|
Attacchi terroristici in Nord Irlanda: la Real IRA a Belfast |
|
|
|
|
Scritto da Margot De Medici
|
 Manifestazione a Dublino Tiocfaidh ar là è un’espressione gaelica utilizzata da tutti i combattenti dell’IRA specialmente durante i cosiddetti Troubles. Tiocfaidh ar là significa : il nostro giorno verrà. Verrà il giorno in cui ogni irlandese camminerà liberamente sulla terra d’Irlanda ed in cui tutti i suoi diritti – da quelli politici a quelli civili fino a quelli sociali ed economici – saranno riconosciuti. Come molti di noi sanno, l’IRA (L’Official) ha subìto varie influenze ed anche varie scissioni. Tra le più importanti ricordiamo i Provisional, detti anche Provos, poi sono nati il Continuity (1986) ed il Real (1997). Alcuni dei capi dei Provos, Martin Mc Guinness e Gerry Adams, come la storia dei rivoluzionari insegna, sono stati proprio coloro che hanno traghettato l’IRA verso l’ambita ed auspicata assenza di conflitto negoziando con gruppi paramilitari come l’UVF e l’UDA di ovvia appartenenza lealista. Oggi, da tempo, l’assenza di conflitto esiste perché alla sua base c’è una scelta politica condivisa. Quella scelta politica ha preso il nome di Accordi del Venerdì Santo e risale al 10 aprile 1998. Da più di dieci anni la cosiddetta pace è diventata una consuetudine nell’Irlanda del Nord. Una consuetudine che era considerata un’utopia durante i famosi Troubles. Sabato 7 e Lunedì 9 Marzo qualcosa è ricambiato nell’Ulster appartenente al Regno Unito. Tre omicidi. I tre uomini caduti non sono “uomini normali” né “uomini civili”, sono tre rappresentanti di quello che costituisce il potere britannico in Irlanda del Nord: 2 soldati ed un poliziotto.
Unanimi le condanne verso questo atto. Da Gordon Brown – Primo Ministro inglese – a Gerry Adams – Presidente dello Sinn Fein, dal Primo Ministro Irlandese Brian Cowen, al Vicepremier nord-irlandese Martin Mc Guinness. L’attentato, infatti, ed è sotto gli occhi di tutti, è al trattato del venerdì santo, ricordandoci che in questi casi, in queste zone di conflitto, non sono gli uomini a morire bensì i simboli. Non sono dunque solo quelle tre vite ad essere state “spezzate” ma qualcosa in più. I timori vanno oltre. L’utopia potrebbe ricrearsi, rinascere. I gruppi che hanno commesso queste azioni ne hanno rivendicato la paternità e la responsabilità. Sono, appunto, Il Continuity IRA ed Il Real IRA. Sono i gruppi che non hanno mai abbandonato ufficialmente la lotta armata e non hanno mai riconosciuto gli Accordi del Venerdì Santo. A distanza di una settimana ci si interroga ancora sulle motivazioni che hanno portato a queste decisioni radicali. Quanto può contare la crisi economica in tutta questa vicenda? Le eventuali implicazioni, dei suddetti gruppi, in attività di criminalità comune. Quanto, invece, può contare l’intenzione, precedente gli omicidi, del governo inglese di inviare truppe dello Special Reconnaissance Regiment (unità d’elite specializzata nell’antiterrorismo)? Nella confusione generale il dettaglio fa la differenza. Nelle stragi, seppur di strage non possa parlarsi, c’è sempre una comunanza di interessi tra servizi segreti, nel chi fa e chi lascia fare. Uno statista a noi caro pronunciò questa sentenza. Il suo nome era Aldo Moro. C’è qualcuno, individuo e/o gruppo, che ha interesse affinché il trattato si “ridiscuta”. A questo qualcuno si può ricordare che il Regno Unito potrà solo perderci se si dovesse tornare ai vecchi, brutti, tempi dei “troubles”. Quei Troubles che videro cadere 3500 simboli. A questo qualcuno si può ricordare che Tiocfaidh ar là, il nostro giorno verrà, resta un bel grido e che forse quel giorno è già arrivato e non faccia si che da ambizione “futura” diventi un rammarico “passato”. |
|
Ultimo aggiornamento ( mercoledì 18 marzo 2009 )
|