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Come Sarà l’Irlanda nel 2020? PDF Stampa E-mail
Scritto da Francesca Di Felice   

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Macchine volanti, cibo che fa dimagrire e robot che fanno i lavori di casa. Ecco un estratto dalla prima parte di quello che aspetta all’Irlanda nei prossimi dieci anni secondo lo scrittore Nick Webb.

La gestione della crisi economica da parte del governo avrà un grosso impatto su come sarà il Paese tra dieci anni. Se tutto va bene, le ragazze saranno più carine, la squadra di calcio continuerà a vincere e ci sarà lavoro per tutti in una Celtic Tiger versione 2.0. Se tutto va storto invece, avremo una decade di crescita stagnante e disoccupazione paralizzante. Gli auspici non sono dei migliori, anche perché non c’è un piano per uscire da questo pasticcio.

“Se torni indietro negli anni 80, c’era una grande coordianazione tra il governo, le imprese e i sistemi scolastici. C’era una visione chiara del Paese” afferma Mark Ryan, capo di Accenture. “Ora non è così. La recessione ha aperto quesiti su dove l’Irlanda voglia arrivare, che tipo di servizio pubblico debba avere e che ruolo il Paese voglia svolgere”.

Nonostante le previsioni non rosee l’umore generale della gente rimane positivo secondo Gerard O’Neill dell’Amarch Consulting. Una ricerca recente ha mostrato che c’è sempre più gente ottimista sulle prospettive a medio e lungo termine. Sembra che la popolazione irlandese arriverà inoltre ad essere 5 milioni entro il 2020. Con una crescita particolare delle persone di mezza età.

I grandi problemi strutturali dell'economia non possono essere tutti risolti nei prossimi 10 anni” mette in guardia l’economista Stephen Kinsella dell’Università di Limerick. "Credo che stia succedendo qualcosa come  durante il decennio perduto giapponese". Kinsella vede solo debolezza per la crescita dell'economia nel prossimo decennio. "Dovremo aspettare fino a quando i ragazzi di oggi entreranno nel mercato del lavoro per far crescere l'economia".

Secondo O’Neill invece è l’energia il tallone d'Achille dell’Irlanda. Secondo lui gli obiettivi attuali per le energie rinnovabili e quelle eoliche sono folli e  potrebbero lasciare il Paese "massicciamente esposto ad un rischio di approvvigionamento grave". O'Neill suggerisce il bisogno di avere obiettivi appropriati e di "un mix prudente tra le tradizionali fonti di energia e quelle rinnovabili”. Non si scarta la possibilità dell’uso del nucleare nei prossimi 20 anni.
“Sarà un decennio in cui diventeremo più interconnessi e dipendenti dai Paesi vicini. Servirà molta più  cooperazione tra la Repubblica e l’Irlanda del Nord, perché dobbiamo competere per le opportunità di una sola isola.”

Gli economisti credono anche che l'Europa avrà un ruolo molto più ampio in materia di vigilanza sull’economia dell’Irlanda.
Sembrano esserci perlopiù cattive notizie con qualche spiraglio di positività.
C’è però  anche chi non crede al paragone con il decennio perduto Giapponese, comparando invece la situazione con quello che è successo in America nel 1991.  Anche negli Stati Uniti erano previsti povertà, depressione  e recessione. Ma con l’arrivo dell’economia Bill Clinton e il boom tecnologico ciò non è avvenuto.
Gli esperti avvertono: “Tutti i dati possono puntare ad un risultato ma è sempre questione di fortuna in certi casi.”





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Ultimo aggiornamento ( lunedì 23 agosto 2010 )
 
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