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Irlanda: Intervista all'Ambasciatore italiano Savoia |
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Scritto da Francesco Dominoni
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 L'Ambasciatore Lucio Alberto Savoia (foto). L'Ambasciatore Lucio Alberto Savoia si presenta e saluta tutti gli italiani in Irlanda. Nasce a Campobasso nel 1942, si laurea in giurisprudenza nel 1965 ed entra in carriera diplomatica nel 1969. Nel 1972 è ad Algeri, dal 1974 al 1978 è Vice Console a Glasgow, quindi Console ad Edimburgo. Torna a Roma nel 1979 ed è assegnato alla Direzione generale affari politici. Dal 1983 al 1985 è Consigliere a Dublino. Torna a Roma al Servizio stampa e informazione. Dal 1989 è Ministro Consigliere alla Ambasciata d’Italia presso la Santa Sede. Nel 1993 presta servizio presso il Cerimoniale Diplomatico della Repubblica. L’anno successivo è Consigliere per gli Affari internazionali del Ministro dell’Università e della Ricerca scientifica e tecnologica. Nel 1996 è Console Generale a Londra. Nel 1997 è nominato Ministro Plenipotenziario. Dal 2001 è Vice Direttore Generale per la promozione e la cooperazione culturale. Oggi dirige la Rappresentanza diplomatica di Northumberland Road. Nonostante la sua nomina ha gia' incontrato i massimi vertici dello stato irlandese. Lo testimonia la visita privata del Presidente d'Irlanda Mary McAleese presso la residenza dell'Ambasciatore a Lucan. Non succedeva da oltre vent'anni che un Capo di Stato irlandese si recasse in visita presso la residenza italiana. Un vertice che si inserisce perfettamente in un quadro di costante rafforzamento delle relazioni di amicizia tra l'Italia e l'Irlanda. Non sono mancate le occasioni per parlare al primo ministro Bertie Ahern. Ambasciatore come giudica i rapporti Italia Irlanda? «Ottimi direi. Le relazioni tra Italia e Irlanda affondano le loro radici nella storia e sono sempre stati improntati a simpatia e amicizia reciproca. I due Paesi hanno sempre collaborato a tutte le iniziative intese ad affermare quei principi di libertà, di solidarietà, di giustizia, di rispetto dei diritti umani che sono fondamento della democrazia e della pacifica convivenza fra identità diverse. Questo e’ tanto piu’ vero nel comune lavoro che i due Paesi svolgono nel quadro dell’Unione Europea, che rappresenta un irrinunciabile valore aggiunto per l’affermazione dei comuni valori ed interessi di tutti gli europei e per favorire l’attuazione di strategie comuni all’altezza delle sfide del nostro tempo ». Quale è la situazione degli italiani in Irlanda? Gli italiani in Irlanda sono stimati ed apprezzati: sia quelli che vivono e lavorano qui da molto tempo, sia quelli giunti nel Paese piu’ recentemente . Il primo consistente flusso migratorio italiano in Irlanda viene fatto risalire all’ultimo conflitto mondiale, proveniente per la quasi totalità dalla provincia di Frosinone (in particolare dal Comune di Casalattico). Tale collettività, costituita da gruppo assai omogeneo quanto a provenienza, si è inserita rapidamente nella società locale, dove ha fin dall’inizio svolto in prevalenza attività lavorativa indipendente in locali di ristoro a conduzione familiare e nel commercio. Il fenomeno migratorio vero e proprio, già limitato negli anni ’60 e ’70, si ridusse a poche unità nel decennio successivo. In anni più recenti la comunità italiana ha invece fatto registrare un considerevole aumento dovuto alla favorevole congiuntura economica irlandese ed alle ampie opportunità di impiego offerte dal mercato del lavoro. Si tratta in larga maggioranza di manager delle società italiane qui localizzatesi e di giovani “espatriati”, il cui arrivo può ricondursi più che a un vero e proprio flusso migratorio, alla “libera circolazione di cittadini comunitari”, avente presumibile carattere di temporaneità. Elevato è il titolo di studio degli “espatriati”: i dati relativi agli arrivi negli ultimi sei anni rivelano una percentuale altissima di laureati (40%) e diplomati (55%). La condizione socio-economica è da considerarsi generalmente molto soddisfacente, anche in ragione dell’alta remunerazione dei prevalenti settori d’impiego (ristorazione e commercio per la collettività “storica”, settori finanziario e informatico per gli “espatriati”). Colgo l’occasione per rivolgere un caloroso saluto ed un augurio di ogni bene a tutti i connazionali in Irlanda.
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Ultimo aggiornamento ( giovedì 14 giugno 2007 )
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