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L’industria delle bevande è la chiave del turismo irlandese PDF Stampa E-mail
Scritto da Silvia Guaiani   
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L’industria delle bevande è la chiave del turismo irlandese
A giocare un ruolo fondamentale sull’andamento del settore turistico irlandese è l’industria delle bevande. Questo è quanto è emerso da un rapporto reso noto dal Drinks Industry Group of Ireland (DIGI). Secondo quanto riportato dall’economista Anthony Foley della Dublin City University, la forte associazione tra l’Irlanda e i suoi principali marchi di bevande, uniti alle strutture e i servizi generati da questi ultimi, sono elementi vitali dell’attività turistica del Paese. L’industria del turismo è uno dei settori più importanti per quanto riguarda le esportazioni nazionali, ha dichiarato Kieran Tobin presidente della DIGI. Nel 2007, le esportazioni contavano 3,1 miliardi di euro laddove il settore turistico generava 4,8 miliardi dai soli visitatori esteri. “I turisti stranieri – di cui 7,8 milioni solo nel 2008 – riservano più di un terzo dei loro acquisti al cibo e alle bevande, ed il 60% di loro si recano nei pub per i pasti. L’importanza dei servizi offerti dal settore della ristorazione (pub, bar, ristoranti, hotel e nightclubs), in termini di bevande, cibo, alloggi e divertimento non possono essere sottovalutati” ha dichiarato Tobin.“Sia che si tratti di uno dei grandi centri come la Guinness Storehouse (l’attrazione numero uno in Irlanda) o la Old Jameson Distillery o uno dei piccoli pub che offrono cibo e intrattenimento ai turisti, l’industria delle bevande offre molti servizi che sono indispensabili al sostegno del turismo. La conoscenza che abbiamo a livello globale dei nostri brand come Guinness (bevuta in 50 paesi), Baileys (consumato in 130 paesi) e Jameson (oltre 120 paesi) contribuisce alla positiva associazione  tra Irlanda e ospitalità” continua Tobin. “Mentre la crisi nel 2007 aveva duramente colpito il mondo del lavoro, più di 300,000 persone erano impiegate nel settore del turismo e nelle attività ad esso collegate” commenta l’autore del rapporto, l’economista della DCU Antony Foley. “Questo quadro non rispecchia la situazione attuale, ma il turismo rimane comunque uno dei maggiori datori di lavoro del paese e dovrebbe contribuire presto alla ripresa della nostra economia”.
Ultimo aggiornamento ( venerdì 10 luglio 2009 )
 
Uno sguardo al castello di Kilkenny PDF Stampa E-mail
Scritto da Silvia Guaiani   
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Uno sguardo al castello di Kilkenny
Un tempo capitale d'Irlanda, Kilkenny è ora una vibrante e fiorente cittadina, con un'affascinante storia medievale ed una ricca industria di artigianato. Strette viuzze, allegre melodie che riecheggiano tra le vie del centro, pub frequentati ad ogni ora per una pinta di birra o una partita a biliardo e tanti luoghi di interesse storico e architettonico fanno di questa città una delle più incantevoli d’Irlanda. Ovunque il passato sembra rivivere, ma ad evocare storie di dame e cavalieri è senza dubbio l’elegante castello normanno che da secoli si affaccia silenzioso sulle sponde del fiume Nore. James Butler acquistò il Kilkenny Castle nel 1391 e la sua famiglia ne mantenne la proprietà per più di cinque secoli. La residenza  passò nelle mani del governo nel 1967 quando Arthur Butler,  Marchese e  Conte di Ormonde, non potendo più sostenere i costi di manutenzione decise di vendere restituendo il castello alla città. Infatti, il comitato per il restauro acquistò la proprietà, ormai in abbandono, per la cifra irrisoria di 50 sterline. In seguito ai lavori di ristrutturazione, è possibile ora ammirare la biblioteca, il salotto e diverse camere da letto decorate con la stessa magnificenza del 1830. La lunga e suggestiva  galleria, situata nei sotterranei del castello, custodisce i ritratti di famiglia mentre  le stanze un tempo
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Uno sguardo al castello di Kilkenny
riservate alla servitù , ospitano oggi frequenti esposizioni d’arte visitabili gratuitamente. Una volta visitato l’interno è possibile godere del  grazioso giardino di rose con spazi a tema e  giochi d’acqua ma soprattutto dei  50 ettari di parco che si estendono davanti al castello. Simbolo ed orgoglio per l’intera città il castello di Kilkenny  non lascia certo indifferenti quanti avranno l’occasione di ammirare le sue stanze e di sdraiarsi nel verde che lo circonda.
Grazie alle celebrazioni per il 400° anniversario della Carta che diede a Kilkenny lo status di città nel 1609 sono numerosi gli eventi che si susseguiranno nella fastosa cornice offerta dal maniero.  Ad esempio tutti i mercoledì di luglio, nella Parade Tower, alle 8.30 pm sarà possibile godere di danze, canti e musica tradizionale irlandese con i “Comhaltas Ceoltoiri Eireann”. Per Informazioni: www.kilkennycastle.ie
 
