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Scritto da di Lorena Fanunza
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 Lorena Fanunza Finalmente dopo tanto tempo il momento è arrivato. Il tono ufficiale e serioso del presidente di commissione rimbomba in un centro congressi gremito di persone: "Con i poteri conferitomi dal rettore vi dichiaro dottori in Scienze della Comunicazione". Una proclamazione emozionante che segna la fine di un percorso durato cinque anni, vissuto con gioia, preoccupazione, interesse, ansia e curiosità. Ho pensato tante volte nell'arco di questo periodo a come sarebbe stato, a quale domanda mi avrebbe potuto porre il correlatore, a quanto sarebbe durata l'esposizione della mia tesi, a cosa sarebbe successo se il panico avesse vinto sul mio autocontrollo. Tutte questioni autorefenzialmente interessanti che mi hanno impedito però di passare al capitolo successivo e chiedermi: "E poi…cosa faccio?" Appena laureati la sensazione è quella di avere di fronte un orizzonte pulito, libero da ostacoli che occultano la visuale. Tutti i percorsi sembrano percorribili ora che il primo traguardo è stato raggiunto. Bisogna solo scegliere e iniziare a camminare. Ma non appena il momento di gloria inizia a farsi ricordo la realtà e le sue verità fanno capolino. L'Italia è un paese con un'economia che non cresce, i giovani possono affrontare lunghi periodi di precariato e in più i laureati in Scienze della Comunicazione sono tanti e la concorrenza è agguerrita. Per avere una visione più ampia inizio così a monitorare gli annunci di lavoro e tengo sotto controllo le offerte di stage proposte dall'università e subito mi rendo conto che per intraprendere la mia carriera di "comunicatrice" ho bisogno innanzitutto di un inglese "very fluent". E' vero l'ho studiato a scuola, all'università e da circa un anno seguo un corso privato a Roma, ma non basta. Per imparare davvero una lingua bisogna viverla. E così mentre questi pensieri circondano il mio limbo da neolaureata arriva una fantastica sorpresa: i miei amici hanno deciso di regalare a me e al mio ragazzo (neodottore anche lui) un fine settimana a Dublino. Con la città verde è amore a prima vista. Rimango immediatamente affascinata dalla bellezza e dalla cura con cui vengono tenuti i parchi, dal Trinity College, dalle chiese in stile romanico e gotico e dalle case georgiane con le porte coloratissime. E poi la gente… altro che popolo nordico! I dublinesi ci chiedono se abbiamo bisogno di aiuto non appena apriamo la mappa della città, sorseggiano con noi una Guinness a Temple Bar e parlano più lentamente nel momento in cui intuiscono che siamo stranieri. Questo piccolo viaggio mi illumina la mente: voglio tornare il prima possibile a Dublino per imparare l'inglese. Il mio ragazzo è assolutamente d'accordo: "Ci siamo appena laureati, se non lo facciamo adesso non lo facciamo più". Tornati a casa iniziamo immediatamente a raccogliere informazioni per la partenza. La prima tappa è l'ambasciata irlandese a Roma dove ci vengono fornite dritte utili per la ricerca dell'alloggio e del lavoro, poi iniziamo a navigare in Internet per individuare siti che riguardino Dublino. Ci imbattiamo così in "Irlandiani.com" un portale dedicato agli Italiani in Irlanda. Ci sono articoli sugli eventi in svolgimento nell'isola del trifoglio, avvenimenti relativi alla comunità italiana e un forum fornitissimo di annunci e consigli utili per "sopravvivere" a Dublino. Tra una pagina e l'altra leggo un articolo di Silvia Saccomanno, una redattrice di Irlandiani che racconta in un diario di bordo la sua avventura a Dublino. Silvia è lì grazie ad una borsa Erasmus Placement ottenuta tramite uno stage nella redazione di Irlandiani e per giunta anche lei studia Scienze della Comunicazione. Perché non tentare anche noi? Ci mettiamo subito in contatto con Francesco Dominoni, il direttore di Irlandiani e chiediamo se anche noi possiamo ottenere uno stage in redazione, convenzionato con La Sapienza, la nostra università. A pochi giorni la risposta. Il direttore è felice di accoglierci, dobbiamo solo inviare un articolo di prova in cui raccontiamo perché vogliamo intraprendere questa esperienza. Ora l'articolo lo state leggendo, il biglietto per Dublino è stato acquistato… che l'avventura abbia inizio!!
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