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Dublino: dopo gli scioperi delle scorse settimane il Governo ed i sindacati trovano un accordo PDF Stampa E-mail
Scritto da Francesca Pedone   
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Accordi tra Governo e sindacati
I leader dei sindacati ed i funzionari del Governo hanno ripreso i colloqui modificando il piano proposto da quest'ultimo di tagliare gli stipendi dei funzionari pubblici: la nuova proposta prevede di non retribuire 12 giorni lavorativi, ovvero effettuare un congedo momentaneo per i lavoratori del settore. Questa è la prima fase dell'accordo: la seconda riguarda un programma globale di trasformazione del servizio pubblico a partire dal 2011. 
Il Presidente del Consiglio Brian Cowen ed il Ministro delle Finanze Brian Lenihan hanno incontrato i leader dei sindacati nella giornata di ieri e Cowen ha poi informato tutti i Ministri sui dettagli della discussione.
In cambio i sindacati hanno revocato lo sciopero previsto per domani. Tale decisione è stata accolta poi dal Primo Ministro, il quale crede che i primi progressi potrebbero essere tangibili già ai colloqui dei prossimi giorni. 
Secondo un gruppo di lavoratori dell'IBEC però, il compromesso tra Governo e sindacati sul taglio 1,3 miliardi di euro per pagare il conto pubblico però sarebbe "privo di ogni credibilità".
Anche iIl vice leader della finanza Richard Bruton ha descritto l'operazione come la peggiore soluzione possibile: "E' una farsa. Hanno avuto la possibilità di attuare un reale cambiamento e potevano ridurre dei costi nel settore pubblico, ma con questo accordo il Governo è scappato dalle proprie responsabilità".
Tuttavia, il leader del Partito laburista Eamon Gilmore ha accolto con favore questo progetto: "Abbiamo atteso le trattative tra Governo e sindacati per più di un mese, con questa soluzione possiamo ridurre la bolletta del debito senza tagliare la paga base dei funzionari pubblici".
Il progetto viene visto in modo positivo da alcuni ed in modo negativo da altri, ma i sindacati si ritengono soddisfatti essendo riusciti a convincere il Governo che i risparmi possono essere generati senza tagliare gli stipendi, senza licenziare e senza modificare i piani pensionistici.




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Ultimo aggiornamento ( mercoledì 02 dicembre 2009 )
 
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