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Il senatore Claudio Micheloni presenta una proposta di legge riguardante gli italiani all’estero. |
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Scritto da Marco Biasi
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 Il Senatore Claudio Micheloni Il Senatore Claudio Micheloni eletto nella circoscrizione estera EUROPA il 13 aprile 2008, segretario della 3ª Commissione permanente (Affari esteri, emigrazione) e vicepresidente del Comitato per le questioni degli italiani all'estero, ha presentato un’ Iniziativa Parlamentare in data 18 marzo 2009. Il disegno di legge, visionabile dal sito del Senato della Repubblica Italiana, ha nome: Disciplina della rappresentanza istituzionale locale degli italiani residenti all'estero. Con questa iniziativa il Senatore nella sua introduzione del disegno di legge tiene a precisare che nel mondo politico italiano c’è, a suo avviso, il pensiero che gli organismi di rappresentanza locale degli italiani all’estero (COMITES: Comitati degli italiani all’estero e CGIE: Consiglio Generale degli Italiani all’Estero) siano ormai superati se non addirittura inutili. Il Senatore invece ribadisce il contrario, sostenendo l’importanza di questi organismi perché fonte di contatto diretto con la comunità italiana residente all’estero. Nel disegno di legge presentato è prevista una riforma dei COMITES e nuovi compiti e funzioni del CGIE. Per ciò che riguarda i COMITES, il loro compito principale sarà quello di presentare alle istituzioni italiane un quadro dei bisogni e delle necessità dei connazionali all’estero e delle comunità di riferimento. La riforma chiarisce inoltre i rapporti con le strutture consolari all’estero, i quali secondo il Disegno di Legge non potranno essere subalterni ma si distingueranno sulla base delle specifiche e rispettive responsabilità e competenze. In merito al CGIE l’obiettivo è di renderlo più operativo e snello ma soprattutto più efficace, riducendo, per le materie di sua competenza, la quota dei membri di nomina governativa solo a quegli esponenti con specifiche competenze, introducendo la partecipazione degli assessori regionali con delega all’emigrazione, o dei presidenti delle Regioni ove ciò non sia previsto e inoltre dei Presidenti delle province autonome o dei loro delegati. In sostanza, il CGIE diventa la Conferenza permanente Stato – Regioni - Province autonome e CGIE; esprime inoltre pareri e formula proposte sulle iniziative del Governo in materia di stanziamenti in favore delle comunità italiane all’estero e sui programmi assistenziali e previdenziali. Nel disegno di legge, oltre alle varie parti che regolano i sistemi di elezione, i regolari flussi d’informazione circa le attività promosse nel loro ambito specifico, i finanziamenti e i contributi disposti eventualmente dai Paesi ove hanno sede i comitati, si ribadisce soprattutto che il fine del CGIE è di promuovere e agevolare lo sviluppo delle condizioni di vita delle comunità italiane all’estero, dei loro singoli componenti e rafforzare inoltre il collegamento di tali comunità con la vita politica, culturale, economica e sociale dell’Italia, di assicurare la più efficace tutela dei diritti degli italiani all’estero e di facilitarne il mantenimento della loro identità culturale e linguistica nell’integrazione nelle società di accoglimento. Per l’attuazione di questi fini provvede inoltre a esaminare i problemi riguardanti la formazione scolastica e professionale, il reinserimento in attività produttive e altre esigenze di coloro che decidono di rimpatriare.
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Ultimo aggiornamento ( luned́ 30 marzo 2009 )
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