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Irlanda-Italia: La Politica del Rugby PDF Stampa E-mail
Scritto da Marco Amico   
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Peter Bills: l'Ira Italiana Dopo lo Sgarbo Della Magners League

dell'Irish Times


I paesi della Celtic League, la scorsa notte, sono stati accusati di avidità e di insultare l'Italia dopo che sono emersi gli ultimi dettagli circa le richieste finanziare imposte ai club italiani di rugby interessati a partecipare alla Magners League.

E' stato rivelato che la Celtic Rugby, organizzazione che gestisce la Magners League, ha insistito su un impegno enorme - 3 milioni di Euro all'anno per un totale di 9 milioni di Euro per un contratto triennale - imposto ai due club italiani di rugby, probabilmente Benetton Treviso e Viadana, per entrare a far parte della competizione.

Inoltre, la Federazione Italiana si è molto arrabbiata perché la Celtic Rugby ha insistito su una clausola che avrebbe permesso ai loro club di mettere fuori dal torneo i club italiani dopo tre anni, qualora lo avessero desiderato.

Al contrario, all'Italia non è stato concesso lo stesso diritto di chiedere l'espulsione di un club qualsiasi degli altri paesi.

Un funzionario italiano, che ha insistito sulla anonimato, ha detto: "Ci sentiamo offesi da queste richieste. E' chiaro che i paesi Celtici non sono interessati ad aiutarci per fare entrare due delle nostre squadre nella Celtic League."

Gli italiani si sono opposti a pagare una somma così elevata, in questi tempi difficili per l'economica. Erano disposti ad arrivare ad 1,5 milioni di euro all'anno, salvo poi pagare la differenza nel caso in cui avrebbero trovato nuovi sponsor in Italia. Ma, a quanto pare, una simile offerta non era sufficiente per gli irlandesi, gli scozzesi e i gallesi.

Questa brutta notizia non poteva arrivare in un momento peggiore. L' Italia è attesa sabato a Dublino per giocare il primo match del Sei Nazioni e i loro funzionari sono sicuri che questa vicenda è un vero e proprio affronto.

Una fonte ha detto: "Secondo tale proposta, dopo tre anni, le squadre che appartengono alla Celtic League potrebbero espellere i team italiani se solo avrebbero voluto. Una simile clausola non si applica a nessun altro club, per questo l'Italia lo ha considerato un insulto, dato che non è stata accolta come un partner alla pari".

"L'Italia era molto lieta di partecipare alla Celtic League di rugby, ma ha ritenuto che le richieste finanziarie erano troppo onerose in questi periodi di congiuntura sfavorevole".

Franco Smith, allenatore sudafricano di Treviso, ha avvertito che "se i club italiani non riescono a partecipare ad un torneo con standard di gioco più elevati, il gioco del rugby in Italia è destinato a ritirarsi".

"Si potrebbe anche tornare a essere semi-professionali", ha detto - il che vorrebbe dire che le possibilità per l'Italia di essere competitiva nel Sei Nazioni, in futuro, sarebbero praticamente nulle.

"Il rugby italiano è a un bivio
. Gli sponsor vorrebbero essere maggiormente coinvolti, ma reclamano qualcosa di nuovo. C'è la sensazione il rugby può crescere ma deve migliorare: bisogna essere più competitivi se si vuole andare avanti."

"Al momento la grande preoccupazione, evidente nell' Italia U-20, è che non vi è una prossima ondata di giocatori italiani di spessore". Come ha sottolineato Mauro Bergamasco, mediano di mischia contro l'Inghilterra l'anno scorso.

"Quindi, se le autorità vogliono una crescita reale del gioco italiano, devono trovare un modo per farci partecipare alla Celtic League. E' questa l'unica possibilità. Se desiderano veramente andare avanti, si deve continuare a negoziare, facendo ogni tentativo per essere ammessi a questo campionato ".

Smith ha detto di temere per il futuro del gioco in Italia, se non si passa a livelli di gioco più elevati.

"Il futuro del Rugby qui rischia di essere un disastro", ha avvertito. "Si potrebbe anche tornare ad un gioco semi-professionale. Un sacco di squadre sono sotto pressione finanziaria e se le altre squadre diventano semi-professionali, perché uno o due club dovrebbero continuare a spendere un sacco di soldi se non c'è futuro? "

Smith ha invitato la IRB ad intervenire e a contribuire a ridurre il deficit finanziario.

"Se sono davvero convinti che ci sarà una crescita del gioco del rugby in tutto il mondo, come dicono di essere, non c'è niente di meglio che garantire a qualsiasi club italiano di giocare nella Celtic League", ha detto.

"Questo è un problema relativo alla crescita del rugby in tutto il mondo e per questo è davvero necessario per l'IRB fare un passo indietro".

Sembra sempre più probabile che l'unico modo per rompere l'impasse potrebbe essere un intervento dell'IRB. Se si addormentano sugli allori e si rifiutano di agire attraverso l'aiuto finanziario, questo significherebbe mettere in discussione tutta la loro auto-proclamata strategia volta ad ampliare e migliorare il gioco in tutto il mondo, soprattutto tra le nazioni di secondo livello.




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Ultimo aggiornamento ( lunedì 08 febbraio 2010 )
 
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