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In calo le attività del Porto di Dublino |
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Scritto da Donato Altobelli
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 La Custom House Come in tutto il mondo, le ripercussioni della crisi finanziaria sull’economia reale anche in Irlanda assume una fisionomia tangibile negli scali. E il crollo delle attività del porto di Dublino sembra aver le dimensioni di un abisso: -13%. È il dato emerso in relazione alle importazioni e le esportazioni del primo semestre di questo anno: il giro di affari, è sceso dai 35,3 milioni di euro dell’anno passato a 30,7. È quanto emerge dalla relazione annuale del Porto. In calo anche il numero dei traghetti turistici in transito, con una diminuzione di circa 400.000 unità tra il 2007 e il 2008, e, naturalmente, il volume delle operazioni, scese nello stesso periodo da 30,9 milioni di tonnellate a 29,6. La Compagna del Porto di Dublino ha una lunga storia, di oltre 300 anni, essendo stata fondata nel 1707. Molte sue componenti, come il Great South Wall e la Bull Island risalenti all’800, o la Diving Bell sono però più recenti. Solo lo scorso anno la compagnia ha investito 26,6 milioni di euro in nuove infrastrutture. Benché essa resti economicamente solida, i dati emersi parlano da soli sullo stato dell’economia di un’isola priva di un economia industriale, il cui sviluppo è stato favorito da motivi geopoliticamente contingenti. Sul futuro economica Irlandese si possono solo fare scommesse, ma sta di fatto che da tali cifre può solo emergere la considerazione che il futuro dell’Irlanda, senza serie riforme strutturali e una maggiore armonia con le politiche europee, non può che rimanere nella più assoluta incertezza.
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