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Dublino: la comunita' palestinese chiede il ritiro dai Territori Occupati |
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Scritto da Fabio Strufaldi
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 Si e’ svolta ieri in O’Connell Street una manifestazione promossa dalla Comunità Palestinese e dall’associazione IPSC nel quarantennale della Guerra dei Sei Giorni che si concluse con l’occupazione dei Territori da parte di Israele. I leader palestinesi presenti hanno ricordato l’illegittimita’ dell’occupazione e l’applicazione delle risoluzioni ONU che richiedono il ritiro delle forze israeliane. Hanno rivendicato il diritto dei palestinesi all’indipendenza e criticato il governo di Gerusalemme per la loro strategia politica e militare che ne schiaccia i diritti umani. Al termine della manifestazione, finalizzata ad ottenere supporto nella lotta dei diritti palestinesi, e’stata lanciata una campagna di boicottaggio dei prodotti israeliani.
Il 10 giugno del 1967 si concludeva la Guerra dei Sei Giorni al termine della quale Israele spazzava via le forze armate di Egitto, Giordania, Libano e Siria e occupava la Striscia di Gaza, la Cisgiordania (assieme la penisola del Sinai e le alture del Golan). La storia sarebbe cambiata per sempre. I Territori Occupati diventano lo scenario di una delle questioni geopolitiche piu’ delicate e annose di tutto il globo. A quaranta anni di distanza la situazione non si e’ evoluta e il processo di pace si interrotto piu’ volte. Dr. Nasser, leader della Comunita palestinese in Irlanda, dopo aver ricordato la condizione di oppressione in cui vivono gli abitanti dei Territori, punta il dito sulla mancata applicazione delle risoluzioni ONU (238 e 194) che impongono il ritiro degli israeliani. Inoltre dice che per indirizzarsi verso il processo di pace bisogna ripartire dall’accordo di Oslo del 1993 (siglato fra Rabin e Arafat), interrotto bruscamente a causa dell’assassinio del premier israeliano da parte di un fanatico connazionale. Uno dei nodi cruciali della questione, ha ricordato Nasser, e’ il ritorno a casa dei rifugiati e la presenza di circa 500mila coloni israeliani che vivono negli insediamenti in Cisgiordania. Alla mia domanda circa le preoccupazioni che il partito di maggioranza Hamas rapresenta per il processo di pace (ricordiamo che Hamas no riconosce lo stato di Israele) risponde “tale voto e’ stata la conseguenza della politica militare e violenta di Israele nei nostri confronti”. Dr. Said Jamal, direttore di Center for Global Consciousness, rivendica il diritto all’indipendenza della Palestina e sostiene che lo stato di Israele si e’ fondato sulla distruzione della popolazione Palestinese. “Quella che e’ definita guerra di Indipendenza e’ soltanto l’inizio della conquista di territori legittimamente appartenti al nostro poplo”. Invoca la fine del sanguinoso regime che definisce di “apartheid” e rivendica il diritto degli oltre 4 milioni di rifugiati al ritorno. Come forma di protesta contro l’occupazione lancia la campagna di boicottaggio dei prodotti provenienti da Israele. La manifestazione ha ospitato inoltre l’intervento di Ireland Palestine Soldarity Campaign, associazione costituita nel 2001 da un gruppo di attivisti per i diritti umani, accademici e giornalisti che ha lo scopo di rafforzare le relazioni con i palestinesi che vivono in Irlanda e dare voce alle loro istanze. Infine e’ intervenuta l’attrice, regista e musicista Margaretta D’Arcy, da anni impegnata nel promuovere la partecipazione delle donne ai processi democratici e di pace nelle aree calde del globo. Di ritorno dalla Cisgiordania, D’Arcy ha ricordato come la strada per la pace e’ costruibile attraverso un rafforzamento del ruolo delle donne, che in Palestina, a causa delle condizioni di oppressione a cui sono costrette, non hanno possibilita di studiare ed emergere. Fabio Strufaldi |
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Ultimo aggiornamento ( domenica 10 giugno 2007 )
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