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Dublino: gli autobus non vanno |
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Scritto da Matteo Dalle Mule
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 Dublino: gli autobus non vanno Una città come Dublino può vivere senza una metropolitana vera e propria (anche se ne esiste un surrogato, ovvero la luas), ma non può di certo sopravvivere senza una efficiente rete di autobus. Il guaio è che stavolta i Dublinesi non primeggiano in tale ambito. E sì, finalmente una piccola falla nel sistema irlandese, che eccelle in molti fronti, soprattutto per quanto concerne i servizi pubblici alla cittadinanza, è stata scovata. A dire il vero si tratta solo di una piccola cricca, ma tanto basta per rinvigorire un pò di sano patriottismo italiano. Anzi, a pensarci bene lo stesso problema ce l'abbiamo pure noi in Italia, probabilmente con un ordine di grandezza superiore; a dirla tutta, ad essere sinceri, non abbiamo molta voce in capitolo su questo argomento, dato che nella nostra penisola spesso l'arrivo di un autobus è strettamente collegato al ritardo accumulato dal mezzo precendente, per non parlare delle condizioni del nostro traffico cittadino... Poco importa: se a Dublino sono bravi a consegnare la posta rapidamente, veloci nelle faccende burocratiche, rapidi nel rimettere in sesto una strada, ebbene, non possono permettersi di avere gli autobus frequentemente in ritardo. Nossignore, o si è maestri in tutto o niente! E quindi quando un irlandese intavola il discorso del traffico automobilistico, affermando che secondo lui quello italiano è caotico (e ha perfettamenente ragione!), un pò lo sguardo lo deve abbassare, eh si, perchè la coscienza stavolta non ce l'ha così linda. Tuttavia l'aplomb del Dublinese medio è da ammirare, perchè a differenza di noi italiani, egli non si inalbera quando comprende che l'autobus che gli è appena sfrecciato davanti alla fermata, ormai è andato e deve aspettare almeno 20 minuti per il successivo, ma attende pazientemente in coda, rigorosamente in fila. Forse gli conviene essere paziente e calmo, perchè sa bene che il tragitto nel mezzo di trasposto che sta per prendere è un ottimo allenamento per le coronarie e un test di resistenza allo stress da ansia. E' conscio infatti della schizofrenia del bus driver, che appena sale nel suo veicolo multiposto, bimarce, trazione posteriore e vista panoramica nella parte superiore dell'abitacolo, si trasforma in un provetto tester dei limiti su strada del mezzo di locomozione. Pertanto con perfetta nonchalance,l'irlendese in attesa del suo giro in giostra, si apre il suo giornale, fa finta di leggere due articoli e si guarda attorno. Certo, vedere gli autobus che con gli specchietti sfiorano i ciclisti non è che infonda un senso di sicurezza mentre si aspetta alla fermata,però il fatto che facciano spesso curve su due ruote per guadagnare quei pochi secondi utili prima dello stop della fermata, forse non va troppo biasimato. Forse è la soluzione che adottano per cercare di arginare il problema del loro ritardo. Se ci credono, lasciamoli fare, intanto mi incammino a piedi.
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Ultimo aggiornamento ( martedì 21 ottobre 2008 )
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