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Crisi finanziaria in Irlanda: la Grecia fa di nuovo paura |
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Scritto da Eleonora Modesti
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 Crisi finanziaria in Irlanda Ultimatum dell’Unione europea alla Grecia: o il parlamento ellenico approva subito il nuovo programma di austerity, oppure dall’Europa e dal Fondo monetario internazionale non arriverà più un euro. La stress finanziario resta quindi elevato. Il secondo piano di salvataggio della Grecia (servono almeno 70 miliardi di euro per coprire il buco del 2012-13) rimane avvolto nella nebbia più fitta. Il 23-24 giugno il Consiglio europeo, si riunirà per cercare di fare qualcosa. Un percorso pieno di ostacoli, tra chi si oppone a qualsiasi ristrutturazione del debito, come la Bce, e chi propugna una ristrutturazione ''soft'', come la Germania, uno sbocco che potrebbe allargare il contagio a Portogallo e Irlanda. Il mercato sembra essersi concentrato interamente su Grecia, Portogallo e Irlanda con il rischio però che se salta la prima, vanno in default o in ristrutturazione anche Lisbona e Dublino. E potrebbe entrare in difficoltà anche la Spagna, la più esposta verso il Portogallo. Tuttavia c’è ancora qualcuno che cerca di dare una visione meno pessimistica e più confortante. Si legge infatti negli aggiornamenti del Fiscal Monitor del Fondo Monetario Internazionale che le attività di consolidamento fiscale “stanno procedendo a un passo generalmente appropriato in molte economie avanzate, sostenute da una ripresa delle attività e degli introiti”. Si precisa che “un aumento del rischio in Grecia, Irlanda e Portogallo sottolinea la necessità di applicare i programmi di aggiustamento e sviluppare un approccio organico e adeguato alla crisi nell’Eurozona”. In molte economie avanzate, spiega il documento, “gli aggiustamenti fiscali sono in corso e stanno contribuendo a limitare in modo graduale la crescita del rapporto debito-Pil”. Dal canto suo l’Irlanda attraverso le parole del ministro delle finanze ci tiene a far sapere la propria opinione.“Si deve proseguire senza esitazioni, gli accordi che sono stati raggiunti devono essere ratificati dal parlamento greco – ha detto il ministro delle Finanze irlandese Michael Noonan – È un processo normale, non bisogna ritardarlo. Sarebbe opportuno chiuderlo entro l’inizio di luglio.”
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