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Dublino: Nanotecnologie Italia ed Irlanda sempre piu' vicine PDF Stampa E-mail
Scritto da Francesco Dominoni   

John Boland, Pietro Busnardo e Adriele Prina-Mello (Foto).
John Boland, Pietro Busnardo e Adriele Prina-Mello (Foto).
In Irlanda il boom economico ha dato investimenti nella ricerca scientifica universitaria. Oggi 7 giugno, per tutto il giorno presso il Trinity College di Dublino si e' svolto un seminario italo-irlandese sulle nanotecnologie. Un'evento organizzato dal Centre for Research on Adaptive Nanostructures and Nanodevices (CRANN), l'Istituto del Commercio Estero e l'Ambasciata d'Italia. L'evento costituisce un appuntamento importante della ricerca scientifica tra Italia ed Irlanda. Tra i presenti l'Ambasciatore Savoia, Andrea Maccanico responsabile dell'Istituto del Commercio, il professor Ian Robertson direttore del centro di ricerche dell'ateneo dublinese, il professor John Boland direttore del CRANN, Pietro Busnardo direttore esecutivo del CIVEN di Venezia, Salvatore Timpanaro ASTER Scientific Advisor, Gerard Fenner  EI Industrial Technologies Unit, Antonietta Rizzo NANOFABER Executive Manager e il ricercatore Adriele Prina-Mello.
John Boland, direttore del CRANN ha dato un'illustrazione delle strategie di sviluppo delle nanotecnologie in Irlanda. «Il boom economico irlandese ha

giovato l'universita'. Grazie alle aziende americane che si sono insediate qui abbiamo avuto fondi per investire nella ricerca. E'importante compiere progetti sinergici e coordinati fra loro senza dispendio di denaro, energie e tempo» spiega il professor John Boland. «In Italia stiamo rivedendo i programmi di alcuni Masters nelle nanotecnologie. L'Irlanda ha una situazione favorevole grazie alle multinazionali. L'Italia necessita di maggiore stabilita' politica ed economica per garantire gli investimenti nella ricerca universitaria» continua Pietro Busnardo. «Quello che ci auguriamo e' ripetere questo incontro a cadenza annuale» dice Andrea Maccanico. «Penso che l'incontro sia ben riuscito. Lo scopo era di incontrarsi ed iniziare a dialogare» aggiunge Adriele Prina-Mello. Il dialogo nel tardo pomeriggio e' continuato presso l'Istituto Italiano di Cultura davanti ad un rinfresco.


Grazie a questi progetti Paolo Rapposelli e' arrivato in Irlanda con uno stage. Ora lavora all'INTEL.

Paolo Rapposelli lavora in INTEL
Paolo Rapposelli lavora in INTEL
Le cose all'estero funzionano. C'e' maggiore collaborazione tra impresa ed universita'. Un esempio? Paolo Rapposelli, originario di Montebelluna, provincia di Treviso, fa un Master presso il Coordinamento Interuniversitario Veneto per le Nanotecnologie di Venezia. Poi fa le valige e prende l'aereo. Lo stage lo fa in Irlanda presso l'INTEL la multinazionale americana dei microprocessori che vicino a Dublino impiega cinquemila persone. Si tratta del piu' grande centro INTEL fuori dagli Stati Uniti. Ora, oltre a lavorare a tempo indeterminato all'INTEL collabora con il Centre for Research on Adaptive Nanostructures and Nanodevices del Trinity College di Dublino. «Circa due anni fa sono arrivato in Irlanda e da allora non mi sono piu' mosso. Il Master in nanotecnologie ha funzionato grazie alla collaborazione tra progetti coordinati tra Italia e Irlanda: CRANN e CIVEN» spiega il veneto Paolo Rapposelli.





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Ultimo aggiornamento ( giovedì 07 giugno 2007 )
 
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