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Chiesa Irlandese: il Vescovo Martin Contro Roma PDF Stampa E-mail
Scritto da Alessandra Mudu   
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Le vittime degli abusi che alcuni esponenti del clero hanno inflitto a giovani irlandesi hanno lodato e ringraziato l'Arcivescovo  Diarmuid Martin per il coraggio con il quale ha parlato a riguardo dello scandalo pedofilia davanti agli esponenti della Chiesa Cattolica che preferiva che la questione rimanesse segreta.
 

Martin ha infatti avuto la possibilità di esprimere la sua opinione e parlare liberamente davanti al clero dopo essere stato più volte richiamato a tenere la faccenda in ambito privato.

In un discorso sul futuro della Chiesa Cattolica in Irlanda all'ordine dei Cavalieri di Columbanus, a Dublino, l'Arcivescovo ha affermato che il rapporto Murphy, sulla situazione degli abusi all'interno della diocesi è stato tardivo rispetto alla tutela dei bambini coinvolti in questa situazione.
 
Marie Collins, vittima degli abusi, ha dichiarato che solo grazie al loro coraggio nel raccontare la verità  stato possibile ottenere l'appoggio di un uomo come l'Arcivescovo che essendo interno alla gerarchia religiosa ha saputo portare in luce queste terribili rivelazioni.
 
"è una vergogna che gli altri Vescovi non si siano espressi a riguardo e il Cardinale Sean Brady non si è finora espresso, dicendo che darà notizia sulle sue dimissioni nel giorno di Pentecoste", ha affermato Collins.
 
 “La cosa più importante è che il cambiamento non può essere affidato al solo Vescovo di Dublino, è solo un uomo: occorre che per aumentare la consapevolezza di ciò che è avvenuto,  il resto del clero deve dimostrare una certa iniziativa”.
Queste le parole di Collins dopo aver ricevuto una lettera dal Santo Padre attraverso una lettera da Roma inviata ai cattolici irlandesi nel giorno di Pasqua.

Le vittime attendono ora un nuovo modo di agire da parte della Chiesa, maggiore dialogo con la comunità e una nuova e rinnovata comunità cattolica che sia differente a partire dalle personalità del clero.

Il silenzio riguardo questa questione è ormai assordante, lo stesso Arcivescovo Martin era stato fortemente scoraggiato dal rivelare i dettagli riguardanti gli abusi sui bambini, lo stesso ha però sottolineato come questo modo di occultare la vicenda rappresenti un modo per rifiutare o minimizzare la situazione.

L'Arcivescovo Martin si è inoltre detto sorpreso per il modo in cui alcuni esponenti del clero siano così esperti nel definire queste situazioni di abuso e si chiede dove fossero a questo punto, le istituzioni che guidano i seminari e come fosse possibile che tutti i coinvolti avessero taciuto a ciò che succedeva.

L'Irlanda sta attraversando una vera e propria crisi della fede, dovuta principalmente a queste vicende e i segnali più preoccupanti sono dovuti al fatto che queste non vengono affrontate con il rigore dovuto, verso gli esponenti della Chiesa Cattolica.

Marve Lewis , membro del gruppo di sostegno per le vittime degli abusi, ha dichiarato come il suo incontro con l'Arcivescovo sia stato differente dopo il suo recente incontro con Il Papa: “Martin è sempre stato un uomo coraggioso ma probabilmente le pressioni affinché la questione venga archiviata o comunque non esposta al pubblico, sono ancora forti”

Per questo motivo l'Irlanda attraversa una crisi della fede religiosa e cattolica ed è innegabile che la questione “pedofilia” abbia avuto un peso determinante in essa.

Il Vescovo Willie Walsh  ha inoltre dichiarato di appoggiare le idee e i modi di agire dell'Arcivescovo Martin, dichiarando che se fosse stato Vescovo negli anni '70, questo tentativo di nascondere gli abusi che sono stati compiuti sui minori, avrebbero sollevato una catastrofe sulla cronaca.




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Ultimo aggiornamento ( venerdì 14 maggio 2010 )
 
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