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Irlanda: Sempre più Gente Lavora Anche Sotto Stress PDF Stampa E-mail
Scritto da Francesca Di Felice   
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Un’indagine ha dimostrato che la metà dei lavoratori del Nord Irlanda va al lavoro anche quando si sente stressata o ammalata.

Gli studi del Chartered Society of Physiotheraphy (CSP) sottolineano che così facendo la gente corre seri rischi di salute e ciò può costare molto anche ai datori di lavoro.

In molti infatti, dichiarano di continuare a lavorare anche durante la pausa pranzo perché non ci sono abbastanza dipendenti per coprire i turni.
Ann Green, del CSP dice: “I fisioterapisti sono convinti che lavorare troppo senza prendere pause causa danni sia a chi fa parte dello staff che ai datori di lavoro. I dipendenti pagano il prezzo in salute e i datori pagano il costo della riduzione di produttività e redditività. Lavorare può contribuire al benessere fisico e mentale solo quando non si superano i limiti, come trascurare la propria salute o andare a lavorare quando non ci si sente bene.”

L’indagine del CSP ha rivelato che il 57% degli intervistati ha dichiarato di andare sempre o quasi al lavoro quando si sentono stressati o fisicamente indisposti, con un 32% che ci va anche con dolori fisici e un 48% che si sente stressato almeno una volta a settimana.
Risulta anche che più della metà degli intervistati soffre fisicamente dal lavorare per ore nella stessa posizione,  si stressa perché non c’è abbastanza staff per coprire il lavoro e non ha tempo per fare esercizi e prendersi cura del proprio corpo. L’indagine ha poi confermato che più di un dipendente su tre lavora durante la sua pausa pranzo e uno su cinque non mangia neppure.

Questi risultati dovrebbero allarmare i dipendenti. Ben Willmott, senior public policy adviser per il Chartered Institute of Personnel and Development afferma: “Un certo livello di pressione al lavoro è normale. Quando invece lo stress provato normalmente impedisce alle persone di farcela, è probabile che ci siano ripercussioni anche fuori lavoro, con conseguenti situazioni di depressione, ansia e problemi al cuore.”




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Ultimo aggiornamento ( venerdì 09 luglio 2010 )
 
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