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Frattini Ministro degli Esteri italiano: Bilancio positivo e molto da fare |
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Scritto da Redazione
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 Franco Frattini Ministro degli Esteri italiano ROMA - Tracciando un bilancio del primo anno di governo, il ministro degli Esteri Franco Frattini in una intervista a Il Velino indica i principali teatri in cui l’Italia ha assunto un ruolo da protagonista, quali le difficoltà incontrate, quali le prossime sfide per la nostra diplomazia. “Mi sento di poter dire che il bilancio è positivo – spiega Frattini -, anche se i tempi per misurare il successo in politica estera sono generalmente lunghi. L’Italia ha stabilito un solido rapporto con la nuova amministrazione americana e consolidato il suo ruolo nelle principali aree di azione della nostra politica estera. Ne elenco, per semplicità quattro. L’Afghanistan, dove abbiamo rafforzato il nostro impegno militare e civile e proposto un approccio diplomatico regionale che è stato fatto proprio dalla comunità internazionale. Abbiamo detto sin dall’inizio che non era possibile stabilizzare l’Afghanistan senza occuparci anche del Pakistan e senza il tentativo di coinvolgere l’Iran. Questo approccio è stato con nostra soddisfazione recepito dalla nuova amministrazione americana e dalla comunità internazionale. “Sul Medio Oriente – prosegue Frattini - la nostra posizione di principale alleato di Israele in Europa e paese amico del mondo arabo ci ha reso una voce importante ed ascoltata nella regione e nella comunità internazionale. Sui Balcani siamo stati i principali rianimatori della ripresa del processo di avvicinamento della regione all’Europa, a partire dalla liberalizzazione del regime dei visti all’ingresso di quei paesi anche nella Nato, dove i nostri sforzi sono stati coronati all’ultimo Vertice dell’Alleanza con l’ingresso di Croazia e Albania. Abbiamo presentato una ‘road map’ in otto punti per l’integrazione dei Balcani in Europa, che è stata accolta molto positivamente nella regione. Infine – conclude il ministro - siamo stati gli sponsor principali, anche qui con successo, per una ripresa dei rapporti tra l’Unione europea e la Russia e tra la Nato e la Russia, rapporti che erano stati fortemente turbati dalla crisi del Caucaso dell’estate scorsa. Un ruolo, questo che ci è stato ampiamente riconosciuto”.
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Ultimo aggiornamento ( martedì 21 aprile 2009 )
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