|
Il minimo salariale irlandese a rischio tagli |
|
|
|
|
Scritto da Donato Altobelli
|
 Il National Minimum Wage Act del 2000 Il Ministro della Salute Mary Harney ha ieri ammesso che il Governo avvierà un dibattito sulla riduzione del minimo salariale. Tale taglio è stato raccomandato da un consulente del Governo, Peter Bacon, che giudica necessario un taglio del 10/15% del costo del lavoro per rilanciare la competitività Irlandese. Così il National Minimum Wage Act del 2000, entrato in vigore nel 2007, che aveva innalzato il salario minimo da 8,30 euro a 8,65 viene dopo quasi 10 anni messo in discussione dallo stesso Ministro che ne era stato il principale autore. Il taglio previsto riporterebbe il costo del lavoro ai livelli dello scorso secolo. Benché il salario minimo riguardi solo il 4% della popolazione, bisogna considerare che esso funge da base di calcolo per altri salari, quali quelli per il salario dei lavoratori minori, stagisti o al primo impiego, che percepiscono dal 70% al 90% dello stipendio stabilito per un lavoratore adulto. Non di certo moltissimo, se si calcolano i costi della vita irlandesi, e soprattutto il fatto che in Irlanda, come in tutto il mondo anglosassone, i sindacati giocano un ruolo minore rispetto all’Italia nello stabilire le clausole contrattuali. Per i lavoratori irlandesi si mette ancora peggio se si considerano i pesanti tagli al welfare previsti dal McCarthy report. La crisi, purtroppo, in Irlanda è solo all’inizio, e rischia di lasciare un grave strascico in un paese che, grazie alla globalizzazione economica, a vissuto per lungo tempo al di sopra delle sue possibilità.
|