 Gil Berkovich Lo sport è sicuramente uno dei più efficaci mezzi di integrazione e di dialogo, può mettere in relazione persone delle più diverse culture ponendo una base di regole e valori su cui tutti si possono mettere d’accordo. E fra tutti gli sport del mondo, è luogo comune dire che il più efficace in questo senso è il calcio, grazie alla sua semplicità e universalità: per giocare a calcio basta una palla, qualcosa per simulare una porta come due alberi o due bastoni, cose che si possono trovare in qualsiasi angolo del mondo in qualsiasi momento. Così non è inusuale trovare un po’ ovunque improvvisazioni di tornei internazionali: a Dublino questi sono particolarmente ben organizzati, grazie alla passione e alla costanza di Gil Berkovich. Allora Gil, tu sei venuto qui da Israele.. Si, mio padre ha origini ungheresi e mia madre egiziane. Sono venuto in Irlanda nel novembre del 2001, grazie a mia sorella che ha sposato un Irlandese e mi ha aiutato a trovare lavoro nella Microsoft. Ho iniziato a organizzare i tornei fra le varie nazionalità di immigrati per hobby, lo facevo già in Israele tra ebrei e arabi, perché il calcio può fungere da ponte fra le varie culture, stabilire un’armonia.
Come hai iniziato in Irlanda? Qui ho iniziato a farlo nel 2004, ho girato tra i vari negozi di immigrati qui nella parte nord, nei dintorni di Parnell Street ad esempio, lasciando dei flyer col mio nome e il mio contatto. Nel primo hanno siamo riuscito a organizzare una League con 12 squadre corrispondenti alle diversi nazioni, come l’Italia, o la Polonia. All’inizio ho dovuto arbitrare la maggior parte delle partite, le squadre andavano a comprarsi le magliette al Penneys per tre o quattro euro, era veramente molto amatoriale. Poi siamo riuscito a coinvolgere anche alcune ONG come la SARI e Show Racism The Red Card che ci hanno sponsorizzato.
Come sono organizzati i tornei? Ora abbiamo un campionato di sedici squadre, le più forte sono il Brasile e la Slovacchia, e organizziamo anche due tornei estivi in cui siamo riusciti a coinvolgere 32 squadre, comprese alcune amatoriali irlandesi. Il livello di questi tornei è molto alto, io nel frattempo sto praticando come arbitro federale e questo mi ha permesso di migliorare le mie capacità organizzative e di coinvolgere altri arbitri: ne abbiamo anche di irlandesi, un italiano, uno slovacco ed altri. Le finali di questi tornei poi sono diventati veri e propri eventi, nel 2007 ad esempio abbiamo avuto uno scontro tra la Polonia e la Cina e sono venuti ad assistere i rispettivi ambasciatori. Abbiamo avuto anche una squadra di rifugiati, che ora partecipa al torneo amatoriale federale.
Nulla d’aggiungere, non possiamo che fare i nostri complimenti.
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