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Economia Irlandese: 120.000 Persone Lasceranno l’Isola di Smeraldo a Causa Della Disoccupazione PDF Stampa E-mail
Scritto da Federica Boscardin   

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Secondo un sondaggio recentemente pubblicato dall’Economic and Social Research Institute (ESRI), più di 120.000 persone, ovvero 5.000 persone al mese, lasceranno l’Isola di Smeraldo entro la fine del 2011 per scappare dalla disoccupazione che attanaglia l’Irlanda ormai da molti mesi.

In altre parole, l’equivalente della popolazione della cittadina di Cork lascerà l’isola nei prossimi 18 mesi.

I dati pubblicato nel sondaggio mostrano un aumento di circa 20.000 unità rispetto all’ultima ricerca, effettuata non meno di tre mesi fa.

Jean Goggin, coautore del sondaggio, ha dichiarato: «Questi numeri sono abbastanza significativi: secondo alcune stime circa 70.000 persone lasceranno l’Irlanda entro la fine del 2010 e altre 50.000 nel 2011».

A differenza di quanto accaduto nell’anno passato, la maggior parte delle persone che abbandoneranno l’Isola di Smeraldo saranno proprio irlandesi. Molti lavoratori stranieri, infatti, hanno già lasciato l’isola nel momento in cui è scomparso il lavoro per cui erano emigrati.

«Nel biennio 2008/2009 il numero di impiegati non irlandesi è diminuito di 87.500 unità» sottolineano i dati del sondaggio. «La più grande variazione si è però verificata nel numero di lavoratori stranieri ancora presenti in Irlanda, diminuito di 60.200 persone, ovvero del 12%».

«È molto difficile prevedere come gli impiegati irlandesi reagiranno a questa situazione,» ha dichiarato il ricercatore Alan Barrett. «ma alcuni dati come l’aumento delle richieste per i visto verso l’Australia non possono di certo essere ignorati».

L’ ESRI ha stimato che il numero delle occupazioni presenti nell’economia irlandese dovrebbe stabilizzarsi intorno a 1,85 milioni tra quest’anno e il prossimo, sottolineando che la forza lavoro dovrebbe aumentare fino a raggiungere le 140.000 unità.

Se le previsioni per quanto riguarda l’emigrazione sono corrette, allora  la disoccupazione dovrebbe aumentare di 20.000 unità, mantenendo il tasso di disoccupati intorno al 13%.

«Il livello di disoccupazione potrebbe diminuire nel 2011, ma solo a causa di questa massiva emigrazione» ha dichiarato Michael Noonan, portavoce del Fine Gael per quanto riguarda economia e finanza.

«Nei prossimi due anni non si verificherà nessuna creazione di posti di lavoro, dal momento che il livello di occupazione non dovrebbe subire grosse variazioni. Il sondaggio realizzato dall’ESRI dovrebbe far suonare un piccolo campanello d’allarme ai piani alti del Governo».

La previsione generale dell’ESRI afferma che l’economia rimarrà piuttosto ferma quest’anno, con la produzione in aumento solamente dello 0,25%, e il reddito nazionale in diminuzione di un ulteriore 0,5%, dopo il collasso catastrofico del 10,7% dello scorso anno.

Sempre secondo il sondaggio pubblicato dall’ESRI, in Irlanda sarebbe necessaria una manovra finanziaria abbastanza dura, visto lo stato delle finanze pubbliche, sebbene ci si stia anche interrogando sull’eventuale introduzione di una misura di austerity, come già avvenuto nel Regno Unito e in Germania.

Fonti vicine al Governo affermano però che nessuna decisione è stata ancora presa in maniera definitiva.





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Ultimo aggiornamento ( mercoledì 21 luglio 2010 )
 
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