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Crisi economica e Immigrazione |
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Scritto da Rosa Piccolantonio
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 Crisi economica e Immigrazione Rapida crescita economica e cambiamenti di mercato fanno incrementare l'immigrazione dai paesi poveri verso i paesi ricchi. I legami tra il Nord e l’America centrale, tra l’America latina e la Spagna, tra l’Europa centrale e orientale con l’Irlanda, o l’Asia meridionale con gli stati del Golfo, si sono rinforzati nel corso dei tempi portando imponenti flussi migratori. Ma è un processo spietato, perchè i cambiamenti economici globali chiudono velocemente la strada agli immigrati e altrettanto velocemente la riaprono, lasciando gli immigrati bloccati tra la disoccupazione del paese da cui provengono e la disoccupazione del paese in cui sono ospiti. E’ una storia vecchia come il mondo quella dell’immigrazione e dei suoi effetti. Il motivo e gli scopi dell’immigrazione sono simili in Brasile, come in Spagna e in Irlanda. La crisi economica globale è tema di accesi dibattiti politici nei paesi occidentali e gli immigrati che lavorano devono affrontarla più che evitarla. E’ importante ricordare quali sono i paesi che aderiscono agli accordi Schengen. Con gli accordi Schengen si fa riferimento a un trattato che coinvolge sia alcuni Stati membri dell'Unione europea sia stati terzi. Gli accordi, inizialmente nati al di fuori della normativa UE, ne divennero parte con il Trattato di Amsterdam, e vennero integrati nel Trattato sull'Unione europea (meglio noto come Trattato di Maastricht). Gli stati membri che non fanno parte dell'"area Schengen" sono il Regno Unito e l'Irlanda. Il Regno Unito e la Repubblica d'Irlanda non hanno aderito al Trattato di Schengen perché hanno diverse leggi sull’immigrazione che sono molto più permissive rispetto all’Europa e inoltre chi controlla i passaporti non è la polizia ma personale civile con poteri limitati. (da wikipedia.org). Il numero degli immigrati comunque sta scendendo anche in Irlanda, come nel Regno Unito e in Spagna e nell’ultimo anno il livello di disoccupazione della popolazione immigrata è quasi raddoppiato in questi paesi. In conseguenza dell'aumento del tasso di disoccupazione dei lavoratori immigrati e dell'inasprimento delle politiche migratorie, sta diminuendo l'afflusso di lavoratori immigrati. Le crisi spesso sfociano in malcontenti generali che pussono spingere, erroneamente, ad “incolpare” gli immigrati della crisi stessa, ma fortunatamente l’esperienza insegna che non è così. Analisti del settore stanno discutendo sul periodo a cui stiamo assistendo e ci si chiede se ci saranno ulteriori retromarcia nei propri paesi da parte di molti immigrati ma in ogni caso è troppo presto per poterlo dire.
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