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Erasmus 3: La conclusione dell’esperienza a Dublino PDF Stampa E-mail
Scritto da Silvia Saccomanno   
Silvia Saccomanno
Silvia Saccomanno
L’esperienza Erasmus Placement è finita ormai da più di 20 giorni, eppure sembra ieri che, agitata e un po’ intimorita sorvolavo l’Isola Verde.
Ad attendermi c’erano già amici conosciuti tramite Internet, il direttore di Irliandiani e una bella casetta lungo il fiume visitata e scelta durante il breve sopralluogo della settimana precedente.
Prima di partire, infatti, avevo deciso di fare un piccolo giro di ricognizione per non trovarmi del tutto spaesata all’arrivo definitivo. Ed eccolo giunto, infine, il fatidico momento.
Sola all’estero con un mondo da scoprire, con luoghi disegnati sulla carta ai quali dar corpo e numeri di telefono, parole  foto alle quali attribuire un volto in carne ed ossa.
Il tragitto dall’aeroporto al centro non finisce mai e la stanchezza prende il sopravvento, ma dura poco perché l’ansia e l’euforia mi scorrono veloci nelle vene.
Dublino si spalanca davanti ai miei occhi per la seconda volta in pochi giorni, ma questa volta so che la sosta sarà definitiva, almeno per tre mesi.
Le valigie vengono trascinate di peso a casa e il primo pensiero è quello di organizzarsi, di fare spesa e rendere la camera vivibile. Riesco a trasformare le pareti grigie con le mie cose e l’aria di casa, viaggiando oltre il mare, arriva anche qui.
La dispensa è all’italiana e non mancano pasta, olio, caffè e sughi nostrani. Non c’è niente da fare, non si può rinunciare a certe cose e poi troverò tempo per assaggiare anche le specialità del posto.
Il mio soggiorno in Irlanda inizia alla volta della scoperta e della curiosità.
La voglia di conoscere ed esplorare mi ha accompagnato durante tutto il mio percorso ed è stata una spinta incredibile nell’ambito di lavoro e amicizie, divertimento e avventura.
Dublino è proprio carina; una città da girare a piedi per scoprire quanto sia piacevole camminare e raggiungere in poco tempo ogni posto si desideri.
C’è tanto verde che fa capolino dal cemento e si alternano in armonioso contrasto edifici antichi e moderni, numerosi sono i parchi e le attrattive anche in centro tra castelli, chiese, teatri e musei.
Nei miei tre mesi posso dire di aver girato davvero tanto questa piccola e preziosa perla di città e di aver conosciuto tanti dei suoi abitanti, così cortesi e disponibili, sempre pronti ad aiutarti.
Certo il tempo a volte lascia un po’ a desiderare in questo posto baciato dall’acqua e le abitudini sono un po’ diverse da quelle italiane, ma è il prezzo da pagare per gli sterminati campi verde smeraldo e l’aria pura che si respira in periferia. Durante il soggiorno a Dublino le passeggiate non sono mancate, fedelmente documentate sul sito di Irlandiani per cui scrivevo, ma anche le gite fuori porta organizzate sono presenti nell’Archivio di questo sito. Prezzi, luoghi e tempistiche; ogni dettaglio delle mie esperienze è impresso sullo schermo di tanti curiosi che vorranno seguire le mie tracce e visitare la vera Irlanda; quella impressa nelle cartoline o nei sogni di qualche poeta del passato.
L’Ovest è davvero pittoresco e il Nord riesce a togliere il fiato per le sue bellezze naturali. Nel tragitto per arrivare ad esplorare questi posti, poi, ho visto le pecore d’Irlanda, quelle con testa e zampe nere; ho visto pali della luce in legno e tetti di case in paglia; ho visto corvi, mucche, tori e cavalli brucare un’erba dai colori intensi; ho visto bambini irlandesi eterei nella loro carnagione lunare, con occhi curiosi aperti sul mondo e nasi fieri indirizzati al cielo.
I miei tre mesi irlandesi sono stati un insediamento lento ed affascinante nella mentalità e nella routine del posto; un dolce cullarsi tra strade imparate a memoria e chilometri macinati canticchiando canzoni popolari; sono stati un rituale di serate annaffiate di Guinness in compagnia di amici, di articoli scritti la sera da un terrazzo lungo il fiume, di buffe chiacchierate in inglese e di incursioni sempre più consapevoli al supermercato.
La vita a Dublino è cara se si pensa che un caffè arriva a costare 2, 50 euro e una mela 90 centesimi. Gli stipendi però sono equiparati e quello che oggi stupisce degli Irlandesi è proprio la ricchezza ritrovata e accumulata che non viene certo nascosta.
Gli Irlandesi, chiusi nelle tradizioni e gelosi dei loro traguardi, sono comunque persone meravigliose ed aperte alla condivisione e alla convivenza. L’importante è non toccar loro leggi secolari, la tradizionale cena delle 18 e la birra. Anche i paragoni con gli inglesi sono da escludere e non è il caso di protrarsi in estenuanti spiegazioni sul bidè e la sua funzione; tanto sono convinti che serva solo per lavarsi i piedi.
In questi tre mesi appena conclusi ho imparato che conoscere il mondo e viaggiare, avere la possibilità di confrontarsi e fare paragoni è davvero importante.
Abituati a vestire le comodità di casa, coccolati da rassicuranti abitudini, non ci accorgiamo che il mondo fuori dalla finestra e la vita che succede oltre il nostro mare è qualcosa di affascinate.
Le vacanze sono fantastiche, ma la possibilità di immergersi a testa in giù in una realtà è una cosa completamente diversa.
Svegliarsi mattina dopo mattina nello stesso posto e cercare lavoro, fare la spesa, pagare bollette, conoscere persone e imparare nuove strade, confrontare due marche di biscotti e scegliere, leggere il giornale del posto, chiamare per nome il macellaio di fiducia, andare a prendere quel poco di sole che c’è, quando c’è, al Parco principale della città, organizzare escursioni con amici…
Questo significa vivere un posto per quello che è, nel bene e nel male e questo è quello che ho fatto per tre mesi; lasciarmi dolcemente affogare in questa realtà così lontana da casa.
Sono esperienze che fanno crescere. Indubbiamente.




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Ultimo aggiornamento ( mercoledě 09 luglio 2008 )
 
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