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In arrivo 30.000 dosi di vaccino contro l’influenza A |
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Scritto da Silvia Guaiani
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 In arrivo 30.000 dosi di vaccino contro l’influenza A E’ previsto per la prossima settimana, in Irlanda, l’arrivo delle prime 30.000 dosi di vaccino per contrastare l’influenza suina. Il Dr Kevin Kelleher, vicedirettore nazionale di tutela della salute dell'Health Service Executive (HSE), ha confermato la notizia in una conferenza stampa tenutasi ieri sera a Dublino. Il primo lotto di vaccini è stato fornito dalla ditta farmaceutica Baxter, mentre il secondo sarà provvisto dalla GlaxoSmithKline e dovrebbe arrivare verso la fine del prossimo mese. Baxter, come è stato confermato ieri, ha già emesso 200.000 dosi di vaccino contro l'influenza suina per il Regno Unito, uno dei paesi più colpiti nel continente. I vaccini non potranno essere utilizzati nella Repubblica finché non sarà concessa la relativa licenza d’uso che si prevede richiederà un’ulteriore settimana di attesa. Il Dr Kelleher ha, inoltre, affermato che non sono previste chiusure nelle scuole, ma sono state istituite campagne informative e preventive per insegnanti e studenti. Tra le raccomandazioni principali vi sono quelle di: coprire naso e bocca con un fazzoletto di carta in caso di tosse e starnuti e lavarsi le mani subito dopo. Inoltre, le scuole dovrebbero assicurare la pulizia regolare di superfici dure come i piani d'appoggio e le maniglie delle porte. Fino ad oggi, in Irlanda, sono stati due i decessi e 713 i casi confermati in laboratorio di influenza suina. Circa l'80% di questi ultimi, si sono riscontrati in persone di età inferiore ai 35 anni. Sul tema delle vaccinazioni nazionali è intervenuta anche l'Unione Europea. Gli esperti UE raccomandano ai governi sanitari di seguire la tabella stabilita, dando cioè priorità alle categorie sensibili (lavoratori essenziali e soggetti con problemi di salute). ''Una volta che questi primi gruppi prioritari sono stati vaccinati, la vaccinazione deve proseguire finché non vengono raggiunti gli obiettivi nazionali'', ha dichiarato il Comitato per la sicurezza della salute dei 27 Paesi UE. Notizie positive arrivano dai laboratori dell'Oms accreditati nel mondo, che indicano che il virus non si è modificato: "Non si rilevano segni che sia mutato in una forma più virulenta o letale". Ovunque, inoltre, l'infezione continua a dare sintomi lievi. "Sebbene - osserva l'Oms - possa causare sintomi molto severi o fatali anche nelle persone giovani e in buona salute, il numero complessivo di questi casi resta limitato".
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