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Botta e risposta con Raffaele Fantetti candidato Forza Italia in Irlanda per Senato PDF Stampa E-mail
Scritto da Redazione   

Raffaele Fantetti di Forza Italia in Irlanda (foto).
Raffaele Fantetti di Forza Italia in Irlanda (foto).
Rilancio di scuole e lingua italiana. Riforma consolare, appalti e commercio. Parla Raffaele Fantetti candidato al Senato di Forza Italia in rappresentanza degli Italiani residenti in Europa. Fantetti sara' presente a Dublino il 2 aprile prossimo al dibattito organizzato dalla redazione di Irlandiani. Un match contro Franco Narducci. L'incontro avra' luogo alle 19.30 nel famoso locale The Church (www.thechurch.ie) tra Mary St. e Jervis St. dove ha fatto tappa anche l'ex presidente USA Bill Clinton, un paio di anni fa. Si tratta del primo Porta a Porta in Irlanda.

Qual è la funzione di un senatore? E soprattutto quale la funzione di un senatore eletto all'estero?

«Oltre alla normale funzione legislativa pertinente a qualsiasi altro senatore della Repubblica ed alla rappresentanza politica della propria regione di provenienza, chi viene eletto all'estero ha la responsabilità addizionale di rappresentare gli interessi dei cittadini residenti nella circoscrizione estera di pertinenza. Cosa non facile perché esistono normali impedimenti dovuti alla competenza e legislazione del governo del paese ospitante gli italiani all'estero. Ma gli italiani all'estero non cercano solo facilitazioni e servizi migliorinel paese di residenza, chiedono anche un miglioramento delle condizioni dell'Italia, la loro patria. Come candidato nella Circoscrizione Europa per il Senato, nel mio programma mi impegno come prima cosa al riordino ed al rilancio all'estero delle scuole italiane e dell'insegnamento della lingua italiana. Per un italiano all'estero avere la possibilità di trasmettere la cultura del proprio paese ai propri figli è importantissimo. Dagli incontri con le comunità italiane all'estero, le richieste di una offerta maggiore di istruzione nazionale sono state le più numerose. Per questo, oltre che per mia convinzione personale, ritengo che un investimento sulla scuola sia imprescindibile in qualsiasi democrazia moderna e ho deciso di dare la massima importanza nel mio programma a questo punto.  Il secondo punto riguarda l'offerta dei servizi italiani all'estero a partire dai Consolati e dalle strutture per gli emigrati italiani come i Comites ed il CGIE ma anche l'ICE, l'ENIT e gli Istituti di Cultura. Sulla base della mia esperienza legale internazionale nel settore degli appalti, propongo di affidare a societa' del mercato privato, da selezionare mediante procedure pubbliche di concorso, tutti i servizi amministrativi di cui abbisognano gli italiani all'estero, con la sola eccezione delle pratiche "umanitarie". In questo modo si otterrebbero in una sola volta una serie di risulati positivi come: un forte snellimento dei carichi di lavoro del personale consolare, un maggiore controllo delle risorse ed un efficiente sistema di controllo-sanzione sul servizio offerto agli utenti. Non ultimo poi, si recupererebbe al settore privato un settore di mercato indebitamente e inefficientemente usurpato dal pubblico (crowding out).
Dal punto di vista degli investimenti per la promozione dell'Export (altro settore proprio della mia ventennela esperienza professionale in Italia ed all'estero) è importantissimo che si dia il giusto appoggio agli imprenditori italiani all'estero, sia per chi ha gia' investito che per coloro che vogliono intraprendere questa strada per la prima volta. Bisogna pero' tornare ad una struttura semplice e snella che segua passo passo ed aiuti il piccolo e medio imprenditore italiano all'estero, razionalizzando la selva di ministeri, istituti, camere di commercio, consorzi export, uffici degli enti locali ed altro che tuttora affollano questo settore senza un alcun collegamento tra loro. Serve poi una migliore offerta di servizi culturali e turistici che presenti meglio l'Italia agli stranieri che troppo spesso vedono gli aspetti peggiori del nostro Bel Paese. Il folle investimento voluto da Rutelli del portale internet Italia.it, costato la ancor più folle cifra di 45 milioni di Euro e fallito miseramente poco tempo dopo è un chiaro esempio di cosa non fare. Le strutture snelle e spesso finanziate dai privati -come per l'Ente del Turismo inglese- è invece un esempio da seguire. Non gravano sull'Erario e vengono gestite da professionisti, non da ministeri elefantiaci. Gli italiani all'estero sono una risorsa per l'Italia anche per la loro esperienza "al di fuori del comune". Sono pochi gli italiani che conoscono i sistemi-paese stranieri a fondo. Per questo intendo impegnarmi nel riconoscimento in Italia dell'esperienza professionale conseguita all'estero, anche nella Pubblica Amministrazione. Quale occasione migliore per sfruttare questa conoscenza in senso critico e costruttivo e prendere il meglio delle esperienze internazionali per applicarle anche in Italia. Non c'è nulla da vergognarsi a "copiare" un sistema se funziona. Faccio un esempio: in molti Paesi europei per fare il passaggio di proprietà di un'autovettura basta che il compratore compili un talloncino da mandare all'amministrazione che provvederà a registrare l'atto. In Italia bisogna recarsi da un notaio e pagare una fortuna. Perché non copiare il sistema? Lo so, in questo momento ho perso i voti dei notai…ma il Paese deve andare avanti».





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Ultimo aggiornamento ( sabato 29 marzo 2008 )
 
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