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Guida al Lisbon Treaty: il Parlamento Europeo |
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Scritto da Donato Altobelli
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Il Trattato di Lisbona riguarda anche la riforma del Parlamento Europeo, al quale vengono attribuite maggiori competenze, in linea con la necessità di rendere più democratico e il processo legislativo europeo. La scarsa trasparenza del processo decisionale europeo rappresenta infatti la maggior criticità dell’Unione, ma non si tratta solo di un problema istituzionale, ma bensì anche culturale, visto che la discussione politica continua in tutti gli Stati a concentrarsi sull’arena nazionale. Fatto sta che il nuovo Parlamento eserciterà congiuntamente al consiglio la funzione di Bilancio, e eleggerà il Presidente della Commissione. Il Trattato di Lisbona ne stabilisce un tetto di 750 membri: nessuno Stato potrà averne meno di 6 o più di 96, e le decisioni in merito alla ripartizione viene adottata dal Consiglio Europeo all’unanimità, su proposta del Parlamento stesso. I suoi membri continueranno ad essere eletti a suffragio universale diretto per la durata di cinque anni. Numerose sono anche le nuove materie su cui il Parlamento eserciterà la funzione legislativa, coordinandosi col Consiglio dei Ministri, fra cui politiche nel campo della giustizia civile, dell’asilo politico, dell’immigrazione, la cooperazione giudiziaria e la sicurezza interna. Inoltre verrà coinvolto nell’attività internazionale dell’Unione.
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