Dublino: Un parco verde nel cuore della città PDF Stampa E-mail
Scritto da Daniela Ascione   
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Dublino: Un parco verde nel cuore della città
Una distesa verde che pulsa direttamente nel cuore di Dublino. E’ così che si presenta agli occhi dei turisti e degli abitanti della capitale iralandese Stephen's Green
Il parco, a pochi passi dal castello di Dublino e nelle immediate vicinanze del Trinity College è facilmente raggiungibile a piedi da qualsiasi punto della città ed è una delle tappe obbligatorie per chi si presta a visitare dal capitale della cultura celtica. E così, dal verde ingresso, colore irlandese per eccellenza, è possibile ancora sentire i rumori della città, guardare l’immenso omonimo centro commerciale e ascoltare i musicisti che suonano per strada per racimolare qualche spicciolo. Un’atmosfera quasi surreale, al limite della coesistenza tra campagna e città. Bastano pochi passi e di colpo la città lascia spazio ad immense distese verdi, a prati fioriti e accurate siepi colorate, al laghetto delle anatre e agli accoglienti gazebi.
Stephen Park è un luogo per far tutto ed un luogo adatto a tutti. Uno splendido momento di stacco dove poter pranzare durante una stressante giornata di lavoro, vista la sua centralità, ma anche un luogo dove poter fare pic nic in allegra compagnia. E così passeggiando da semplice osservatore è possibile ammirare i bambini che corrono felici e che provano a dar da mangiare ad anatre e cigni, le giovanissime coppie che si scambiano tenere effusioni sui soffici prati, i più maturi che corrono e vanni in bici per mantenersi in forma e gli anziani che accompagnano i loro nipotini. Qualche passo più in là, all’uscita del parco si ritorna alla caotica città. Un cerchio della vita che si richiude su se stesso, questo è Stephen's Green.
 
Viaggio nel verde dei giardini irlandesi PDF Stampa E-mail
Scritto da Silvia Guaiani   
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Viaggio nel verde dei giardini irlandesi
Non è certo un caso se l’Irlanda nei secoli si è meritata l’appellativo di Isola di Smeraldo. Sul suo suolo regna incontrastato il verde delle campagne donate da madre natura, ma anche quello di parchi e giardini creati e reinterpretati dall’uomo. Ogni abitazione che si rispetti, che sia uno sfarzoso castello o una semplice abitazione rurale, è impreziosita da un elegante angolo verde. Grazie al clima mite e al cielo che offre un’irrigazione costante l’isola coltiva scorci selvaggi, territori incolti, parchi secolari, riserve nazionali e parchi privati. Partendo da Belfast è possibile ammirare i “Botanic Gardens” dove si trovano due delle più antiche serre di tutta Europa. Mountstewart, nella contea di Down, è forse il giardino più famoso e apprezzato dell’Irlanda del Nord. Il parco, infatti, è una sorta di passerella verde di tutti gli stili e le tendenze più diffuse negli ultimi due secoli in fatto di giardinaggio. L’affascinante accostamento di generi stilistici e specie botaniche diversissime è firmato da Lady Edith Londonderry, il cui intento era proprio quello di realizzare un giardino ineguagliabile per bellezza e caratteristiche. Nella capitale vi sono i “National Botanic Gardens” di Galsnevin. Questi orti botanici sfoggiano piante provenienti da tutto il mondo. Tra queste, anche una rara collezione di vireya e rododendri a cespuglio dell’Asia sudorientale. Sullo sfondo dell’imponente profilo delle Cuilcagh Mountains, Florence Court nella contea di  Fermanagh,  è ben noto ad appassionati ed esperti di verde come la casa dell’Irish Yew, il famoso tasso irlandese. Da non perdere è il Belvedere, nella contea di Westmeath, che venne realizzato da Lord Belfield nel XVIII dopo aver scoperto
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Viaggio nel verde dei giardini irlandesi
che sua moglie Mary aveva una relazione con suo fratello minore Arthur. Il parco vittoriano di Kylemore Abbey, nel Connemara, cinto da mura e fedelmente conservato nell’aspetto originario è un angolo verde di 6 acri realizzato nella seconda metà del XIX secolo. Il paradiso di verde e acqua di Annes Grove a Castletownroche, nella contea di Cork, di proprietà della stessa famiglia dal XVII secolo è un romantico giardino che offre scorci sempre diversi: sinuosi corsi d’acqua, piante come la regina dei prati e la valeriana palustre, bambù esotici e gunnera dalle foglie gigantesche. Questa non è che una piccola parte dei numerosissimi giardini che ornano e impreziosiscono l’isola. Viaggiando attraverso l’Irlanda non sarà certo difficile scoprire altri piccoli o grandi lavori di orticoltura che rendono omaggio al famoso verde che da sempre domina il suolo e l’anima degli irlandesi.
 
