Home arrow Notizie arrow Dublino: nonostante la crisi economica continuano le code ai bancomat
Dublino: nonostante la crisi economica continuano le code ai bancomat PDF Stampa E-mail
Scritto da Carla Ferltrin   
Coda al bancomat in Upper Liffey Street nel cuore di Dublino
Coda al bancomat in Upper Liffey Street nel cuore di Dublino
L'effetto saldi in Irlanda fa decollare i consumi. Code agli sportelli bancomat anche con la crisi economica. A Dublino, come in numerose altre città irlandesi, continuano le file per ritirare i soldi per i saldi. A Howth, nella penisola a nord della capitale celtica, gli affari vanno a gonfie vele. Bar e pub lavorano. Parola di ristoratore. «Nonostante l'ultimo week-end festivo abbiamo lavorato bene. Di solito è il contrario. La gente vuole uscire e ha voglia di spendere. Il brutto tempo ha relegato in casa ma ora c'è la voglia di dare aria al proprio portafoglio» spiega Graziano titolare del Caffè Panorama. Punto di riferimento dei «locals» che batte bandiera italiana. Sabato e Domenica la cittadina di Howth ha registrato il pienone. Parte lo si deve al tempo. «Il sole ha giocato a nostro favore» conclude Graziano. «Mi sento più irlandese degli irlandesi» continua Gabriele Zanella veneto di nascita (Segusino, provincia di Treviso) e celtico di adozione. Gabriele vive e lavora nello stesso caffè. «Certo oggi trovare lavoro è più difficile che ieri. L'importante è avere una buona padronanza dell'inglese e con un pizzico di fortuna si trova ancora un'occupazione. Per gli italiani che desiderano trasferirsi in Irlanda consiglio di iscriversi ad un buon corso di inglese a Dublino prima di cercare lavoro» dice Zanella. Le code ai bancomant: segnale di ripresa? Forse sì anche se i media irlandesi continuano a predicare la crisi in tutte le salse. Televisione e giornali non cessano di mettere il dito nella piaga nel teatrino della politica celtica. I Verdi si riuniscono a Malahide per un ritiro «spirituale» e comunicano la loro decisione di rimanere nel governo Cowen fino alle prossime elezioni di marzo. Intanto le grandi manovre di politica economica attendono i  dopo elezione. In calo il turismo. Che scende ai minimi storici del 1998. Uno schiaffo non da poco visto l'apertura del nuovo terminal dell'aereoporto di Dublino. Intanto continua l'esodo in massa degli irlandesi verso «le terre promesse» di Nuova Zelanda, Australia, Stati Uniti e Regno Unito. La Tigre Celtica rimane un ricordo.




Salva articolo su SalvaSiti.com!Segnala su Segnalo.com!Segnala su OK Notizie!Digg!Reddit!Del.icio.us!Google!Live!Technorati!Furl!Yahoo!Ma.gnolia!
Ultimo aggiornamento ( martedì 11 gennaio 2011 )
 
< Prec.   Pros. >
http://irlandiani.lnk.taxback.com