Il gruppo musicale italiano “In Vivo Veritas” torna a trasmettere emozioni. Questa volta si tratta di un video, realizzato da Alessio Contadini sulla base di una canzone particolare. A parlarne è la chitarra classica Emiliano Berchio. “"Canzone del viaggio", colonna sonora del video, è ispirata al nostro primo pellegrinaggio irlandese nel marzo 2007. La scrivemmo coralmente, sul furgone, mentre viaggiavamo "in direzione Kilkenny" fra nuvole, prati, strade di campagna e pecore pasciute dalla testa nerissima. Un attimo dopo che aveva spiovuto. Fotografi estrosi, compagni di viaggio bizzarri, inebrianti Guinness, verdi e piovose campagne, scarsa conoscenza del territorio; questi gli ingendienti della nostra musica”.
Il gruppo è da poco tornato a Dublino per seguire il secondo San Patrizio e questa volta, con l’aiuto del nuovo membro del gruppo, l'amico e tecnico audio nonché addetto alla fotografia Alex Foglino, è venuto fuori il video.
Gli “In Vivo veritas”, sono un gruppo di ragazzi eterogenei, ma tutti uniti dalla stessa grande passione per la musica. Emiliano Berchio, la chitarra classica e Nicolò Lovanio, fisarmonica e chitarra ritmica, hanno deciso, nel 2005, di ri-dare vita ad un percorso musicale già sperimentato in passato. Il primo passo è la ricerca di un cantante e la scelta cade su Antonio Micucci, amico e artista già testato nel precedente progetto musicale.
Antonio è originario della provincia di Salerno e il destino vuole che in quel periodo si stia interessando alla musica e alle tradizioni popolari della sua terra. Emiliano e Nicolò sono piemontese e ligure, ma sotto l’influsso del loro cantante, iniziano ad avere i primi incontri con tamburello, ritmi in sei ottavi, tarantelle e pizzichi. Si appassionano così tanto da documentarsi e leggere per imparare un po' di cose sulla storia, la tradizione, gli aspetti antropologici connessi a questa cultura.
Iniziano anche ad organizzare i primi eventi musicali, ma si esibiscono senza progetti ben chiari “Non credevamo di "voler fare i suonatori", né avremmo mai pensato di arrivare un giorno a scrivere musica nostra”. E invece oggi sono qui.
Nel tempo si sono uniti altri membri tra cui un altro strumentista, Alessandro Suffia, che fa parte della band sino all'estate 2007 e, verso la fine dello scorso anno, entrano nella band Alessio Contadini, percussioni e batteria, e Neil Sciolla per il basso. Il gruppo ora è completo e come traguardo comune c’è la registrazione del primo EP "Di sguardi e di attese".
“Ma che tipo di musica fate?”, chiedo. “Suoniamo di tutto, ascoltiamo di tutto, ma scrivere è un'altra cosa: non si può dare una definizione univoca di quello che è un condensato di influenze (personali, collettive, condivise...). Può venire fuori la ballata in piemontese oppure il pezzo in francese sulla "grande vita dei piccoli artisti", la tarantella standard di 'U Munaciedd, oppure il "cantautoriale" pensoso e smarrito di "Lo sguardo e l'attesa"”.
Il repertorio cresce con il tempo e per gli “In Vivo Veritas” riveste grande importanza Fabrizio De André, verso il quale nutrono stima e riconoscenza. “Non vi saranno mai abbastanza parole per descriverne l'effettiva portata del ruolo e dell'influenza positiva che ha avuto, ha ed avrà su generazioni di persone che hanno a che fare con musica e sentimento. Quando siamo riusciti a suonare al "Celt's", pub decisamente irish, era bellissimo sentire De André fra quelle pareti, rimbalzare contro quei muri, è stata davvero una sensazione da non perdere!”
Oltre a De André il loro gruppo si ispira anche ai Mercanti di Liquore, un gruppo lombardo che considerano un "precursore" nell'ambito delle formazioni acustiche. Oggi i Mercanti si esibiscono con il famoso attore Marco Paolini e girano l'Italia portando in giro un bello spettacolo intitolato "Miserabili: io e Margaret Tatcher".
“Ma qual è la vostra filosofia?”, chiedo, “E il nome del gruppo che significa per voi?”.
“Suonar per strada è per noi importantissimo; ci piace continuare a ricordare a noi e a chi ha voglia di ascoltare che la musica ha un legame profondo con la semplicità, della quale è funzione spontanea. In Vivo Veritas, che fra l'altro proviene dal titolo del primo album dei Mercanti, significa questo: la verità è dal vivo, ovvero offrendosi - parole, musica, emozioni - per quel che si è”.
E in effetti l’arte è semplicità e cuore e nella loro musica questo si sente. Anche il video realizzato è un piccolo omaggio a Dublino e alle sue peculiarità, agli elementi di realtà concreta e di sogno che ne fanno parte e la rendono così speciale. “Le giornate di San Patrizio hanno la giusta frenesia per non permettere bilanci. Le abbiamo vissute a metà tra la sussistenza e il delirio vagando coi nostri strumenti; il video realizzato da Alessio rende sufficientemente l'idea di questo itinerare e si tratta solo del primo montaggio”.
Gli “In Vivo Veritas” sono entusiasti e pieni di iniziative. “L’anno nuovo è iniziato da 4 mesi e già abbiamo contato tantissimi eventi che ci hanno coinvolto. Ora, fra maggio giugno e luglio inizia il nostro "Microtour": un'iniziativa curata dal poliedrico promoter Patrizio Anisio in collaborazione con i più famosi e importanti Microbirrifici italiani”.
“Avete fatto e state facendo davvero tante belle esperenze”, dico loro, “E l’Irlanda?Come vi siete trovati?Cosa ne pensate e cosa vi è rimasto?. “E’ stata molto importante la collaborazione di Irlandiani per coronare degnamente la nostra trasferta dublinese. Ci siamo affezionati a questo posto e siamo convinti tuttora che sia una terra-santuario per chi in qualche modo si occupi più o meno direttamente di arte ed emozioni. L'Irlanda è un altro pezzo di vita insieme che si aggiunge al bagaglio delle esperienze. Non era possibile prescindere dall’Irlanda per gente come noi. Abbiamo suonato ininterrottamente, salvo le canoniche pause legate ai bisogni fisiologici di un uomo normale, per 4 giorni: cosa si può chiedere in più? Suonare ancora, forse...Ora siamo qui, in Liguria, in Piemonte...ognuno si porta dentro il suo viaggio. Qualcuno lo farà diventare un'immagine, qualcun'altro un verso o un accordo speciale; qualcuno no, continuerà a tenerselo stretto e celato.Tutti, però, lo avremo vissuto: ad intensità variabili, ma insieme”.