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Colorare per Tornare Bambini PDF Stampa E-mail
Scritto da Claudia Baiano   

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Dall’età di 7 anni in poi molte persone dimenticano quanto piacevole sia colorare e che piacevole sensazione dia.

È per questo che a Belfast è stato realizzato l’evento “Paint by Numbers”, cheha dato la possibilità ad adulti e piccini di riscoprire la spensieratezza di questo piccolo gesto colorato. Per ben 3 settimane un artista un grafico e un architetto  hanno creato un mega pannello per l’evento, lavorando dinanzi al pubblico che poteva ammirare il loro lavoro dalla finestra di un negozio vuoto.

I passanti hanno potuto ammirare l’evoluzione del lavoro passo dopo passo fino all’ultimo giorno in cui finalmente le porte sono state aperte e le persone sono state invitate a completare l’opera con penne, pastelli e pennarelli. Il pannello era interamente basato sul disegno di un artista locale , Miguel Martin che ha riprodotto una surreale multi-prospettiva della città di Belfast e delle sue strade, ed è stato realizzato grazie al designer e illustratore Ryan O’Reilly.

 La parte finale, che rappresentava tre le piante di tre case, ognuna con interni differenti, è stata realizzata da Eva McDermott, un’ architetto di Dublino trapiantata a Belfast per motivi di lavoro.

“il motivo che mi ha spinto ad andare a Belfast sono state le meravigliose terrazze rosse vittoriane. Provenendo da Dublino, non è stato facile ambientarsi subito a questo paesaggio urbano che è tipico della città di Belfast. Mi piace molto che ogni persona qui possieda lo stesso tipo di ingresso, anche se gli interni di ogni abitazione sono completamente differenti, come un disegno in continuo movimento. È per questo motivo che per Paint by Numbers ho realizzato queste tre planimetrie così diverse tra di loro, una visualizzione 3D a 45 gradi in modo tale che è possibile vedere l’interno delle tre case, una casa per studenti, una di una coppia e una di una famiglia.

Lavorare per una settimana in un negozio ed essere continuamente osservata dai passanti è stata un’esperienza particolare, mi muovevo in continuazione davanti la finestra, pur dandole quasi sempre le spalle. Lavoravo con passione e quindi il fatto di essere in una vetrina come il grande fratello non mi è pesato, dopo averci fatto l’abitudine. è stato piacevole anche chiacchierare ogni tanto con le persone che puntualmente bussavano alla finestra per informarsi sulla nostra iniziativa”.

L’idea del progetto è venuta per caso, come se fosse un gioco”, spiega Alice Quigley, “ma è stato bello vedere la reazione delle persone, realizzare che effettivamente tutti noi riusciamo a far emergere con i colori il bambino che è in noi”.

L’evento è stato anche simpaticamente accompagnato da sangria fatta in casa, succhi di frutta e patatine,  e tutti, dai grandi ai piccoli hanno partecipato con entusiasmo e si sono divisi i ruoli in modo naturalmente equo: i più grandi e alti coloravano le zone superiori, mentre ai più piccoli le zone in basso.

Un’iniziativa del genere non solo è terapeutica per tutte le persone di ogni età, ma permette anche alle persone di interagire tra di loro e, soprattutto di interagire con l’arte. Aspettiamo con ansia anche una versione dublinese dell’evento.





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Ultimo aggiornamento ( lunedì 16 agosto 2010 )
 
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