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Economia Irlandese: L'IBEC annuncia la ripresa PDF Stampa E-mail
Scritto da Alessandra Mudu   

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Il gruppo industriale IBEC, Irish Business and employers confederation, ha dichiarato che l'economia irlandese ha iniziato un percorso di risalita dopo la lunga fase di recessione.

Deve tuttavia essere mantenuta una certa calma sulla questione soprattutto nell'ottica dell'economia irlandese sui mercati internazionali: L'IBEC si è dichiarata ottimista circa la situazione del paese dopo le previsioni avanzate in dicembre, rivedendo le sue previsioni economiche orientate verso posizioni migliori, i funzioari del governo e i leader dei comitati sindacali avvieranno un dialogo dopo che i lavoratori hanno minacciato ulteriori scioperi.
 
Il direttore generale Danny McCoy ha indetto una svolta per la stabilizzazione della finanza pubblica, mossa che avrebbe riportato alcuni finanziatori, verso una via fiduciosa dell'Irlanda nei mercati finanziari internazionali
 
"La fiducia è però un bene fragile" ha affaermato McCoy, "e rimettere in discussione.....nazionale, aumenterà il costo del servizio del debito pubblico"
 
BICE, il gruppo che rappresenta le maggiori compagnie irlandesi ha stimato che l'economia subirà una contrazione del solo 0,7% contrariamente al dato dell'1,6% stimato in precedenza.
 
Mr McCoy ha inoltre dichiarato che i sindacati dovrebbero essere consapevoli del fatto che le minacce di azione sindacale internazionale potrebbero rapidamente annullare la credibilità che i consumatori iniziano  ariporre su questa nuova tedenza dell'economia.
 
"Finora", ha ribadito, "L'Irlanda si è dimostrata aperta e flessibile nel mercato del lavoro, in enrambe i settori sia pubblico che privato si sono registrate delle riduzioni salariali e dei cambiamenti nel sistema di lavoro, cambiamenti, che sono risultati essere necessai in questa fase"
 
"I salari sono aumentati maggiormente in zone come l'Italia rispetto ad altri paesi della zona euro nel periodo 2000-2008 precipitando in un forte declino di competitività"
 
"Di conseguenza, i costi unitari del lavoro sono aumentati del 31 per cento nel periodo, rispetto a un incremento del 9 per cento nella zona euro", ha aggiunto. "In una moneta unica, non esiste alcuna opzione deprezzamento della moneta per ripristinare la competitività perduta.

"Ciò può essere ottenuto solo da riduzioni di costo unitario, determinata da una combinazione di riduzioni di salari e produttività."





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Ultimo aggiornamento ( giovedì 01 aprile 2010 )
 
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