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Dalle Unioni Civili al Matrimonio: la Comunità Gay Marcia Per i Diritti Negati |
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Scritto da Daniele Catena
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All’inizio di agosto l’Irlanda ha visto compiere un grande passo avanti per la questione dell’uguaglianza civile. Il Parlamento a votato con la quasi unanimità la legge che legalizza le unioni tra persone dello stesso sesso. La comunità LGBT, che aveva da pochi giorni sfilato in strada durante il Gay Pride, è stata soddisfatta di questa vittoria, ma non si è fermata nel lungo percorso della battaglia civile. Con il motto “Non accontentarti delle mezze misure! Marcia per il Matrimonio!”, l’associazione LGBTnoise ha indetto una nuova manifestazione per il 22 agosto davanti la City Hall di Dublino. Le unioni civili escludono la comunità LGBT da alcuni dei più fondamentali diritti dell’umanità facendo della comunità una categoria di seconda classe. Queste unioni non concedono una reale uguaglianza alle persone gay e lesbiche. “Uno dei più oltraggiosi aspetti della strutturazione delle unioni civili è la completa mancanza di qualsiasi diritto per i genitori LGBT ed i loro figli”, spiega il portavoce dell’associazione LGBTnoise. “Non offe nessuna possibilità per i genitori di creare un legame giuridico protetto affinché i genitori ed i figli possano essere tutelati”. Questa mancanza di normative nega ai figli di genitori gay la possibilità di essere sicuri nelle braccia dei loro dei genitori, oltre che negare qualsiasi tipo di diritto legato alle decisioni che riguardano l’aspetto dell’educazione e quello medico. “I genitori verranno tassati come coppie ma verrà negata a loro la possibilità di avere dei diritti come genitori, e quindi come coppia”, continua a spiegare il portavoce. “Nel tragico evento che il parente biologico muoia, il bambino potrebbe essere anche portato via dall’altra mamma o papà”. Il gruppo LGBTnoise crede che anche se le unioni civili offrano parte dei diritti matrimoniali, continuerebbero ad esistere discriminazioni dovute alla creazione di un sistema giudiziario creato appositamente per le persone gay, con la conseguente mancanza di uguaglianza. Il gruppo conclude dicendo che “LGBTnoise chiede una fine immediata a questa sorta di apartheid e chiede al governo Irlandese di aprirsi alla questione dei matrimoni civili per tutti i cittadini come è già avvenuto in Spagna, Svezia, Olanda, Canada, Argentina, Portogallo, nepal, Messico, Islanda, Norvegia e Belgio”.
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Ultimo aggiornamento ( mercoledì 11 agosto 2010 )
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