 Air France: Notizie sull'aereo scomparso: dei resti sono stati trovati I ritrovamenti sono avvenuti in un'area vasta almeno 60 km. «Potremo affermare che questi resti appartengono all'aereo quando avremmo un numerodi serie per confirmelo, per il momento non è sicuro- ha fatto sapere il ministro della difesa brasiliano, Nelson Jobim». Jobim ha anche confermato che non sono ancora stati recuperati corpi. Un sedile di aereo, un giubbotto di salvataggio arancione, un recipiente, pezzi metallici bianche e macchie di carburante sono stati avvistati nel primo pomeriggio dall'Aeronautica brasiliana nell'oceano Atlantico a 650 km a nord-est dall'isola brasiliana di Fernando da Noronha.Prima di lui era stato Jorge Amaral, portavoce dell'aviazione brasiliana, a parlare di quel ritrovamento lanciando anche un'ipotesi: «I resti sono stati rinvenuti a destra del punto in cui è stato lanciato l'ultimo segnale dall'aereo. Forse, ma è solo un'ipotesi, il pilota ha cercato di invertire la rotta per provare a raggiungere lo scalo più vicino, sull'isola Fernando da Noronha».
Intanto tre navi mercantili, due olandesi e una francese, sono giunte nell'area segnalata da un aereo militare brasiliano che per primo ha avvistato alcuni oggetti che potrebbero essere resti dell'Airbus dell'Air France scomparso ieri. I tre cargo sono stati dirottati sull'area a 650 chilometri a nordest di Fernando de Noronha su richiesta della Marina militare brasiliana. Come ha sottolineato un portavoce della Marina, le navi civili hanno come unica missione aiutare a scoprire qualsiasi segnale che possa portare al relitto dell'Airbus. Non saranno invece autorizzate a raccogliere parti del relitto,compito che si riserva la Marina militare brasiliana di concerto con le autorità francesi. Cinque navi militari brasiliane, tra le quali una nave cisterna d'appoggio, si stanno dirigendo a tutta forza verso la stessa area per raccogliere i rottami già segnalati ed altri che possano emergere. La prima dovrà arrivare sul posto in nottata, grazie anche alle ottime condizioni meteorologiche.
Nella zona di oceano dove potrebbe essere caduto l'Airbus, la profondità dell'Atlantico è tra i quattro e i cinquemila metri, il che renderebbe praticamente impossibile il recupero del relitto. L'area, secondo Edmo Campos, un esperto di oceanografia brasiliano, è una zona abissale, al di fuori della piattaforma continentale, con profondità che possono arrivare a cinquemila metri. In più, è una zona di correnti forti, che possono arrivare a un metro al secondo, da est a ovest: i resti galleggianti possono quindi essersi spostati molto rispetto alla zona dell'impatto con l'acqua, rendendo ancora più difficile localizzare il relitto, o le sue parti. Lo conferma il fatto che i pochi resti localizzati finora dal C-130 militare brasiliano erano sparpagliati su una distanza di 60 chilometri. In compenso, afferma Campos, è una zona «tranquilla» da punto di vista della navigazione marina (ma di forti turbolenze per gli aerei), con scarse probabilità di tempeste o di mare agitato.
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