 Antonio D'Imperio e una particolare passione: le Irish Stones Continua l'intervista ad Antonio D'Imperio, esperto di Irlanda e specialmente del suo patrimonio archelogico.Antonio illustraci i numeri e i risultati dei tuoi viaggi in Irlanda Finora io e mia moglie abbiamo raggiunto quota 13 viaggi. In totale siamo stati sul suolo irlandese per 232 giorni, quasi 8 mesi, spostandoci in auto e percorrendo oltre 37.500 km. Abbiamo attraversato un paio di migliaia di paesi in ognuna delle 32 contee dell'isola e abbiamo visto tutte le città. Abbiamo parlato con centinaia di persone, vivendo esperienze assolutamente uniche, indimenticabili ed eccezionali. Con alcune di loro siamo rimasti in contatto, e se ci è possibile ci incontriamo ad ogni occasione. Abbiamo dormito in oltre 150 diverse B&B, ma soprattutto abbiamo visitato oltre 700 monumenti, sia preistorici che medievali. Alcuni di essi li abbiamo visti più volte, perché troppo belli ed affascinanti per non tornarci, altri li abbiamo visti una sola volta, perché una volta era sufficiente, ma anche perché alcuni, pochi per fortuna, sono spariti per sempre a causa dell'intervento dell'uomo sul paesaggio. Non tutti i vecchi siti preistorici o medievali hanno la stessa importanza. Quelli grandi e famosi sono preservati, quelli piccoli, minori, sconosciuti alla maggioranza della gente, non godono della stessa tutela e in alcuni casi sono stati sacrificati in favore di un quartiere residenziale, o di una variante stradale o di una motorway. O semplicemente rimossi dal proprietario del terreno per vari motivi.
Come hai visto mutare questo paese negli anni? Il più grande cambiamento che ho visto in Irlanda è proprio sulla rete viaria. Le motorways, che una volta non esistevano, ora si irradiano da Dublino verso tutta l'Irlanda e hanno cambiato il modo di spostarsi oltre che il paesaggio. Persino la M50 non era ancora completata quando ci andammo la prima volta, e non lo è stato fino a qualche anno fa. I nostri spostamenti avvenivano su strade piccole, strette, spesso tortuose, che rendevano il viaggio lento e alle volte poco sicuro, ma che trasmettavano l'emozione di una nazione con caratteristiche di ruralità e di semplicità che altrove in Europa si stavano perdendo o si erano perse. La stragrande maggioranza dei turisti che si recava e ancora si reca in Irlanda lo fa per godere di un'atmosfera di relax e di vita di una volta. Sono relativamente pochi quelli che ci vanno per seguire un percorso archeologico come quello che facciamo noi. Per questo motivo credo che il profondo cambiamento della nazione irlandese, verso una modernizzazione, una cementificazione eccessiva, abbia avuto il contro di allontanare o deludere chi la conosceva, magari anche solo per sentito dire, come una terra lontana dagli schemi di un mondo in evoluzione. C'è anche da dire che negli anni in cui la Tigre Celtica ruggiva ad alta voce, la gente aveva perduto il senso della semplicità e dell'accoglienza e in alcuni casi avevamo assisitito ad atteggiamenti scostanti. Alle volte avevamo l'impressione che il turista fosse un elemento scomodo. Ma forse era anche qualcosa in più di un'impressione, dato che il Ministero del Turismo aveva avviato una campagna di sensibilizzazione per ricordare alla popolazione irlandese che il turismo era una voce molto importante del bilancio nazionale e che ognuno avrebbe dovuto fare la sua parte per evitare che i turisti si potessero lamentare. Ora che la Tigre Celtica è diventata un gattino, abbiamo notato come siano tutti diventati più cordiali e disponibili. I soldi dei turisti sono tornati a fare comodo. La ricettività dei turisti ha subito alcune modifiche negli utimi anni. Le case B&B si sono ridotte di numero a favore di nuovi alberghi. Mi è stato spiegato che i turisti preferiscono la comodità di una struttura con camera e ristorante in un solo luogo piuttosto di una sistemazione in una casa dove la cena non è servita e alcune "facilities" non sono contemplate. Inoltre le vecchie B&B erano gestite da persone che ormai, per motivi di età, hanno dovuto cessare l'attività, e le nuove generazioni non hanno la stessa passione per questo tipo di lavoro. Questo fa sì che la ricerca di una camera per la notte dopo una giornata di escursioni possa trasformarsi in una caccia al tesoro in alcune zone. Tutto questo, ovviamente, non ci terrà lontano dall'Irlanda in futuro, ma il sogno di una terra intatta e verde è in parte svanito. Fino a quando saremo in grado di trovare luoghi interessanti da visitare e gente amichevole e accogliente, ritorneremo in Irlanda, per godere del suo meraviglioso paesaggio e per toccare le nostre amate pietre grigie.
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