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 Marco Patrizi protagonista della disavventura dublinese Parla Marco Patrizi protagonista della spiacevole disavventura DUBLINO - «Una cosa davvero allucinante, la mia auto è stata rottamata.Senza neanche consultarmi. Peggio ancora è stata ritrovata e, nonostante regolare denuncia, nessuno mi ha contattato per mettermi al corrente del fatto. A questo punto mi chiedo: questa cosa è degna di un paese civile?». Capita a Marco Patrizi qualche mese fa nella zona di Tyrrelstown a nord di Dublino. Gli rubano l'auto, una Honda Civic, la «massacrano» e la polizia la manda allo sfacia carrozze senza avvisare il legittimo proprietario: l'italiano Marco Patrizi da quasi un anno trapiantato in Irlanda a Dublino. L'incubo e' iniziato il mattino quando uscendo di casa scopre che l'auto e' scomparsa. «La mattina, appena mi sono accorto dell’accaduto prima di andare al lavoro, sono subito corso alla stazione Garda di Blanchardstown per sporgere regolare denuncia, e già da lì mi sono reso conto della “serietà” delle forze dell’ordine qui in Irlanda. Sono stato accolto da una donna che non si è minimamente preoccupata di compilare alcun modulo, ha scritto su un semplice block notes i dati dell’auto prendendo targa, modello. Con i miei contatti». Qualcuno l'ha rubata durante la notte. Capita anche nella verde Irlanda.
 La Honda Civic prima di essere mandata allo sfasciacarrozze Si chiama <<Joydriving>>. L'ultima moda dei giovani irlandesi. Rubano un'auto se sgangherata tanto meglio. Se per di piu' risulta straniera meglio ancora. La Civic aveva la guida all'italiana, a sinistra. Dopo esseresene impossessata compiono un vero e proprio rally in zone abitate, circuiti o in campagna e poi la incendiano. Un gioco che ultimamente a Dublino ha attirato l'attenzione delle forze dell'ordine. Un gioco che si sta trasformando in moda sociale tra le giovani generazioni irlandesi e si sta espandendo in tutta l'isola Marco Patrizi fa denuncia e dopo qualche giorno la sorpresa: l'auto e' stata distrutta su ordine della Garda, la polizia irlandese. Un pugno nello stomaco che ha lasciato l'amaro in bocca suscitando le ire del malcapitato. «Nel frattempo - continua Marco Patrizi - ho dato istruzione ai miei di cancellare la mia polizza assicurativa in Italia, cosicché la sera stessa sono tornato alla stazione della Garda, nella speranza che la mia auto fosse stata ritrovata, poi per richiedere la denuncia “ufficiale” da presentare alla mia assicurazione».«Su consiglio dell’Ambasciata italiana di Dublino - dice Marco Patrizi - ho fatto richiesta al deposito auto che mi venissero restituite almeno le targhe per cancellare la mia auto dall’Aci per il bollo, nulla sono state rottamate insieme alla mia auto, l’unica cosa che sono in grado di fornirmi è un certificato di rottamazione. Dublino nella centralissima O'Connell Street Questo è tutto ciò che rimane della mia cara auto, compresi tutti gli effetti personali che c’erano al suo interno, e dei quali sembra non esserci più alcuna traccia. Devo dire che questo evento mi ha veramente sconvolto e mi ha fatto seriamente dubitare riguardo la mia intenzione di rimanere in questo paese, in quanto non mi sento assolutamente tutelato dalle forze dell’ordine, mi chiedo se in Angola sarebbe successo lo stesso». «Da quel giorno in poi non ho avuto più notizie, nonostante sia tornato da allora almeno due o tre volte alla stazione Garda per tenermi aggiornato, ricevendo sempre risposte negative. Lo scorso 17 maggio quando, passando per caso di fronte alla caserma - continua Marco Patrizi - oramai vanificate tutte le mie speranze, mi sono chiesto: chissà se si è saputo qualcosa della mia auto. Alla mia richiesta, l’agente dopo essersi informato, mi comunica che la mia auto è stata ritrovata addirittura la sera stessa o il giorno dopo, gravemente incidentata nella zona di Finglas a Dublino. Questo è tutto quello è stato in grado di dirmi, totalmente all’oscuro di dove si trovasse al momento e di che fine avesse fatto. Alla mia insistenza riguardo la sorte della mia auto, mi ha riferito di contattare la stazione Garda di Finglas, fornendomene il numero di telefono. Auto della Garda la polizia irlandese Ho subito chiamato quel numero - afferma Marco Patrizi - e a loro non sapevano nulla, però mi è stato consigliato di parlare con un certo Ian Kenny della stazione di Blancharstown, che sembrerebbe essere l’agente in servizio quella sera, che ha ritrovato la mia auto insieme ad una certa Lorraine Brennan. Tornato lì, nell’arco di cinque minuti ho di nuovo insistito affinché mi fossero fornite ulteriori notizie, al che mi è stato detto di chiamare due giorni dopo per parlare direttamente con l’agente in questione, infatti solo lui sarebbe stato in grado di fornirmi dettagli in merito. In più mi è stato riferito - spiega Marco Patrizi - di provare a chiamare un deposito dove sembrerebbe vengono consegnate le auto rubate: Gannon City Recovery. Ho subito chiamato quel numero e inizialmente non risultava nulla, ma dopo essere stato richiamato in seguito a ulteriori controlli, mi è stato riferito che la mia auto è stata consegnata a loro, ma demolita in quanto gravemente danneggiata. Questa persona del deposito mi ha riferito che se volevo mi poteva spedire la foto della mia auto, così come è stata ritrovata dopo il furto. E’ vero la mia auto era incidentata, ma chi dice che non poteva essere riparata, in base a quali parametri di giudizio è stato deciso che doveva essere demolita? Oltretutto, essendo di mia proprietà, potevo essere libero benissimo di tenerla come “sopramobile” o magari di venderne i pezzi di ricambio». E l'auto? «L’auto era infatti ancora intatta ed i pezzi nuovi, a prescindere dal valore della macchina, anche prima di essere rubata. Ho provato a contattare l’agente di polizia artefice del ritrovamento, chiamando più volte, alla fine mi è stato richiesto di lasciare il mio numero, riferendomi che sarei stato ricontattato, ma da quel giorno non ho ricevuto nessuna chiamata. Ho fatto lo stesso il lunedì successivo, infatti mi sono recato di nuovo di persona alla stazione Garda chiedendo ulteriori chiarimenti, ma nulla, mi è stato detto di chiamare la sera stessa per provare a parlare stavolta con l’altro agente che ha ritrovato la mia auto. La sera ho chiamato e nulla, sembrava essere già uscita in servizio, al che mi è stato di nuovo riferito di lasciare il mio numero in quanto sarei stato contattato, silenzio assoluto» conclude Marco Patrizi. |