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 Carrick-a-rede rope bridge (foto). Le Giants Causeway sono assolutamente imperdibili. Con diverse compagnie di tour organizzati si può gustare il magnifico paesaggio di questi luoghi incantati e la cifra non è nemmeno astronomica considerando il lungo percorso che da Dublino bisogna fare per arrivarci.
In questo caso il viaggio, marchiato Paddywagon (www.paddywagontours.com) inizia alle 5.30 della mattina e l’appuntamento, con assonnati turisti come noi, è davanti al Paddy Palace in Lower Gardiner Street, Dublin 1, vicinissimo a busaras, la stazione centrale dei bus. L’escursione comprende ben tre mete di rilievo all’interno di un’unica giornata; nell’ordine le Giants Causeway, Carrick-a-rede rope bridge e poi la storica cittadina di Derry con i suoi murales politici. Al prezzo di 69 euro è compreso, ovviamente, anche il trasferimento andata e ritorno fino a Belfast, da dove parte il giro turistico. Alle 5.45 un operatore della Paddywagon ci scorta a Busaras e ci indica l’autobus da prendere; circa due ore e mezza di strada e siamo a Belfast. La città è bella e imponente, ricca di edifici antichi e moderni che contrastano in modo piacevole, senza annientarsi a vicenda. La sosta però è breve, giusto il tempo di incontrarci con la guida turistica che aspetta fuori dalla stazione con il suo famoso pulmino ‘verde Irlanda’. Carrick-a-rede rope bridge (foto). Il simpatico irlandese che ci accompagna è molto estroverso e inizia subito a cantare e parlare. Spiega quello che vediamo con ironia e non lascia il tempo o la voglia di riposare un po’; ci sono troppe cose da sapere. Trascorsa un’altra oretta e mezza siamo alla prima tappa del tour e qui il fiato si mozza di netto. Siamo a Carrick-a-rede rope bridge, nome che proviene dal Gaelico e significa ‘roccia nella strada’. Per oltre 350 anni questo posto è stato popolato da pescatori che cercavano di intercettare il passaggio dei salmoni. I percorsi intessuti nella roccia e i passaggi creati, come un ponte sospeso tra due scogliere, servivano per raggiungere i posti migliori in cui pescare. Oggi il posto è visitato da migliaia di turisti ogni anno e lo spettacolo che si presenta a chi cammina in questo luogo è davvero incredibile. Tutto intorno a noi sorgono dal mare bellissime scogliere verdi che si lasciano accarezzare dall’acqua azzurra e trasparente; la schiuma che si crea intorno agli scogli risplende candida e fa contrasto con le alghe e il muschio. Prima di intraprendere il sentiero, un casotto con pedaggio ci ricorda che qui non esiste l’euro e il prezzo è di 1 pound. Cambiamo i nostri soldi e proseguiamo lungo la strada; sporgendosi oltre la balaustra in legno si scorgono, a tratti, pezzi di mare che filtrano tra le rocce e fiori rosa che ricoprono la parete della scogliera. Giants Causeway (foto). All’improvviso un arco delimita il passaggio e un cartello avverte della presenza di un ponte; si tratta di un passaggio in legno e corda sospeso sul vuoto. L’esperienza è fantastica; si cammina sul precipizio e, nel silenzio, risuona il rumore del mare sottostante; il viso al sole e il vento che fa oscillare i passi e il cuore. Il tragitto dura poco e si è subito dall’altra parte per ammirare la pianura erbosa che finisce a picco sul mare e, in lontananza, altri lembi di terra abbandonati nell’azzurro. Dopo un’oretta il paddywagon riparte e si dirige, con i canti bizzarri della nostra guida, verso le famose Giants Causeway. Appena arrivati l’autista ci avverte che abbiamo un’ora e mezza. Purtroppo non riusciremo a vedere tutte le cose belle che si potrebbero visitare perché siamo a piedi, ma un paio di chilometri riusciamo a farli tranquillamente tra andata e ritorno. Giants Causeway (foto). Anche qui la vista è singolare e bellissima. 38.000 colonne di basalto a forma esagonale che si affacciano sul mare verso la Scozia. Il paesaggio, di origine vulcanica, si è creato 60 milioni di anni fa e oggi lascia in eredità ai visitatori un paesaggio davvero suggestivo. Le possibilità di intraprendere questo giro mozzafiato sono due; una da 4 chilometri e un’ora e mezzo e l’altra di 8 chilometri e tre ore di cammino. Le tappe sono, in ordine, ‘the camel’, ‘the giants granny’, ‘the wishing chair’, ‘stepping stones’, ‘the giant’s boot’, ‘the giant’s organ pipes’, ‘the giant’s eye’ e ‘the chimney tops’. Ogni fermata è uno spettacolo per gli occhi; rocce scolpite dagli anni in forme e colori dei più strani. Alcune sono roventi sotto il sole, altre, immerse in acqua, regalano al mare sfumature e disegni singolari. Giants Causeway (foto). Dopo una breve pausa per il pranzo il tour riparte con destinazione Derry e questa volta la meta è culturale. La cittadina, infatti, è famosa per i suoi murales politici. In una zona della città, le facciate di numerose case sono state completamente tatuate di storia. Dai colori un po’ spenti dal tempo occhieggiano, carichi di valore simbolico, frammenti di eventi politici, manifestazioni, stragi, lotte per l’indipendenza o la sopravvivenza. A pochi metri dalle opere d’arte, poi, spunta al centro di un giardino un piccolo monumento in onore di uno dei soggetti rappresentati; la “Bloody Sunday’ del 1972. Giusto il tempo di riempire tutta la memoria della macchina fotografica e si riparte. Il giro termina e la giornata si conclude così tra natura e storia; tra tempo che scorre sulla materia e la trasforma e vita che plasma le persone e gli animi, tracciando il destino delle generazioni future.  Murales politici di Derry (foto).
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