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Influenza H1N1, Oms: non sappiamo quante dosi di vaccino saranno disponibili |
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Scritto da Silvia Guaiani
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 Influenza H1N1, Oms: non sappiamo quante dosi di vaccino saranno disponibili Continua la corsa per il vaccino contro la nuova influenza, mentre i test vanno avanti non si riesce a sapere quante saranno le dosi disponibili. E in Irlanda sono stati diagnosticati 1.800 nuovi casi in una sola settimana. Purtroppo non è ancora possibile pronunciarsi sulla quantità di dosi di vaccino contro l'influenza pandemica (H1N1) che saranno effettivamente disponibili e sui tempi di produzione: “non possiamo ancora pronunciarci sulla capacità di produzione dei vaccini e non avremo buone indicazioni in merito prima di settembre. I test clinici sono ancora in corso”, ha dichiarato il portavoce dell'Organizzazione mondiale della sanità Gregory Hartl. Nella migliore delle ipotesi, e in base ad uno scenario elaborato in aprile, fino a circa 94 milioni di dosi a settimana potrebbero essere prodotte, ma molti fattori sono in gioco, ha ricordato Hartl. In particolare “non sappiamo se sarà necessaria una sola o due dosi”, e se due dosi saranno necessarie questo dimezza il numero di persone che possono essere immunizzate. Per l'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) spetta alle autorità competenti dei Paesi pronunciarsi sull'estensione del periodo di conservazione del farmaco Tamiflu, antivirale del gruppo farmaceutico svizzero Roche raccomandato contro l'influenza pandemica H1N1. L'agenzia europea Emea (European Medicines Evaluation Agency) ha esteso la data di conservazione delle pasticche di Tamiflu da 5 a 7 anni. Per la pandemia di influenza, l'Emea ha indicato che è accettabile che l'estensione sia applicata retroattivamente agli attuali stock del medicinale, ha spiegato oggi il portavoce dell'Oms Gregory Hartl rispondendo a una domanda sulla recente decisione della Svizzera di prolungare la data di scadenza del Tamiflu da 5 a 7 anni. Intanto in Irlanda le persone colpite dal virus continuano ad aumentare. Tuttavia, il Dott. John Devlin, fa sapere dal Ministero della Salute che l’infezione non è divenuta più aggressiva: "Il fattore più importante” ha dichiarato “è che i sintomi sono leggeri nella maggioranza dei casi”. Nonostante l’elevato numero di contagi registrati sin ora, non è in programma nè la chiusura di scuole o chiese nelle prossime settimane, né l’intenzione di vaccinare l’intera popolazione nei prossimi sei o dodici mesi quando il vaccino sarà disponibile.
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Ultimo aggiornamento ( sabato 22 agosto 2009 )
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