornamento ( lunedì 13 luglio 2009 )
 
Andar per moto in Irlanda - Parte 2: alla guida nell'Isola di Smeraldo. PDF Stampa E-mail
Scritto da Martina Andreoni   

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L'Irlanda, si sa, è terra capace di regalare paesaggi mozzafiato e ricordi indimenticabili a coloro che, amanti dell'aspetto più selvaggio del paese, ricercano un turismo più a contatto della natura in sella alla propria due ruote. Ma allo stesso modo è ben noto il clima Irlandese, con le sue precipitazioni più che frequenti, che potrebbe portare a desistere anche il più motivato dei motociclisti. Ma è davvero così?
Michele, da tempo residente in Irlanda e motociclista per passione, mi smentisce. "La pioggia dona al paesaggio qualcosa in più" mi racconta, "e non influisce più di tanto sul modo di guidare o sulla velocità mantenuta."
Fare il turista in moto, infatti, comporta mantenere in ogni caso una velocità piùttosto moderata e la pioggia non comporta dunque un significativo rallentamento. La pioggia frequente abitua inoltre a guidare in maniera più dolce e meno brusca a causa della diversa aderenza dell'asfalto rispetto all'Italia, dove è più facile avere un clima meno umido e più soleggiato e che comporta di conseguenza una tipologia di guida diversa. E tornando al paesaggio, dopo la pioggia è possibile osservare colori più brillanti, nonchè i giochi di luce del tramonto nel cielo d'Irlanda (come ad esempio nel percorso che costeggia il lago a Enniskillen, nel nord del paese).
Vero è, però, che la pioggia qualche difficoltà può crearla. "Se non si dispone di un equipaggiamento adeguato, come giacche antivento e antipioggia di buona qualità, è difficile affrontare il clima irlandese in moto," mi dice Michele. "Per quanto riguarda le strade, invece, la pioggia trascina fango e quindi è necessario fare più attenzione."
E' solo questo il problema delle strade dell'isola? Secondo Michele sono ottime, con un buon asfalto anche se alcune molto strette, soprattutto le meno battute.
"In Irlanda c'è anche molto più rispetto delle regole, e chi va a un'andatura più moderata come il turista in moto corre sicuramente meno rischi rispetto ad altri paesi," aggiunge.
Si è capito, quindi, che per Michele l'Irlanda non ha punti sfavorevoli: strade in buone condizioni e sicure, e al clima estremamente variabile si può sopperire con un equipaggiamento di qualità che riesce a limitare i disagi.
Qualche consiglio pratico, allora, per chi volesse cimentarsi in un'avventura nell'Isola di Smeraldo? Oltre al già citato equipaggiamento, fare attenzione ai limiti di velocità, cercare di limitare il numero di pinte di birra al minimo indispensabile e soprattutto controllare il senso di marcia (in Irlanda la guida è a destra). "Dopo una sosta, soprattutto nelle strade meno frequentate, è più facile essere disorientati e ripartire imboccando la strada contromano," racconta Michele, suggerendo poi alcuni degli itinerari da lui intrapresi in questi anni: da Killarney a Cork, passando all'interno del bellissimo Killarney National Park; Il Ring of Kerry, nella Penisola di Iveragh (Killarney - Killarney); oppure partendo da Tralee e ritornando nella stessa, in un tragitto dalle mille curve lungo la R551 che soddisferà i più avventurosi.

Consigli di Viaggio:
1) Killarney - Cork; circa 200 km
- Da Killarney a Kenmare, attraversando il Killarnery National Park;
- Da Kenmare a Bantry;
- Da Bantry a Skibbereen, attraverso il Gougan Barra Forest Park;
- Da Skibbereen a Clonakilty fino a Bandon;
- Da Bandon a Cork

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2) Killarney - Killarney; circa 180 Km
Ring of Kerry (Penisola di Iveragh), percorrendo la N70/N71

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3) Enniskillen - Enniskillen; circa 100 Km
Percorrere la A46 che costeggia il Lough Erne. Sulla strada si incontra il Monea Castle, risalente alla prima metà del Seicento.

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(Mappe: Google Maps)

Ultimo aggiornamento ( domenica 12 luglio 2009 )
 
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