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Irlanda: Poche Conoscenze in Materia di Biodiversità PDF Stampa E-mail
Scritto da Federica Boscardin   

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Secondo un recente studio, soltanto il 18% degli irlandesi sa cosa significa veramente “biodiversità”. Un dato estremamente preoccupante, se considerato che la percentuale è calata drasticamente negli ultimi tre anni.

Lo studio, commissionato dall’Heritage Council, ha messo in luce come negli ultimi anni ci sia stato un calo delle persone che conoscano il vero significato di questo termine.

Dallo stesso studio, realizzato tre anni fa, era infatti emerso che circa il 22% delle persone era a conoscenza del vero significato di “biodiversità”.  

Il 52% delle persone con più di 16 anni che sono erano intervistate dal Behaviour Attitudes aveva dichiarato di non aver mai sentito parlare di biodiversità.

Il 60% delle persone che invece erano a conoscenza del significato del termine erano uomini, e il restante 40% donne. La maggioranza di queste persone apparteneva alla classe media e risiedeva nelle province di Connacht/Ulster o Munster.

Michael Starrett, direttore dell’Heritage Council, ha sottolineato come sia preoccupante il fatto che non vi sia stato un incremento delle conoscenze relative alla biodiversità.

Purtroppo lo studio ha messo in luce le scarse conoscenze dei giovani relative a questo argomento. Ciò che però mi preoccupa ulteriormente è che proprio i giovani di oggi saranno coloro che dovranno occuparsi del nostro pianeta in futuro, quando le risorse scarseggeranno ulteriormente e le pressioni della popolazione mondiale aumenteranno costantemente” ha aggiunto.

Lo studio realizzato nel 2007 a proposito dei comportamenti degli europei e degli irlandesi nei confronti della biodiversità ha rivelato che il 71% degli irlandesi stavano facendo uno sforzo personale per cercare di preservare le biodiversità.  

Purtroppo, lo stesso studio realizzato nel 2010 ha messo in luce come questa percentuale sia drasticamente calata al 24%, e come il 27% degli intervistati sia cosciente del fatto che potrebbe fare molto di più.

Il 31% delle persone che nello studio realizzato nel 2010 hanno dichiarato di fare uno sforzo per occuparsi di questa problematica così importante ha un’età compresa tra i 35 e i 49 anni, il 13% delle ha un’età superiore ai 65 anni e solamente il 14% ha meno di 25 anni.

In linea generale, non vi è una classe sociale ben definita che si preoccupa più delle altre delle problematiche relative alla biodiversità. È però emerso che le persone che vivono nelle aree rurali, e più in particolare nelle provincia di Connacht/Ulster, sono più sensibili a tali temi.

Definendo la biodiversità semplicemente come l’insieme di tutte le specie viventi presenti sulla Terra, Starrett ha sottolineato come sia incoraggiante vedere che vi sia oggi un accordo comune sull’importanza economica della biodiversità; tale intesa non era invece emersa nello studio del 2007.

Vi è infatti stato un incremento del 12% (dall’ 84% del 2007 al 96% del 2010) nella percentuale delle persone che credono che la biodiversità sia indispensabile nella produzione di alcuni beni come il cibo, i carburanti e le medicine.

Inoltre, si è registrato un aumento del 17% nelle persone che sostengono che l’Europa risulterebbe fortemente impoverita dalla diminuzione della biodiversità (dal 74% al 91%).

Solamente il 13% delle persone intervistate nell’aprile scorso ha però dichiarato di sentirsi colpito personalmente dalle perdite della biodiversità.

Il 26% crede che l’inquinamento dell’aria e dell’acqua sia la causa principale delle perdite in materia di biodiversità, mentre invece il 23% crede che i cambiamenti climatici siano i maggiori responsabili di tale problematica.

Starrett ha concluso dicendo che i dati sottolineano come le persone abbiano le idee confuse sul legame esistente tra cambiamenti climatici e biodiversità. Egli sostiene infatti che sia necessario far capire alla popolazione mondiale l’importanza di alcune questioni come il ruolo fondamentale delle api nell’impollinazione.

Infine, Starrett ha sottolineato come alcune specie animali, tra cui lo scoiattolo rosso, il barbagianni e l’albanella reale, siano in pericolo di estinzione e come ciascuno di noi potrebbe avere un ruolo primario per contrastare e, nella migliore delle ipotesi, evitare, questa enorme perdita.
 





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Ultimo aggiornamento ( venerdì 28 maggio 2010 )
 
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