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Dublino: in centoventi al primo confronto elettorale tra Destra e Sinistra PDF Stampa E-mail
Scritto da Silvia Saccomanno   

DUBLINO Sala gremita al Porta a Porta tra Destra e Sinistra (foto).
DUBLINO Sala gremita al Porta a Porta tra Destra e Sinistra (foto).
VIDEO Una serata fascinosa e ricca di emozioni. GALLERIA FOTO. Il 2 Aprile al The Church di Dublino si è svolto il primo dibattito politico dedicato esclusivamente agli italiani all’estero. In vista delle prossime elezioni in Italia, Raffaele Fantetti e Franco Narducci hanno presentato i programmi dei rispettivi partiti davanti ad un unico microfono che, condiviso, amplificava le loro parole nella stanza e le faceva volare dirette ai cuori dei rispettivi schieramenti. Qualche indeciso, sicuramente, avrà approfittato dell’evento per chiarirsi le idee o magari, per avere la conferma che la politica è sempre e comunque un grande punto di domanda. A confrontarsi sono destra e sinistra; Fantetti, Candidato al Senato per il Popolo della Liberta' nella ripartizione Europa e Narducci, Candidato Capolista del Partito Democratico alla Camera dei Deputati nella Ripartizione Europa. Tra di loro, come moderatore cauto e attento della serata, Angelo Bottone, giovane docente universitario all’Ucd. L’atmosfera è piacevole e rilassata, il pubblico si serve da bere, si siede e aspetta. Il primo intervento, dopo l’introduzione del presentatore della serata, è quello dell’Ambasciatore Lucio Alberto Savoia che
L'Ambasciatore Savoia con Raffaele Fantetti candidato del PDL (foto).
L'Ambasciatore Savoia con Raffaele Fantetti candidato del PDL (foto).
ufficializza l’incontro fungendo da collante tra l’Italia e la nuova patria dei residenti all’estero cui è rivolto l’evento. Il secondo in ordine è il Senatore Irlandese Ronan Mullen che decide di aprire il discorso in Gaelico. Il suo umorismo rallegra la sala che esplode in piccole risate mentre lui prosegue, con il suo simpatico accento italiano, a parlare di politica. Il detto che riporta a proposito fa sorridere anche i due Candidati. “Certe volte è meglio rimanere in silenzio e dare l’impressione di essere sciocchi che aprire bocca e confermare questa ipotesi”. Il Senatore scherza, ma sottolinea, ridendo, che in Italia forse ci sono troppi passaggi di Governo. Il tema, delicato e importante, viene ripreso in seguito da Narducci che, parlando della famosa legge “Porcellum”, spiega come il sistema elettorale attuale non consenta al nostro Paese la governabilità necessaria. Fantetti non è d’accordo. Secondo lui c’era modo e tempo per fare le giuste riforme, ma il Governo appena caduto non ne è stato capace. Il dibattito si accende e tocca temi e problematiche varie. Il pubblico non si lascia sfuggire una parola ed è piacevole constatare la presenza di giovani. Ragazzi e ragazze seduti sugli sgabelli in fondo che partecipano attenti all’evento. I loro volti sono pieni di delusione, gli occhi pieni di domande e le bocche pronte ad aprirsi quasi per intervenire, per controbattere ai fatti raccontati. Il solo fatto di essere in
L'Ambasciatore Savoia con l'Onorevole Franco Narducci candidato del PD (foto).
L'Ambasciatore Savoia con l'Onorevole Franco Narducci candidato del PD (foto).
quella sala dalle luci soffuse, però, conferma la speranza in un futuro migliore; la voglia e la pazienza di capire e di ascoltare proposte, interventi, opinioni.
E i due Candidati in questo sono ammirevoli. Entrambi pacati ed esaurienti cercano di spiegarsi al meglio, evitando paroloni incomprensibili o inutili attacchi all’altro schieramento. Del resto Narducci e Fantetti corrono per due obiettivi diversi. Il primo per la Camera e il secondo per il Senato. Il loro scopo, più che altro, è quello di convincere a livello personale. I Candidati nella ripartizione Europa, infatti, sono gli unici a poter essere scelti realmente dal popolo. In tutti gli altri casi è il partito stesso a scegliere il suo rappresentante e gli elettori si limitano a votare le idee e le iniziative del “gruppo”, non del singolo. Fantetti punta molto sul singolo, sulla meritocrazia che manca in Italia e che invece dovrebbe essere alla base di un sistema competitivo. Narducci concorda, ma è convinto che non si possa parlare di meritocrazia senza prima parlare di libero accesso a tutti. “Fosse per me abolirei i concorsi”, sostiene il rappresentante del PD. “In Svizzera, nei centri di ricerca, le persone vengono selezionate dopo numerosi colloqui e un periodo di prova di diversi mesi. In Italia esistono ancora i baronati, non c’è ricambio generazionale e le persone vanno avanti per raccomandazione”, prosegue Narducci. Quando la parola torna a Fantetti il discorso si proietta sui Sindacati. “I giovani sono convinti che i Sindacati possano aiutarli, ma non capiscono che i Sindacati servono solo per proteggere chi già appartiene all’Ordine e
Fantetti Bottone e Narducci (foto).
Fantetti Bottone e Narducci (foto).
non certo chi deve ancora entrare”. Narducci ricorda a proposito di non demonizzare queste strutture perché senza la loro presenza molte persone oggi sarebbero alla fame. E il confronto prosegue; interessante e stimolante. Poi arrivano anche le domande del pubblico e inizia la piccola processione di appassionati o semplici curiosi che arriva ad impossessarsi del microfono per far valere le proprie ragioni. Chi propone, chi critica, chi chiede conoscendo già la risposta e chi ha voglia di conoscere realmente perché non sa. Con le domande, mirate e specifiche, la conversazione si focalizza ancor di più sugli italiani all’estero. C’è chi chiede perché bisognerebbe tornare in Italia e se i titoli acquisiti all’estero verranno poi riconosciuti nel proprio Paese; chi vuole sapere come funziona la sanità all’estero, chi chiede un’antenna della Rai anche in Irlanda. Tante domande e tante risposte; alcune concordanti tra i due, altre no. Bella serata al The Church, belle persone in un confronto interessante e soprattutto tanti giovani, il futuro del Paese, ad interessarsi alla politica; agli ingranaggi che si muovono sopra di noi. Spesso quando se ne parla al bar, tante cose sembrano semplici, banali; poi si sta seduti a pochi metri da un politico importante e si capisce quali e di che entità siano le problematiche da risolvere. Ci vogliono capacità, costanza, impegno ed idee. La cosa sorprendente è che a volte la verità non sta da nessuna parte, ma solo il fatto di parlarne significa prendere coscienza e assumersi responsabilità, mettersi in gioco e tentare. A nome della Redazione di Irlandiani, un caloroso “in bocca al lupo” ad entrambi i Candidati; “in bocca al lupo” che, in fondo, va anche a noi stessi.

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Ultimo aggiornamento ( giovedì 03 aprile 2008 )
 
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