Italiani in Irlanda: alla scoperta di una tradizione letteraria sorella. PDF Stampa E-mail
Scritto da Silvia Baldini   
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Italiani in Irlanda: alla scoperta di una tradizione letteraria sorella.
Che cosa può esserci di più bello, per gli amanti della cultura, dell’andare a curiosare tra le tradizioni altrui, alla scoperta di differenze e affinità? Così a Dublino, cuore pulsante della fantastica terra d’Irlanda, gli italiani, eredi di un ricchissimo patrimonio culturale quale quello nazionale, hanno la possibilità di fare un’inaspettata conoscenza: quella della grande tradizione letteraria ed artistica della nazione irlandese, forse ancora troppo poco apprezzata nel mondo, fatta eccezione per i grandi nomi di Swift, Joyce, W.B.Yeats e G. Bernard Shaw. C’è infatti un luogo particolare dove questo speciale “incontro” con i più grandi uomini di cultura irlandesi di tutti i tempi è possibile: è il Dublin Writers Museum, situato nella centrale Parnell Square, al numero 18, pensato e voluto dai Dublinesi come spazio dedicato appositamente alla collezione della memoria di tutta la storia artistica e letteraria della nazione. Appena entrati, sembra quasi di percepire la presenza viva accanto a sé delle importanti figure qui presentate. Tutto inizia nella sala dell’antica letteratura celtica, dove è possibile fare la conoscenza di uomini oscuri, i bardi dei lontani secoli antecedenti la venuta di Cristo, esperti narratori e conoscitori di una metrica rigida e accurata, all’apprendimento della quale venivano istruiti per lunghi anni; non a caso, echi di questa antica capacità di usare mirabilmente la parola si ritrovano in Joyce, nei memorabili lavori dell’Ulisse e di Finnegans Wake. Poi lo spettatore è guidato al cospetto della imponente figura di Swift, di cui sono conservate le più antiche edizioni dei Viaggi di Gulliver. Da notare anche la curiosa presenza della sedia su cui sedette Handel, giunto a Dublino nel 1742 per la prima della sua opera Il Messia. Più avanti, grande è la sorpresa quando si scopre che alcune tra
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Italiani in Irlanda: alla scoperta di una tradizione letteraria sorella.
le più importanti figure della letteratura irlandese tra Settecento e Ottocento non furono, in realtà, ottimi studenti: da ricordare l’appellativo di “capretto irlandese”, attribuito al drammaturgo Goldsmith mentre frequentava il Trinity College. Ma la parte più interessante è ancora di là da venire: avvicinandosi alla fine dell’Ottocento, ecco apparire le figura di Bram Stoker, che con il suo Dracula conquistò l’Europa intera. Di lui sono conservate una lettera autografa e la prima edizione del suo famosissimo testo. Poi è la volta di Shaw, scrittore dalla forte vena satirica, caratteristica tipica del popolo irlandese. Si viene a scoprire che in vecchiaia affermò di non essere mai riuscito a contenersi dal ridere degli inglesi; di lui rimane il disco su cui incise, su ordine della BBC, un vero e proprio corso di inglese rivolto a studenti e stranieri. “Se sentirete qualcuno gracchiare, non è certo la mia voce di povero vecchio, ma il vostro apparecchio che non funziona bene! La mia è quella voce di amabile anziano che non farete certo fatica a riconoscere”, scrisse scherzosamente Shaw nel foglietto illustrativo associato al disco. Mentre si viene a sapere che il drammaturgo Synge era solito trovare ispirazione per i suoi lavori dai racconti dei contadini ascoltati di nascosto, si entra con trepidazione nella sala dove sono ricordate le figure di Joyce e Beckett: del primo è conservata una copia dell’Ulisse da lui autografata, un disco dove incise la lettura di un testo (creando una sorta di antesignano dei moderni audiolibri) e il pianoforte comprato
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Italiani in Irlanda: alla scoperta di una tradizione letteraria sorella.
nel 1910, mentre del secondo è presente il particolare telefono casalingo, programmato appositamente per accettare le chiamate gradite e rifiutare tutte le altre. Ma molti altri scrittori vissero esistenze ricche di avventure inedite: come non menzionare, tra gli altri, O.Gogarty, scrittore-atleta, che donò al fiume Liffey di Dublino due cigni in segno di ringraziamento per averlo salvato durante una rocambolesca nuotata tra le sue acque? Insomma, la panoramica sul mondo culturale irlandese offerta dal Dublin Writers Museum non può che essere una piacevole scoperta, per gli appassionati; gli italiani, dal canto loro, hanno la fortuna di poter conoscere ed apprezzare una storia letteraria lunga e affascinante come la loro.
Ultimo aggiornamento ( martedì 07 luglio 2009 )
 
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