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Le industrie produttrici di alcolici hanno espresso il loro disappunto per quanto riguarda la riduzione delle vendite di bevande alcoliche, proposta varata dal Governo per contrastare lo spinoso problema dell’abuso di alcol. Il provvedimento, esaminato in questi giorni, include alcune misure come l’imposizione di un prezzo minimo per i drink alcolici, di nuove tasse per la vendita al dettaglio ed di alcune disposizioni per cui le bevande alcoliche dovrebbero essere vendute separatamente dagli altri prodotti. La proposta è stata lanciata dal National Substance Misuse Strategy Steering Group, creato dal Governo lo scorso anno. Il suo scopo è quello di esaminare il problema dell’alcolismo da un punto di vista diverso e di cercare di cooperare con la National Drug Strategy per arginare due dei problemi più diffusi in Irlanda. Il gruppo, composto 33 persone che rappresentano alcuni Ministeri del Governo e le principali industrie ed organizzazioni irlandesi, si è riunito quattro volte e dovrà presentare una relazione al Governo per il prossimo ottobre. Il gruppo è diretto congiuntamente da funzionari del Ministero della Sanità e del Ministero per lo Sviluppo. Alcuni esponenti dell’Alcohol Beverage Federation of Ireland ,in occasione di uno di questi incontri, hanno dichiarato che ultimamente si guarda al problema dell’alcol con delle idee preconcette. In particolare, la direttrice della federazione, Rosemary Garth, ha sottolineato che le direttive proposte dovrebbero essere basate su dati certi ed evidenti, e non su pregiudizi. “Non capisco come mai si cerchi di ridurre il livello medio di consumo di alcol di una persona e non si cerchi invece di prendere delle misure specifiche nei confronti di chi fa abuso di alcol.
Il consumo di bevande alcoliche è diminuito del 21% rispetto al picco del 2001; ecco perché oggi sarebbe possibile focalizzarsi sulle persone che fanno abuso di alcol, piuttosto che penalizzare il resto della popolazione attraverso ulteriori misure restrittive” ha aggiunto Rosemary Garth. “Applicare dei divieti sulla commercializzazione delle bevande alcoliche non porterebbe a niente, se non al danneggiamento di un settore vitale dell’economia.” ha concluso durante un meeting a Dublino. Il National Youth Council of Ireland, anch’esso presente nel National Substance Misuse Strategy Steering Group, sostiene invece che uno studio compiuto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha messo in evidenza come restrizioni sul numero delle attività che vendono alcol, sui giorni e le ore di vendita, sulle campagne pubblicitarie e sul prezzo di vendita dell’alcol possano avere un impatto positivo sui giovanissimi e possano ridurre il loro consumo di alcol. Il gruppo ha ricevuto più di 60 proposte dai vari membri. Ora è necessario un periodo di studio e analisi dei vari suggerimenti per poi affrontare nel modo migliore il problema dell’alcolismo. Vedremo come andrà a finire.
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